Le Nostre Sezioni

Italia Nostra Sicilia: “Sì alla realizzazione di un Parco naturalistico e culturale”

Nella vicenda dell’area verde e dell’antenna Rai di Monte Sant’Anna, a Caltanissetta, siamo al dunque: Rai Way avrebbe chiesto al Comune di Caltanissetta l’autorizzazione per poter avviare i lavori di demolizione del peculiare manufatto tecnologico – simbolo moderno della città (https://it.wikipedia.org/wiki/Antenna_RAI_di_Caltanissetta). Temiamo fortemente che la demolizione possa costituire il primo passo per consentire nuove realizzazioni edilizie, nuove speculazioni, nel magnifico spazio verde che domina la città. Dopo la demolizione, Rai Way potrebbe vendere l’area a privati, considerato il fatto che l’Amministrazione Comunale (Giunta e Consiglio comunale) ad oggi non l’ha acquistata e non ha posto in essere le azioni necessarie a realizzare un Parco naturalistico e culturale.

2_S. Anna

Scrive Andrea Milazzo, assessore alla Pianificazione territoriale nella precedente Amministrazione comunale: “La variante urbanistica per la titolazione della zona a Parco naturalistico ed etno antropolologico, finalizzata alla realizzazione di un complesso fruitivo paesaggistico naturale e museo della radiocomunicazione, fu approvata dall’Amministrazione Campisi con delibera di Giunta 43 del 28 marzo 2104, unitamente alla contrazione del mutuo per l’acquisto. Con verbale della Conferenza dei Servizi del 30.5.2014 tenutasi presso il Comune di Caltanissetta il 30.5.2014, la Soprintendenza BB.CC. ed AA. di Caltanissetta, l’Ispettorato Forestale, il Genio Civile, e gli Uffici della Direzione Urbanistica, approvarono in linea tecnica il progetto di variante, ed il giorno successivo, il 31.5.2104, il sottoscritto, nella trascorsa carica di assessore alla pianificazione territoriale, ha firmato la proposta di delibera per il Consiglio Comunale, approvazione da parte del quale, destina gli immobili all’utilizzo previsto nel progetto a parco naturalistico e culturale, impedendo qualsiasi altra possibilità speculativa, che il carattere parzialmente edificatorio dell’area, oggi consentirebbe. Il successivo 6 giugno la Giunta Campisi decade, e la proposta viene vagliata dalla Giunta Ruvolo e dall’attuale Consiglio Comunale, ma da allora non ne è intervenuta alcuna approvazione, né conclusione della procedura di acquisto già deliberata. Giova ricordare che la Soprintendenza BB.CC. ed AA. di Caltanissetta, iniziò un contestuale percorso di vincolo sugli immobili, che per quanto è dato di sapere, anch’essa non ha ancora avuto conclusione. L’approvazione da parte del Consiglio Comunale della proposta di delibera per la titolazione a parco, farebbe immediatamente scattare il regime di salvaguardia ai sensi della legge 3 novembre 1952 n° 1902, interdicendo così qualsiasi attività di trasformazione, e come nel caso di questi giorni, la demolizione dell’antenna, con le irreversibili conseguenze che ne deriverebbero, ciò in assenza di un provvedimento dichiaratorio di interesse da parte dell’Assessorato ai BB.CC. ed AA. che speriamo intervenga al più presto, e speriamo, non per surrogare l’Amministrazione attiva per l’assente interesse fino ad oggi dimostrato sull’argomento, ma piuttosto per completarne le azioni, che auspichiamo arrivino al più presto. La politica locale, se lo desidera veramente, ha, come ampiamente dimostrato, pronti, tutti gli strumenti per intervenire e subito, costati lavoro e impegno da parte di chi ha preceduto, fino ad oggi sostanzialmente ignorati. Si scoprirà così se i nostri rappresentanti istituzionali, intendono davvero conservare la predetta testimonianza, ovvero assistere, a quel punto consensualmente, alla sua definitiva rimozione, aprendo scenari speculativi sulle aree interessate. I fondi di Agenda Urbana (21 milioni di euro) messi a disposizione dalla Giunta Regionale lo scorso Agosto, finalizzati allo sviluppo turistico e culturale, offrono per altro all’Amministrazione Ruvolo la possibilità di finanziare, non solo il progetto, ma anche l’acquisto dell’area. E’ finito il tempo del gioco a nascondino. Provveda il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica a trasmettere nuovamente ed immediatamente gli atti, già pronti fin dal lontano 31.5.2014, in Consiglio Comunale, e provveda il Presidente del Consiglio Comunale a calendarizzare l’argomento, ormai urgente, all’ordine del giorno per l’approvazione da parte del Consiglio Comunale. Si provveda ad inserire il progetto nel piano triennale delle OO.PP. e a concludere la procedura di cessione del bene da parte di Rai Way, recuperando le risorse da Agenda Urbana, oppure si dica con chiarezza alla Città che questo progetto non interessa e che sull’area di Sant’Anna si potrà essere liberi di fare altro.”

