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07-06-2017

Sopralluogo alla Fontana “Madre di Dio” in Buscemi

Sabato 3 Giugno Italia Nostra, in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’UNICT, ha promosso un sopralluogo alla diruta fontana “Madre di Dio” in Buscemi, a cui hanno partecipato anche il Sindaco dott. Nellino Carbè, accompagnato da un Assessore, e il Capo dell’Ufficio Tecnico ing. Giovanni Donetti. La delegazione, guidata dalla Vicepresidente L. Gissara, ha visto presenti per Architettura i professori Francesca Castagneto e Vittorio Fiore, componente del Direttivo di IN. Come si ricorderà, lo scorso Gennaio il frontone della storica Fontana ha subito un rovinoso crollo a causa delle abbondanti piogge e della mancata manutenzione. L’allarme sulla precarietà statica del manufatto era stato già lanciato da Italia Nostra nell’Aprile 2016. Da allora, oltre ad un sopralluogo della Soprintendenza nell’immediatezza dell’evento, l’unica operazione effettuata è stata la sistemazione in luogo sicuro, a cura del Municipio, dei blocchi rovinati a terra.

Sabato, i professori Fiore e Castagneto hanno proceduto ad un primo rilievo di quel che rimane dell’edificio originario e programmato un successivo intervento che prevede la numerazione dei blocchi diruti in base alla ricostruzione grafica, possibile solo grazie ai rilievi fotografici effettuati nell’Aprile 2016 da Liliana Gissara. Le foto, uniche a documentare l’aspetto della Fontana ancora integra, a disposizione anche della Soprintendenza, consentiranno la numerazione dei blocchi integri, nonché la ricomposizione di quelli recuperabili ed il corretto rifacimento di quelli non recuperabili. Poiché si tratta di intervenire su un manufatto storico, il ripristino delle parti mancanti richiederà anche l’opera di uno scalpellino. Italia Nostra seguirà con la massima attenzione e partecipazione ogni passo successivo al sopralluogo. Sia il Sindaco che il Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Buscemi hanno manifestato apprezzamento per l’iniziativa di Italia Nostra e la volontà di lavorare in sinergia per il perseguimento del comune obiettivo: la ricomposizione della storica Fontana che, da secoli, segna il paesaggio suburbano del delizioso borgo ibleo.

In occasione del sopralluogo si è avuta notizia di precedenti cedimenti, l’ultimo risalente ad oltre un secolo fa. Ora dobbiamo tutti operare affinché la Fontana affronti i prossimi cento anni!

Le fontane-abbeveratoio espressione significativa della civiltà contadina e segno dell’abbondanza di acqua degli Iblei, molte imponenti e di buona fattura, costellano numerose quelle che erano le “vie dei campi” dei paesi agricoli. Tali manufatti avevano anche una “ragion d’essere” di ordine pratico: erogavano la preziosa acqua, elemento che ha determinato le sorti di molte civiltà, quando ancora non esistevano le reti idriche. Infatti, ad esse le donne attingevano l’acqua per gli usi domestici e i contadini vi abbeveravano il bestiame, specie da soma, che serviva ad alleviare la fatica di un cammino spesso lungo ed a trasportare attrezzi e prodotti agricoli. Quando dell’automobile non si aveva neanche l’idea, il bestiame, che andava e veniva dalla campagna insieme al contadino, veniva riparato nelle stalle di casa, i “dammusi”, comparabili ai contemporanei “garage” per le auto. Le “fontane-abbeveratoio” possono altresì essere considerate “stazioni di servizio” ante litteram, in quanto mettevano a disposizione, in modo agevole (per quei tempi) e prossimo agli abitati, l’acqua necessaria ai bisogni delle comunità. Di quel tempo e di quella civiltà, depositaria di valori che sarebbe saggio recuperare e tramandare, dobbiamo tutti preservare la memoria per una migliore comprensione del tempo presente e per una proiezione verso un futuro sostenibile, a misura d’Uomo.

Liliana Gissara – Vicepresidente Italia Nostra SR

Italia Nostra Onlus