07-06-2017

Gualchiere di Remole a Bagno a Ripoli (Firenze): segnalazione per la Lista Rossa

ULTIME NEWS (29 giugno 2017):

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/06/29/news/firenze_all_asta_per_le_gualchiere_di_remole_1_euro_di_offerta-169488334/?refresh_ce

Indirizzo/Località: Borgo delle Gualchiere di Remole – Via di Rosano – Bagno a Ripoli (Firenze)

Tipologia generale: archeologia industriale

Tipologia specifica: sito medioevale

Configurazione strutturale: consta di 3 mila metri quadrati di superfici tra torri merlate, borgo e mulini e quasi più 40 mila metri quadrati di parco

Epoca di costruzione: sec. XIV

Uso attuale: fino alla fine della seconda guerra mondiale, le Gualchiere di Remole erano un piccolo borgo dove risiedevano famiglie e popolato di botteghe artigiane, oggi è in completo stato di abbandono, fatto salvo per lo studio di scultura di Piero Gensini che da più di 25 anni fa da presidio a quel luogo

Uso storico: uno dei più antichi opifici di Firenze, risalente al 1300, al tempo proprietà dell’Arte della Lana, dove si trattavano i panni di lana sfruttando l’energia che derivava dai mulini mossi dall’acqua dell’Arno

Condizione giuridica: proprietà del Comune di Firenze anche se il sito ricade nel Comune di Bagno a Ripoli

Segnalazione: della Sezione di Firenze di Italia Nostra – prima segnalazione del 2000, riproposta nel 2011 nella PRIMA LISTA ROSSA, aggiornata nel 2017 in occasione della vendita all’asta del bene da parte del Comune di Firenze proprietario del sito – firenze@italianostra.org


Motivazione della scelta: 
Il complesso trecentesco, oggi uno dei più grandi esempi di archeologia pre – industriale d’Europa, viene messo all’asta il 28 giugno 2017 per poco più di 2 milioni di euro.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, smentendo se stesso quando, nel 2009 aveva detto di no alla sua alienazione abbracciando l’idea di farne il Centro internazionale sulle conoscenze tradizionali, un organismo prestigioso promosso dall’Onu e dall’Unesco. Oggi decide di venderlo ai privati. Al suo posto pare sorgerà un resort, con buona pace della storia di uno dei più antichi opifici di Firenze, risalente al 1300, al tempo proprietà dell’Arte della Lana, dove si trattavano i panni di lana sfruttando l’energia che derivava dai mulini mossi dall’acqua dell’Arno. Un raro esempio di industria medievale, che ha reso ricca l’Arte della Lana, così importante a Firenze e che nei secoli successivi è stato sempre abitato.

Fino alla fine della seconda guerra mondiale, le Gualchiere di Remole erano un piccolo borgo dove risiedevano famiglie e popolato di botteghe artigiane, c’era persino una scuola ed un ufficio postale. Un monumento d’importanza capitale per i fiorentini, per la loro storia e cultura. Ci auguriamo che il sindaco ci ripensi e che metta in piedi con la Regione e lo Stato un progetto per accedere a finanziamenti europei, al fine di rendere patrimonio del mondo e non di pochi le Gualchiere di Remole.

Attualmente il sito non è visitabile, in quanto l’antico opificio versa in pessimo stato di conservazione. Nel tempo è stato oggetto di numerosi furti di macchinari antichi per la follatura dei panni, fino a che, su sollecitazione dello scultore Piero Gensini, che rappresenta l’unico abitante con il suo studio in quel luogo che ha avuto un passato così importante, e di Mariarita Signorini, Presidente Regionale di Italia Nostra, e di Leonardo Rombai, Presidente della sezione fiorentina Italia Nostra, l’Amministrazione comunale ha provveduto a mettere i sigilli.

Il monumento è da più di 15 anni all’attenzione della nostra Associazione che ha sempre organizzato convegni e visite sul luogo, per sensibilizzare la popolazione. Ma ultimamente è partita una campagna che vede riunite diverse associazioni, intellettuali di fama europea e anche scolaresche, che hanno focalizzato il loro impegno proprio su questo tema, adottando il monumento.

Le Gualchiere di Remole: Fortuna e destino di Firenze

Circa due mesi fa, presso “Vie Nuove”, iniziò a riunirsi un gruppo di lavoro preoccupato per lo stato d’abbandono e la mancanza di prospettive per il futuro del pregevole manufatto.

La prima idea fu quella di organizzare un evento presso il Circolo per informare e sensibilizzare, in primis la popolazione della zona sud della città e successivamente coinvolgere le Istituzioni sul recupero di questo monumento di archeologia industriale dell’arte della lana, che ha avuto grande rilevanza nella realizzazione dei tesori che oggi Firenze può mostrare al mondo. L’iniziativa, che confermiamo, prevedeva una manifestazione pubblica a “Vie Nuove”, per il giorno 26 giugno 2017, con la presenza del Prof. Franco Cardini medievista di chiara fama, dell’Architetto Pietro Laureano, dello storico Prof. Leonardo Rombai e archeologo Prof. Guido Vannini.

È quindi con grande stupore che abbiamo appreso dalla stampa fiorentina e dal web, dell’improvvisa decisione del Comune di Firenze di mettere all’asta “al miglior offerente” il complesso delle Gualchiere di Remole, con un’offerta economica da esprimere entro il prossimo 28 giugno 2017. A parte la ravvicinata scadenza che richiederebbe un chiarimento specifico, così come il presunto interessamento da parte del Principe di Galles e di una task force tra Comuni e Unesco che la stessa  amministrazione fiorentina aveva ipotizzato per il futuro delle Gualchiere di Remole, che a fronte della pubblicazione del Bando, sembrerebbero essere stati messi da parte; il gruppo di lavoro, appena costituitosi, ha unanimemente manifestato uno spirito costruttivo, auspicando che questa scelta vada nella giusta direzione per il recupero di questo bene storico culturale, pur rilevando come il Bando d’asta non faccia riferimento a precisi requisiti degli eventuali acquirenti,

Lasciando che ciò avvenga solo nel rispetto delle normative sui beni culturali e delle previsioni urbanistiche del Comune di Bagno a Ripoli. Ci saremmo aspettati che per maggior trasparenza fossero indicati gli spazi in superficie da destinare a funzioni pubbliche di carattere storico-culturale, unitamente all’impegno di mantenere il bene nel quadro di una valorizzazione del Parco Fluviale, come insito nelle prospettive d’investimento programmate dalle Istituzioni anche con il progetto “ad Arnum” e già in vista di essere realizzate.

Perciò abbiamo richiesto che si dia corso a un ulteriore approfondimento sulle modalità della messa in vendita del Bene mirando, già a priori, a un indirizzo di recupero pubblico – privato che tenga conto del contesto e delle posizioni assunte dalle varie Amministrazioni interessate.

Italia Nostra Onlus