I nostri restauri

  • Uno dei principali impegni di Italia Nostra è la tutela dei beni culturali, che si traduce concretamente anche nel restauro. Molte Sezioni locali di Italia Nostra raccolgono contributi per finanziare restauri di monumenti e opere d'arte.

    Ecco alcuni dei principali restauri effettuati negli ultimi anni con il contrinuto dell'Associazione.

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    Milano: Fondo Enzo Monti

    La sezione Italia Nostra di Milano, fin dalla sua fondazione, ha contribuito a importanti restauri di beni artistici e culturali nell’area di Milano (restauri 1969-1997). Dalla metà degli anni ’90 questa attività è stata rafforzata con la costituzione del “FONDO ENZO MONTI per i beni culturali”.

    APPROFONDIMENTI
    http://www.italianostra-milano.org/cms/?q=restauri

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    Milano: Cascina Favaglie S. Rocco

    Ad Ovest di Milano, nel territorio del Comune di Cornaredo, sul limitare del Parco Sud, si trova il complesso della Cascina Favaglie S.Rocco, della quale si hanno tracce già dal 1272. L’attuale struttura della Cascina ed alcune sue pertinenze risalgono al 1830, quando il Duca Ferdinando Serbelloni Sfondrati, Generale di cavalleria al servizio del Maresciallo Radetzky, fece abbattere gli ormai fatiscenti fabbricati per sostituirli con altri nuovi.
    L’oratorio di San Rocco, con all’interno affreschi del tardo Quattrocento, e la Ghiacciaia, sono già stati restaurati dalla sezione locale di Italia Nostra Milano Nord-Ovest, mentre è in corso il recupero finale della ex porcilaia, nuovo Museo Contadino.

    APPROFONDIMENTI

    http://www.italianostramilano-nordovest.org/

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    Gorizia: restauri conservativi

    Restauro conservativo del paramento lapideo della Porta Leopoldina (del 1660) a Borgo castello e della statua raffigurante il San Giovanni Nepomuceno (sec. XVIII) sul ponte del Torrione a Gorizia

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    Trieste: Torrione tardo romano

    Alla base della scalinata della Chiesa di Santa Maria Maggiore si trova il Torrione romano di Trieste. Del periodo tardo antico, fa parte della cinta muraria tardoromana del IV sec. d. C.
    Restauro conservativo realizzato grazie a Italia Nostra, il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e l’Ass. Cultura e Natura, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Archeologici.

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    Palmanova: Porta Aquileia

    Porta di epoca rinascimentale, la facciata di Porta Aquileia si ispira all’arco trionfale romano, ma ne opera una radicale trasformazione come testimoniato dalle ampie doppie volute che partendo dalla cornice si espandono e salgono fino alla garitta.
    L’intervento di restauro conservativo della facciata lapidea di Porta Aquileia è stato realizzato come da progetto dell’Arch. M. Bosco e dell’Arch. M. Cafazzo su incarico dell’Ass. Cultura e Natura.

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    Sinis Cabras: Torre dei Canai

    Torre Canai, sorge nella parte meridionale dell’isola di Sant’Antioco, sul capo “su moru”, promontorio meridionale dell’isola di Sant’Antioco, oggi chiamato “Turri”. Questa torre di avvistamento, realizzata nel 1757, progettata dall’ingegnere militare Vallin, svolse un’importante opera di avvistamento e comunicazione di notizie ai reparti militari preposti alla difesa dell’isola di Sant’Antioco durante il tentativo di invasione francese del 1793 ed in occasione delle ultime due incursioni tunisine del 1812 e del 1815 nell’isola. Restò attiva fino al 1815 per poi cadere nel degrado. Solo dal 1994 è stata finalmente restituita alla fruizione collettiva dal Italia Nostra che, dopo averla ottenuta in concessione, ha effettuato un intervento di restauro in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Cagliari e con il Ministero dell’Ambiente.

    APPROFONDIMENTI
    http://digilander.libero.it/torrecanai/

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    Scauri: Torre del Monte

    La Torre del Monte di Scauri fu eretta tra il 1563 e il 1590. È parte del più ampio complesso di opere dell’Architettura fortificata costiera, voluta dai Vicerè spagnoli durante il XVI sec, in particolare per difendersi dai pirati.

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    Roma: Ponte Rotto

    La costruzione della struttura originaria del Ponte Emilio, detto “Ponte Rotto”, ebbe inizio nel 193 a.C, a cura di Marco Emilio Lepido e fu conclusa nel 179 a.C. Costituito da pile in pietra (era il primo ponte in pietra all’interno della città) e impalcato in legno, probabilmente era coperto.
    Nel corso dei secoli il Ponte attraversa varie vicissitudini e modifiche con manutenzioni, ricostruzioni e modifiche anche a causa delle esigenze di viabilità dovute allo sviluppo della città.

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    Italia Nostra per gli Uffizi

    Prosegue anche nel 2014 il progetto “Italia Nostra per gli Uffizi”, iniziativa con la quale Italia Nostra sta portando avanti un ciclo di restauri nel quadro del più ampio progetto di pulitura e valorizzazione dei marmi antichi dei tre Corridoi di Galleria. “Italia Nostra per gli Uffizi” è iniziato col recupero della scultura del cosiddetto ‘Seneca morente’e poi proseguito con la ‘Giulia Mesa’, col ‘Nerone Fanciullo’ e con la cosiddetta ‘Poppea’, e per l’anno a venire Italia Nostra si impegna nel restauro di una scultura di maggiori dimensioni l’Apollo seduto. Come è stato fatto finora, la sezione fiorentina programmerà una serie di visite guidate alla scoperta non solo della ‘Galleria dei marmi’ ma anche delle nuove sale da poco inaugurate, oltre alla Tribuna, e alle mostre temporanee, per promuovere la diffusione della storia dell’arte, la cultura del restauro e della conservazione del patrimonio.

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    Progetto Fontane vive

    Fontanevive, nato dalla collaborazione tra il Gruppo Bracco e Italia Nostra, è un progetto pluriennale di recupero e restauro di fontane storiche italiane. Recuperare una fontana non vuol dire solo contribuire alla tutela di un bene artistico, ma anche ridare ai cittadini uno spazio di integrazione sociale, un simbolo del tempo e della storia.
    Con la fontana dell’Acqua Vergine della palazzina di Pio IV in Roma – tanto importante quanto dimenticata e degradata negli anni – il progetto Fontanevive tocca una delle sue tappe più importanti.

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    Elba Giglio: Cristo d’avorio e due dipinti

    Nella Chiesa di Giglio Castello grazie al contributo di Italia Nostra sono state restaurate tre pregevoli opere d’arte: un Cristo d’avorio e due dipinti (L’Annunciazione e la Deposizione).
    La statua del Cristo – ritenuta del Giambologna – risulta essere una scultura di eccelsa qualità attribuibile a un maestro fiammingo barocco. Si è proceduto col rimuovere lo sporco depositato nei secoli e i residui di colle non idonee che deturpavano l’opera. Il primo dipinto, l’Annunciazione, finora ritenuto una copia ottocentesca di poco interesse, risulta invece datato al 1607. Il secondo, la Deposizione, creduto del Settecento è invece opera di un manierista veneto del Cinquecento.

Italia Nostra Onlus