Non possiamo che sottoscrivere le parole dell’ex assessore Milazzo. Riteniamo che l’attuale Amministrazione comunale debba abbandonare lo sconcertante atteggiamento di ambigua inerzia che l’ha caratterizzata sino ad oggi, e procedere speditamente, decisamente all’acquisto dell’area e attivare l’iter per la progettazione e realizzazione di un Parco urbano che la città di Caltanissetta non ha mai saputo realizzare. La città non può perdere questa occasione. Unica, preziosa. L’attuale Amministrazione comunale (Giunta e Consiglio comunale) ha l’opportunità di donare alla città uno spazio pubblico importante. Oppure perdersi, come tante altre amministrazioni, nel nichilismo burocratico e speculativo che ben conosciamo.

Caltanissetta e il Monte S. Anna_2016

Distinti saluti,

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

News

24-01-2017

Le dune della Baia di San Nicola Arcella: un habitat ed una risorsa gravemente compromessi

Le dune svolgono un ruolo importantissimo nell'equilibrio delle coste. Esse costituiscono un serbatoio di sabbia disponibile, una riserva naturale di sedimento indispensabile per rialimentare  le spiagge durante le fasi erosive. Le dune costiere inoltre rappresentano l’habitat per la vegetazione presente lungo i litorali composta di  specie  adattate ad un ambiente difficile che  contribuiscono alla sopravvivenza delle dune stesse. Le dune inoltre hanno una forte valenza paesaggistica come riconosciuto dal  QTPR della Calabria. Le dune della Baia di San Nicola Arcella prodotte da lenti processi di accumulo ad opera del vento e delle sabbie trasportate dalle correnti marine lungo la costa, hanno svolto da sempre questo ruolo di rifornire la spiaggia e difenderla dalla erosione. Questo è avvenuto normalmente fino a quando le dune hanno mantenuto il loro grado di naturalità e con essa la capacità di adattamento all'evoluzione dei meccanismi di erosione della costa. [caption id="attachment_50671" align="aligncenter" width="498"] Spiaggia Marinella anni’60[/caption] Questo meccanismo oggi si è inceppato, le dune sono state “antropizzate” e non sono più in grado di contrastare con efficacia l’erosione costiera ben visibile lungo la Baia di San Nicola, con ripercussioni future imprevedibili. L’erosione costiera sta avanzando proprio al centro della spiaggia Marinella nell’area denominata “Scoglio delle Femmine” che nel giro di pochissimi anni potrebbe essere completamente sommerso dalle acque. [caption id="attachment_50672" align="aligncenter" width="540"] Scoglio delle Femmine[/caption] [caption id="" align="aligncenter" width="541"] Area di erosione[/caption]   Malgrado i sistemi dunali siano interessati da specifici strumenti di tutela, i meccanismi di degrado delle dune di San Nicola Arcella sono stati inarrestabili,  causati da una poco lungimirante e sbagliata. Il risultato di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti: con il  PCS in vigore si è consentito lo spianamento delle dune,  la realizzazione di infrastrutture balneari sugli spianamenti, l’utilizzo incontrollato di mezzi meccanici cingolati sulle dune, la conseguente devastazione  della vegetazione presente, senza tenere in alcun conto di questo elemento essenziale per la stabilità della spiaggia, unitamente alla tutela e conservazione della posidonia oceanica, e per le stesse attività turistiche nei prossimi decenni. A causa della forte compromissione  del cordone dunale e della sua funzione svolta nel tempo per il mantenimento della spiaggia,  cosa succederà in futuro? Come è stato possibile tutto ciò? Come è stato possibile organizzare l’utilizzo del Demanio Marittimo pianificando e gestendo tali azioni ed attività sull’ area costiera senza che per il Piano Comunale Spiaggia  il comune di  San Nicola Arcella attivasse  la prescritta procedura di assoggettabilità  a VAS del piano ai sensi del D.Lgs n. 152/2006 e dell’art. 22 del Regolamento Regionale n. 3/2008 e s.m.i.? A causa della forte compromissione  del cordone dunale e della sua funzione svolta nel tempo per il mantenimento della spiaggia,  cosa succederà in futuro? Le criticità sopra evidenziate avrebbero potuto essere evitate sottoponendo le scelte del PCS a verifica rispetto all’insieme dei fattori ambientali ed agli obiettivi di sostenibilità richiesti. La spiaggia costituisce una risorsa naturale difficilmente rinnovabile, per questo bisogna correre ai ripari  sperando che non sia troppo tardi.
Per contrastare l’erosione è necessario prevedere al più presto opere di ricostruzione del cordone dunale attraverso interventi di stabilizzazione e ripristino propri dell’ ingegneria naturalistica. A ciò va aggiunto una corretta ed oculata gestione dell’area costiera interessata attraverso un nuovo Piano Comunale Spiaggia che possa contemperare la necessità di conservare e preservare  la risorsa naturale-paesaggistica  rappresentata dalla spiaggia con le attività economiche presenti che, per proiettarsi nel tempo, devono armonizzarsi con questa improcrastinabile esigenza di tutela.
                 ITALIA NOSTRA-SEZIONE ALTO TIRRENO COSENTINO
24-01-2017

