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10-10-2017

Là dove c’era l’antico palazzo ora c’è… una moderna palazzina?

Italia Nostra: MiBact e Sovrintendenza blocchino la demolizione dell’antico palazzo a Roma, in via Ticino – quartiere Coppedé

Ultime ore per salvare lo storico villino di via Ticino, nel quartiere Coppedè a Roma. Il Presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano, ha inviato una lettera a MiBact, alla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma per chiedere che venga immediatamente bloccato l’abbattimento dell’immobile storico situato a Roma, in via del Ticino n.3 oggetto del progetto di demolizione e ricostruzione da parte della società “NS costruzioni” S.r.l..

Confinante con i villini storici del quartiere Coppedè, il palazzo presenta elementi di decoro e riferimenti formali tipici dell’architettura degli anni ‘30 del secolo scorso, ed è stato oggetto poi di un successivo intervento di sopraelevazione. Appartenuto alla congregazione di suore “le Ancelle Concezioniste del Divin Cuore”, oggi l’immobile è di proprietà dalla società “NS costruzioni” S.r.L. che, nel progetto presentato in Conferenza dei servizi, intende demolirlo e sostituirlo con una palazzina residenziale di moderna concezione con una volumetria complessiva fuori terra di 3.200 MC, per un totale di 7 appartamenti, 15 box auto e 7 cantine.

Nel nuovo P.R.G. del 2008, l’edificio ricade nei Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme – Tessuto (T5) – della Città Storica. In particolare, il quartiere “Coppedè” nasce come zona di espansione prevista dal PRG del 1909. Nel tessuto in questione, sono ammessi interventi edilizi finalizzati al miglioramento della qualità architettonica, anche in rapporto al contesto, e/o all’adeguamento funzionale di edifici.

La demolizione dell’edificio, ormai di imminente esecuzione, avrà l’effetto di alterare irreversibilmente la visione e la percezione unitaria e di insieme del contesto nel quale l’immobile è collocato, contesto di indiscutibile pregio storico e architettonico.

Per questo motivo Italia Nostra chiede al MiBact di svolgere ogni azione utile, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 12 e ss. del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di assicurare la piena e più opportuna tutela al bene immobile in questione e salvaguardare il contesto storico e architettonico nel quale è inserito, di  accertare la sussistenza dell’interesse storico-architettonico dell’immobile de quo (anche rivalutando una precedente eventuale verifica negativa) e di sospendere, sino alla conclusione di questi accertamenti, la demolizione, ai sensi dell’art. 28 del d.lgs 42/2004. Sospensione utile anche per valutare, in alternativa, il vincolo diretto ed indiretto sul contiguo celebre villino di Beniamino Gigli.

 

 

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