Comunicati

11-10-2017

Flash mob ed esposto di Italia Nostra alla Procura della Repubblica contro l’abbattimento del palazzo in via Ticino, quartiere Coppedé

Roma, 12 ottobre 2017 – Con un flash mob questa mattina alle 8.30 alcuni soci e volontari di Italia Nostra, a cui si sono uniti anche gli abitanti della zona, hanno annunciato l’esposto che l’Associazione presenterà oggi alla Procura della Repubblica di Roma contro quanto sta accadendo in via Ticino, dove è previsto l’abbattimento di un palazzo storico per far posto a una moderna palazzina.

«La pressoché inesistente tutela dei brani più belli della città storica, subito fuori le mura Aureliane sta, con ogni evidenza, facendo dilagare una nuova più pressante e pericolosa speculazione edilizia» afferma Oreste Rutigliano, presidente di Italia Nostra. «Frasi del tipo “l’introduzione della moderna architettura è sintomo di attesa modernità e di feconda dinamicità urbana”, o ancora “A Londra e Parigi questa è la regola”, indicano in che direzione spinge oggi il pernicioso complesso di interessi tra costruttori e grandi Studi di Architettura nazionali e internazionali. Ma la gente è con noi. E dilaga anche lo scandalo nel vedere l’indifferenza verso queste devastazioni da parte dell’Amministrazione Comunale e della Soprintendenza. Questo episodio – dichiara Rutigliano – sia la scintilla di una ribellione e di una richiesta di garanzie assolute per questi quartieri, amati da tutti. Urgente, dunque, e necessario apporre il vincolo paesaggistico non solo al Centro ma a tutta la città storica per evitare che fenomeni come questi si ripetano».

Nel frattempo Vittorio Sgarbi che, a sua volta, sta contrastando questa insensata demolizione, ha ottenuto un’audizione dal Procuratore Generale di Roma, Giuseppe Pignatone, alla quale parteciperà anche il Presidente di Italia Nostra Rutigliano per presentare l’esposto preparato dagli avvocati dell’Associazione.

  

IL CASO (dal comunicato stampa emesso da Italia Nostra ieri, 11 ottobre 2017)

Ieri il Presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano, ha inviato una lettera a MiBact, alla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma per chiedere che venga immediatamente bloccato l’abbattimento dell’immobile storico situato a Roma, in via del Ticino n.3 oggetto del progetto di demolizione e ricostruzione da parte della società “NS costruzioni” S.r.l.. Italia Nostra ha chiesto a Comune, Ministero e Soprintendenza accertamenti sulle procedure, l’accesso agli atti e un gesto immediato e risolutivo della Soprintendenza per sospendere la demolizione, accertato, attraverso una verifica del 2014, che l’edificio ha più di 70 anni.

Confinante con i villini storici del quartiere Coppedè, il palazzo presenta elementi di decoro e riferimenti formali tipici dell’architettura degli anni ‘30 del secolo scorso, ed è stato oggetto poi di un successivo intervento di sopraelevazione. Appartenuto alla congregazione di suore “le Ancelle Concezioniste del Divin Cuore”, oggi l’immobile è di proprietà dalla società “NS costruzioni” S.r.L. che, nel progetto presentato in Conferenza dei servizi, intende demolirlo e sostituirlo con una palazzina residenziale di moderna concezione con una volumetria complessiva fuori terra di 3.200 MC, per un totale di 7 appartamenti, 15 box auto e 7 cantine.

Nel nuovo P.R.G. del 2008, l’edificio ricade nei Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme – Tessuto (T5) – della Città Storica. In particolare, il quartiere “Coppedè” nasce come zona di espansione prevista dal PRG del 1909. Nel tessuto in questione, sono ammessi interventi edilizi finalizzati al miglioramento della qualità architettonica, anche in rapporto al contesto, e/o all’adeguamento funzionale di edifici.

La demolizione dell’edificio, ormai di imminente esecuzione, avrà l’effetto di alterare irreversibilmente la visione e la percezione unitaria e di insieme del contesto nel quale l’immobile è collocato, contesto di indiscutibile pregio storico e architettonico.

Per questo motivo Italia Nostra chiede al MiBact di svolgere ogni azione utile, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 12 e ss. del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di assicurare la piena e più opportuna tutela al bene immobile in questione e salvaguardare il contesto storico e architettonico nel quale è inserito, di accertare la sussistenza dell’interesse storico-architettonico dell’immobile de quo (anche rivalutando una precedente eventuale verifica negativa) e di sospendere, sino alla conclusione di questi accertamenti, la demolizione, ai sensi dell’art. 28 del d.lgs 42/2004. Sospensione utile anche per valutare, in alternativa, il vincolo diretto ed indiretto sul contiguo celebre villino di Beniamino Gigli.

 

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