Chiudere la caccia per proteggere le specie animali dalle avverse condizioni climatiche e dalle fucilate

I rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste LIPU, ITALIA NOSTRA e WWF hanno inviato una nota congiunta all’Assessore regionale all’Ambiente prof.ssa Donatella Spano in cui contestano la richiesta formulata dal mondo venatorio per un prolungamento della caccia oltre il 19 gennaio per i turdidi, data di chiusura fissato dal calendario venatorio regionale in vigore. Francesco Guillot, Graziano Bullegas e Carmelo Spada rispettivamente per la Lipu, Italia Nostra e il Wwf affermano che le richieste di prolungamento della caccia “non hanno nulla di scientifico e sono in contrasto con le direttive europee e opposte agli indirizzi dell’ISPRA”.
“La caccia tutta deve essere sospesa e non prolungata considerando le condizioni climatiche, con un mese di gennaio particolarmente rigido con la presenza di neve in molte parti della Sardegna” - affermano perentori i rappresentanti regionali delle associazioni ambientaliste LIPU, ITALIA NOSTRA e WWF.
20-01-2017

Allerta per la fauna e la flora delle Aree dei Pantani e del Biviere di Lentini

"Da una settimana circa stiamo manifestando parere contrario alla realizzazione di una discarica per il conferimento di Rifiuti Speciali "non pericolosi" per conto della detta Impresa Pastorino s.r.l., nonostante parere negativo già emesso dalla precedente Amministrazione Comunale nel 2014 ( http://www.comune.lentini.sr.it/piazzatel/pubblicazioni/consiglio_2014/cc_4.pdf ) e di schieramento di tutta la cittadinanza sin dal 2013 (http://www.luoghipensanti.it/wp-content/uploads/2014/01/16-dicembre-2013.pdf).
Ciò che sta accadendo, con pareri positivi ed esecutivi di parte Regionale, è una scellerata azione violenta nei confronti del Territorio: la Discarica è stata pensata in c.da Armicci, sostituendo una cava di tufo dismessa per 880 mila metri cubi di rifiuti; ma il disastro non ha fine qui, il sito insiste a poche decine di metri da uno dei villaggi dell'età del bronzo del territorio e, ancor peggio, a 700mt. dall'argine artificiale del Biviere di Lentini e molto meno dalla fascia di rispetto allo stesso bacino.
A tal proposito apro una parentesi, a Lei sicuramente già nota, circa l'importanza rilevante delle specie appartenenti alla Fauna ma anche alla Flora di questo paesaggio.
Cito, come clamoroso esempio chiave, il Pollo Sultano "Porphyrio porphyrio": la bonifica del Biviere di Lentini, ha avuto certamente un impatto devastante sulla popolazione siciliana, al punto che le presenze della specie in questione negli anni successivi alla bonifica sono diventate sempre più rare fino all’estinzione avvenuta attorno al 1957, meno di un decennio dopo il prosciugamento del Biviere. Le speranze si sono riaccese intorno alla primavera del 2000, quando venne accertata la nidificazione di almeno tre coppie (formate da individui giovani rilasciati da meno di un anno) stando ai riassunti delle ricerche effettuate dagli studiosi Alessandro Andreotti e Renzo Ientile - qui una scheda tecnica> http://www.iucn.it/scheda.php?id=-1011433056 - qui l'intero rapporto> http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/protezione_natura/qcn_pollo_sultano.pdf ; oggi si ripresenta, per questa ed altre specie della fauna e della flora, la minaccia di estinzione causa edificazione discarica; scelta a cui vorremmo opporci partendo da un prezioso sostegno da parte Vostra, in quanto pagina social della sede nazionale.
Il fronte del No si rafforza dal momento in cui il territorio preso di mira, è già risaputa culla di alte percentuali di tumori e leucemia, memore di un incidente avvenuto negli anni '80 a seguito di una caduta di un aereo U.S.A. che trasportava al suo interno uranio impoverito, provocando al suo impatto in c.da San Demetrio/Sabbuci elevati e non indifferenti casi anomali.
La Bellezza di questo Paesaggio non va più tradita, un paesaggio che ha già subito violenze e che oggi più di prima necessita di sacrosanti vincoli.
Questa mia vuole interpretarsi come una sincera esortazione e disponibilità. Attualmente da responsabile Italia Nostra a Lentini sto lavorando per ottenere i permessi per una visita guidata al Biviere di Lentini che assume funzione di presa di conoscenza e di denuncia oppositrice alla violenza/alterazione del territorio".
Giorgio Franco
Presidente di Italia Nostra Lentini
20-01-2017

