News dal territorio

17-02-2017

Melilli, il suo territorio e il suburbio di Siracusa, tra ricerche d’archivio e letteratura

Nel quadro degli incontri culturali dell’anno sociale 2017, l’archeologo prof. Giuseppe Immè, della neo-Sezione di Melilli, ha intrattenuto i numerosi soci ed amici riuniti nel Salone delle Feste del Circolo “Unione” con una puntuale e colta conversazione dal titolo:
” Melilli, il suo territorio e il suburbio di Siracusa, tra ricerche d’archivio e letteratura”, sulla particolare architettura dell’ultramillenaria chiesa di S. Foca.  Il “robusto” curriculum del relatore è stato illustrato dalla prof.ssa Liliana Gissara, Vicepresidente della sezione di SR.

Il territorio siracusano, nonostante le pesanti bonifiche agrarie ed i consistenti insediamenti industriali del dopoguerra, mostra ancor oggi tracce significative di insediamenti antropici caratterizzati da una frequentazione plurimillenaria più o meno ininterrotta che va dalla fase preistorica stentinelliana ai giorni nostri.

Giovedì 16 Febbraio è stato preso in esame l’immediato suburbio della città di Siracusa, in particolare quello compreso tra Priolo (fino agli anni anni ’70 frazione di SR) e Melilli, destinato  ad ospitare in epoche diverse complessi monumentali anche di dimensioni ed importanza considerevoli, quasi sempre riconducibili a famiglie di rango elevato o, come soleva dire l’archeologo Biagio Pace: “persone di alta distinzione”.
A seguito delle indagini di Paolo Orsi e con l’inserimento di un gruppo di monumenti isolani nell’ambito degli studi sulla Sicilia tardo-romana e bizantina, per circa un secolo archeologi del rango di Freshfield, Pace, Libertini, Testini ed Agnello hanno discusso sull’esistenza o meno, nell’isola, di edifici religiosi con pareti laterali esterne aperte “ad arcata”.
Nella puntuale e documentata relazione tenuta dal prof. Giuseppe Immè, unitamente agli studi più recenti sulla chiesa di S. Foca nei quali si affaccia anche l’ipotesi della presenza di un “battistero” (sarebbe l’unico caso in Sicilia), è stato analizzato questo interessante filone storiografico che, a seguito delle indagini più recenti, tende ad escludere che in Sicilia siano esistiti edifici cultuali con muri perimetrali “non continui”.

 

Liliana Gissara – Vicepresidente sezione di Siracusa

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