News dal territorio

05-09-2017

Italia Nostra Sud Salento: necessaria la sospensione delle autorizzazione per le ricerche di idrocarburi

L’autorizzazione rilasciata in questi giorni dal Ministero dell’Ambiente alla Società Global Med per l’effettuazione delle ricerche di idrocarburi nello Jonio ci “costringe” a ritornare sulla questione per ribadire con la piena contrarietà a tale provvedimento che, non solo è lesivo dei principi fondanti degli organi “periferici” dello Stato (Comuni, Province, Regioni) che in più occasioni hanno manifestato il proprio dissenso rispetto a queste attività, ma anche la contrarietà all’utilizzo di quelle risorse energetiche che sono la causa delle grandi questioni ambientali e sanitarie.

Infatti non risulta assolutamente coerente e praticabile la politica delle doppie posizioni del nostro Paese come quella di sostenere nelle diverse sedi internazionali (ultimo quello di Parigi nel 2015) le  tesi per cui “il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società degli uomini e per l’ambiente” e che “ bisogna accelerare la riduzione delle emissioni in atmosfera dei gas serra” e poi dall’altra favorire quelle attività che – di fatto – sono l’anticamera delle perforazioni dei fondali marini per l’estrazione e l’utilizzo degli idrocarburi.

Nel caso specifico, per quanto riguarda l’autorizzazione rilasciata lo scorso 31 agosto si tratta di consentire le prospezioni (cosiddetta “crociera sismica”), per un periodo di 60 giorni su un’area di 750 kmq a 13 miglia dalla costa, attraverso dei cannoni posizionati su apposite navi che spareranno aria compressa a grande potenza  (con la tecnica dell’airgun) nel sottosuolo marino ogni 5/10 minuti in modo da estrarre dati sulla presenza o meno di giacimenti di idrocarburi.

Le prescrizioni imposte nell’autorizzazione non risultano una garanzia che si potranno evitare danni alla fauna e agli habitat marini (ricordiamo che in prossimità del Salento sono presenti ampie aree di posidonia, un grande banco di corallo bianco nonché la presenza di tartarughe marine e  – di recente – è ricomparsa anche la foca monaca) tant’è che le stesse aziende, negli studi di impatto ambientale,  ammettono che i principali impatti potrebbero riguardare la fauna marina. Non meno impattanti e gravi risultano essere le conseguenze derivanti da tali attività di ricerca e poi di perforazioni sul settore della pesca e sul turismo che potrebbero subire (anche psicologicamente e mediaticamente) effetti devastanti, mettendo così in seria crisi un territorio già pesantemente gravato in termini economici, sociali ed ambientali.

Le numerose manifestazioni tenutasi nei comuni della costa salentina, come quella organizzata dalla Sezione Sud Salento di Italia Nostra a Leuca il 12 luglio del 2015 “Laudato Si, Trivelle No” con l’intervento di cittadini, associazioni, una trentina di Sindaci, rappresentanti della Provincia, della Regione e del Parlamento, hanno chiaramente evidenziato la totale contrarietà del Salento al rilascio di tali autorizzazioni.

Pertanto risulta doveroso che le istituzioni territoriali (Comuni, Provincia di Lecce e Regione Puglia) si adoperino da subito per impugnare in tutte le sedi tale autorizzazione e le altre che saranno rilasciate; ai  Sindaci in particolare si chiede l’adozione dell’Ordinanza di precauzione per scongiurare possibili  danni (anche irreversibili) alla fauna marina e all’economica turistica, così come chiediamo ai rappresentanti salentini alla Camera e al Senato di adoperarsi perché tale provvedimento del Ministro  dell’Ambiente venga revocato.

Se alle già numerose criticità ambientali che il Salento sta subendo in questi ultimi decenni (desertificazione dei terreni, eccessivo consumo del suolo, disseccamento degli ulivi, numerosi incendi boschivi, inquinamento dell’aria e delle falde, ecc.) dovremmo registrare anche quello dell’inquinamento del mare, la situazione risulterebbe talmente tragica tanto da non vedere altro spiraglio se non quello di  “abbandonare” questo territorio che – pur essendo stato “baciato da Dio” –  gli uomini di questo tempo si stanno adoperando alacremente nel distruggerlo. In tale contesto è doveroso ancora una volta richiamare le parole di Papa Francesco che, proprio in occasione della “Giornata mondiale della Cura del Creato” e dei recenti disastri che hanno colpito l’Asia e gli Sati Uniti,  è tornato sui temi a Lui molto cari cioè sulla necessità e sull’urgenza di tutelare l’ambiente in considerazione dei danni rilevanti che i cambiamenti climatici vanno a determinare.

Marcello Seclì – Presidente Italia Nostra – Sezione Sud Salento 

Italia Nostra Onlus