Salvare il Palazzo Sirena di Francavilla al Mare dalla demolizione e restituirlo alla sua funzione sociale

L’attuale Palazzo Sirena è stato ricostruito nel secondo dopoguerra sullo stesso sito dell’originario Kursaal ottocentesco , su disegno tardo razionalista dall'ingegnere Vittorio Ricci, proprio per riconfermare la continuità della funzione aggregativa e rappresentativa che quell'organismo svolgeva, divenendo nella percezione popolare un vero e proprio simbolo della ripartenza, dopo le distruzioni belliche, dell’intero centro cittadino, come molti documenti dell’epoca attestano.  L’edificio ha poi svolto effettivamente, con continuità , il ruolo di centro propulsore e di riferimento vitale dello sviluppo sociale e urbanistico di Francavilla al Mare. Per decenni la struttura, gestita prima dalla locale Azienda di Soggiorno e poi dal Comune, ha ospitato iniziative di rilievo che hanno caratterizzato la vita sociale, culturale e mondana della località turistica, facendole vivere nei momenti del suo sviluppo e nella trasformazione del centro all'interno del sistema di relazioni territoriali che si modificava; lo ha accompagnato, pur con i  caratteri contraddittori ed incontrollati dei suoi assetti urbanistici, costituendo sempre (con pochi altri elementi urbani) uno dei capisaldi della sua struttura insediatava. Negli anni '90, l’edificio è stato ampliato sul fronte mare, a seguito di un concorso di idee, e ha assunto l’attuale composita conformazione. Gli anni più recenti  sono purtroppo stati caratterizzati da sottoutilizzazione, trascuratezza e abbandono. L’attuale amministrazione comunale ha reiteratamente espresso la volontà di demolire la parte originaria del Palazzo - oggi  in uno stato di degrado che, tuttavia, non vede compromessa  la sua stabilità -  al fine di ampliare la piazza  antistante. A riguardo è si sviluppata da tempo  un’animata discussione, favorita soprattutto dal comitato cittadino Risorgi Sirena, dibattito che assume però oggi una valenza che va ben oltre la dimensione locale, supera i confini comunali di Francavilla e assume, per il merito e il senso dell’intervento che ci si accinge a realizzare, un valore emblematico per la cultura regionale mentre si registrano, in sede di dibattito nazionale, qualificate posizioni sempre più allarmate sulle difficoltà di difendere le testimonianze della città novecentesca, di fronte all'attenuarsi degli strumenti ,anche normativi, per la sua salvaguardia. A nostro avviso il Palazzo Sirena non va demolito. Esso va riconosciuto quale elemento significativo del Patrimonio Architettonico della nostra regione, un bene culturale, testimonianza materiale con valore di civiltà e, in senso ancor più ampio, quale bene comune; un Patrimonio che va al più presto riconosciuto e tutelato nei numerosi esempi che le nostre realtà urbane presentano e di cui Palazzo Sirena è  importante esempio. Italia Nostra e i sottoscrittori del presente appello ritengono che l’edificio, la sua collocazione nel paesaggio litoraneo, il rapporto con il contesto edificato,  costituiscano elementi significativi di identità urbana, e che, per l’interazione fra comunità e luogo realizzata negli anni della sua piena attività, tale manufatto rappresenti un’eredità culturale da non cancellare e da trasmettere alle generazioni  future. Esso è uno degli episodi architettonici cittadini   riconosciuti , dotati di qualità  e portatori della comune storia  ai quali ancorare  l’opportuno ripensamento del tessuto urbano, nel quale introdurre gerarchie e relazioni, dopo la fase dell’espansione indistinta. Da problema esso può diventare risorsa. E’ possibile, infatti, recuperare l’edificio  in coerenza con le sue caratteristiche più peculiari, con  destinazioni funzionali attuali, mediante  interventi volti ad una nuova significazione delle sue articolazioni spaziali; si potrà  così restituire alla città una importante testimonianza storico architettonica e, nello stesso tempo,  mantenere e consolidare il senso di appartenenza e coesione sociale sempre più minati dai processi di frammentazione e omologazione sociale in corso. Pertanto, Italia Nostra e i sottoscrittori dell’appello:
