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19-05-2017

La Giornata dei Beni Comuni a Duronia – Colle Ricciuto

La Sezione di Campobasso per la Giornata dei Beni Comuni ha organizzato una giornata a Duronia (CB) in località Colle Ricciuto: dopo un sopralluogo al Sito archeologico, dove abbiamo posizionato un cartellone, gentilmente concesso dalla Soprintendenza archeologica, per mettere a confronto lo stato del sito al momento dello scavo con la situazione attuale, la  manifestazione si è spostata nella sala consiliare del Comune, dove i tre relatori hanno messo in evidenza l’importanza dell’archeologia preventiva. Alla manifestazione hanno partecipato persone fortemente interessate alla tutela del luogo ed alla sua valorizzazione, pur essendo esso, attualmente, solo un segnale riguardante un’area di sicura e rilevante importanza. Si pubblica un articolo di Miriam Iacovantuono a riguardo. 

Si è tenuta il 14 maggio la prima “Giornata Nazionale dei Beni Culturali”, cioè del Patrimonio condiviso della Nazione, ideata da Italia Nostra. Su tutto il territorio nazionale, ogni sezione ha individuato un “bene” che è stato al centro di iniziative di valorizzazione attraverso attività di tutela, pulizia, informazione e recupero, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo strategico che i Beni Culturali ricoprono per crescita culturale ed economica del nostro Paese. Anche Italia Nostra sezione di Campobasso ha aderito all’iniziativa, individuando, tra i Beni Culturali del territorio, il sito archeologico in località Colle Ricciuto in agro di Duronia, dove nel 2012, in occasione di lavori di sbancamento e movimento terra per la realizzazione di una strada, è venuta alla luce un’area di particolare interesse archeologico, situata a pochissimi metri dal tratturo Castel di Sangro-Lucera, lungo l’arteria provinciale che collega il Comune di Duronia a quello di Torella del Sannio. L’insediamento risale al IV-III secolo a.C., o a epoca ancora più remota.

Durante il convegno, che si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Duronia si è parlato di Archeologia preventiva e testimonianze sannitiche nella zona di Duronia e del Molise. In particolare Davide Delfino, archeologo del Polo Museale del Molise ha spiegato come viene gestito il patrimonio culturale all’estero, facendo riferimento nello specifico al Portogallo e al Brasile. Parlando della sua esperienza ad Abrantes ha illustrato il concetto di archeologia municipale, a tutela e vigilanza delle opere e come grazie a questo servizio i ritrovamenti vengono in qualche modo tutelati, altrimenti tutto andrebbe perduto. Si tratta di una carta archeologica che ogni comune ha, attraverso la quale, prima di eventuali lavori di costruzione, è possibile individuare patrimoni archeologici che in questo modo vengono salvati. Michele Roccia ha illustrato i risultati di una ricerca di topografia archeologica condotta negli anni, nei pressi del capoluogo e in particolare nella zone Tappino, un territorio che coinvolge i comuni di Ferrazzano, Mirabello, Gildone, Jelsi e Campodipietra. In quest’area sono venuti alla luce diversi  siti di interesse storico e archeologico caratterizzati dalle diverse età, da quella neolitica a quella del bronzo fino all’età del ferro.

Michele Roccia ha spiegato come di tutto ciò che risulta dalla ricerca nulla è tutelato, per questo l’archeologia preventiva potrebbe essere un modo per salvare il patrimonio locale e in primo luogo questo dovrebbe essere interesse delle amministrazioni e della Soprintendenza. “Viviamo in una terra dove le cose archeologiche vanno nella casualità, sarebbe il momento  – ha commentato Roccia – di creare strumenti preventivi che tutelino il patrimonio archeologico e culturale”.

Norman Ranellucci, Consigliere Italia Nostra sezione di Campobasso, ha illustrato il concetto di archeologia preventiva come riforma fondamentale nell’archeologia italiana, nel caso specifico di Duronia se questo concetto fosse stato portato avanti sul sito archeologico di Colle Ricciuto non sarebbe stato consentito l’inizio dei lavori per costruire una strada, in seguito bloccati per il ritrovamento dell’insediamento archeologico. “Per molto tempo – ha spiegato Ranellucci – è mancata una legislazione che regolamentasse il settore fino alla legge 109 del 2005 sull’archeologia preventiva che permette di costruire un mosaico culturale e archeologico”. Nel caso di Colle Ricciuto in agro di Duronia se ci fosse stata una ricostruzione storica attuativa ambientale e un’archeologia preventiva sarebbe stato possibile organizzare gli interventi e coinvolgere anche archeologi per lavorare sul territorio.

L’iniziativa, che ha coinvolto non solo i membri di Italia Nostra, ha consentito la visita al sito archeologico, al Museo della Civiltà contadina e al “Gigante” (Civita),  rupe naturale, proposta da Italia Nostra sezione di Campobasso, come Monumento naturale.

di Miriam Jacovantuono (da moliseweb.it)

Italia Nostra Onlus