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06-03-2018

A Udine si è svolto il convegno “Conservare gli alberi antichi custodi del futuro paesaggio”

Lunedì 19 febbraio 2018 presso la Sala Conferenze Fondazione Friuli  Palazzo Contarini – Via Manin 15, Udine, si è svolto il Convegno CONSERVARE GLI ALBERI ANTICHI CUSTODI DEL FUTURO PAESAGGIO

Il tema degli alberi è sempre attuale, per un’associazione che rappresenta gli interessi diffusi dei cittadini sul territorio, sono sempre numerose le segnalazioni che chiedono di arginare danni effettuati ad alberature o singoli soggetti arborei.

Ad esempio, una minaccia straordinariamente grave al patrimonio naturale regionale è la pianificata edificazione della pineta Riviera Nord di Lignano Sabbiadoro, sito di importanza comunitaria e che vede appunto compromessa l’esistenza di uno dei più interessanti boschi litoranei dell’Alto Adriatico.

Ma anche l’armonico insieme della Pieve di Piano D’Arta, in Carnia, con la sua alberatura, è stata sconvolta dall’irrazionale capitozzatura generalizzata di tutte le piante. Oppure il paradosso che riguarda l’ampio parco alberato dell’ospedale civile di Udine. Una fascia boscosa periferica alle strutture dell’ospedale, che rappresentava un lungimirante esempio di forestazione urbana. Dopo decenni di armoniosa convivenza con i cittadini udinesi le piante sono state abbattute lasciando un quadro desolante, proprio oggi che si vanno evidenziando sempre più i benefici per la salute umana della presenza degli alberi, dimostrata addirittura dalle esperienze svolte dal reparto di pneumologia dello stesso ospedale.

Gli esempi dunque sono moltissimi, e per questo Italia Nostra, nel perseguire la difesa e la crescita nei valori culturali e identitari prioritari per la collettività ha voluto promuovere un convegno riguardo alla gestione degli alberi monumentali dal titolo “Come conservare gli Alberi antichi custodi del paesaggio futuro”. Si vogliono fornire a gestori, proprietari e operatori del settore, nuovi elementi di valutazione del reale valore degli alberi antichi nel loro indissolubile rapporto con il paesaggio, alla luce delle nuove tecniche e normative, in applicazione al ruolo che Italia Nostra, soggetto di livello nazionale, può attivare. Il tema è urgente: soprattutto dopo i danni dei fortunali di agosto, un grande numero di quegli alberi così notevoli da essere essi stessi a determinare il paesaggio di tanti luoghi friulani, si trovano in condizioni di precarietà e potrebbero essere compromessi in mancanza di un dialogo efficace tra i soggetti coinvolti. Un danno irreversibile per l’intera collettività e non solo per i singoli proprietari. Un dialogo che peraltro non deve trascurare le possibili opportunità finanziarie.

Questi i contenuti della presentazione del convegno a cura del Presidente della sezione di Udine, Gabriele Cragnolini. Roberto Pirzio Biroli, fra gli ispiratori dell’iniziativa, ha sottolineato esperienze in Europa di interventi paesaggistici riguardanti alberi, e in particolare per il Friuli Venezia Giulia l’importanza della pianificazione paesaggistica in atto e la possibilità di adottare buone pratiche provenienti dalla ricostruzione del Friuli post sisma.

L’Assessore regionale Santoro è stata sostituita dalla funzionaria del servizio Territorio e biodiversità, Antonella Triches, che ha riassunto le importanti dotazioni finanziarie che sono state messe a disposizione dalla Regione. La responsabile nazionale dell’inventario degli alberi monumentali Angela Farina, del Mipaaf, ha riferito sulla situazione del censimento ripercorrendo l’evoluzione dell’applicazione della Legge 10/2013 anche in considerazione dell’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei Carabinieri, questi rappresentati dal Colonnello Franco Mason, responsabile di importanti progetti di ricerca sull’ecosistema arboreo, descritto nel particolare dalla ricercatrice Livia Zapponi anch’essa del Centro Nazionale per la Biodiversità di Verona, e che ha descritto una vera e propria “Megalopoli” che popolano le strutture degli alberi antichi. Valentino Casolo dell’Università di Udine ha portato un originale percorso per immagini sulla percezione del paesaggio, e ha concluso le relazioni Pietro Maroè, autore di “La timidezza delle chiome” alla scoperta dei singolari comportamenti sociali degli alberi.

Fra gli interventi programmati, spazio alle categorie professionali, oltre che l’ordine degli architetti, partner dell’iniziativa, anche gli Agronomi e Forestali le cui competenze sono state presentate da Glauco Pertoldi, il rappresentante di Confartigianato Giulio Tam e infine Paolo Tubaro, con l’appello di Legambiente per la tutela degli alberi.

L’attenzione di Italia Nostra Udine sul tema del verde proseguirà, dopo una serie di incontri dedicati al rapporto restauro/riuso dei beni culturali, con un incontro sul restauro dei giardini storici e con una iniziativa allo studio per un censimento dei Parchi e Viali della Rimembranza in occasione del centenario della Grande Guerra.

RELAZIONI E APPROFONDIMENTI AL CONVEGNO:

 

Italia Nostra Onlus