  • invitano la Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo a procedere con tempestività al riconoscimento dell’interesse culturale del Palazzo Sirena , coerentemente con il ruolo istituzionale che l’organismo di tutela del patrimonio storico artistico è chiamato a svolgere;
  • sollecitano il Sindaco e il Consiglio Comunale di Francavilla perché sia scongiurata la demolizione dell’edificio e sia realizzato un progetto di conservazione/trasformazione innovativa del manufatto che restituisca ai cittadini una struttura pubblica rinnovata, più funzionale e  rappresentativa della sua identità sociale.
  La presidente della sezione I.N. di Chieti                                                   Il presidente della sezione I.N. di Pescara Giancarla Armidi                                                                                                        Domenico Valente Hanno aderito all’Appello:
  • Adriana Gandolfi, antropologa
  • Adriano Ghisetti, Professore Ordin. di Storia dell’architettura, Università “ G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Alessandra Broccolini, Professore di Antropologia Culturale, Università “La Sapienza”, Roma
  • Antonello Alici, Architetto, Università Politecnica delle Marche
  • Carlo Fonzi, Presidente dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea
  • Carlo Pozzi, Professore Ordinario di Composizione architettonica e urbana, Università G. D’Annunzio, Chieti – Pescara
  • Claudio Varagnoli, Professore Ordinario di Restauro, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Costantino Felice, storico, già Professore di Storia Economica, Università “G .D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Eide Spedicato Iengo, Professore di Sociologia, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Emiliano Giancristofaro, etnologo, già Presidente regionale di Italia Nostra Abruzzo
  • Enzo Fimiani, storico, Direttore della Biblioteca dell’Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Gentucca Canella, Professore di Composizione architettonica e urbana, Politecnico di Torino
  • Giovanni D’Alessandro, scrittore
  • Giulio De Collibus, Vice Presidente dell’Archeoclub d’Italia
  • Guido Alferj, Giornalista, già Direttore de “Il Messaggero” ed. Abruzzo
  • Lia Giancristofaro, Professore di Antropologia Culturale, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara e Direttore della “Rivista Abruzzese”
  • Marco Fumo, musicista, già Docente Conservatorio di Musica “L. D’Annunzio” - Pescara
  • Maria Rosaria La Morgia, giornalista
  • Mario Centofanti, Professore di Restauro architettonico, Università degli Studi dell’Aquila
  • Massimo Palladini, Vice Presidente Regionale Abruzzo e Molise dell’I.N.U.
  • Nerio Rosa, critico d’arte, già Preside del Liceo Artistico di Teramo
  • Paola De Sanctis Ricciardone, antropologa, Università di Cosenza
  • Paolo Muzi, Presidente regionale Italia Nostra Abruzzo
  • Raffaele Colapietra, storico, già Docente presso l’Università degli Studi di Salerno
  • Raffaele Giannantonio, Professore di Storia dell’Architettura, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Walter Capezzali, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria
 

Italia Nostra Onlus