Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
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il nostro bollettino n. 431

"E quella del paesaggio lombardo "
di Rossana Bettinelli
Vice presidente nazionale di Italia Nostra
e Presidente della Sezione di Brescia

La debolezza della Tutela dei Paesaggi lacustri emerge da tutti gli scritti contenuti in questo numero del Bollettino (dalla Lombardia, al Piemonte, alla Toscana, al Lazio...). La preoccupazione e l’allarme sono diffusi e sottolineati anche dal Ministro Rutelli.
Perchè, a parte qualche raro caso, le battaglie per la salvaguardia contro la speculazione sono perdenti? Difendere i laghi è parte inscindibile della salvaguardia del paesaggio.
Troppi poteri sono stati affidati alle Regioni che hanno dimostrato, specie nell’ultimo decennio, poca sensibilità per i temi della Tutela.
Conosco meglio il caso della Regione Lombardia, ma é evidente che altre Regioni italiane soffrono degli stessi mali. La Regione Lombardia ha introdotto fin dal 2000 la “deregulation” in materia urbanistica: dal recupero dei sottotetti, alle “facilitazioni” per varianti ai Piani Regolatori comunali, alla sub-delega ai Comuni in materia di rilascio delle autorizzazioni paesistiche. I Comuni hanno abolito le Commissioni edilizie e affidato la Tutela del Paesaggio ad improbabili “esperti ambientali” asserviti, per lo più, ai desiderata dei Sindaci. Tutto ciò favorito da un Piano Paesistico regionale non vincolante e da piani provinciali di solo indirizzo. Ultimo “regalo”, la Legge urbanistica n.12 del 2005, che ha affidato ai Comuni, sostenendo che sono i migliori “tutori” dell’ambiente, la redazione dei “Piani di Governo del territorio” in sostituzione dei Piani Regolatori Generali. Il che contribuisce a trascurare – quindi a lasciar devastare – anche i paesaggi lacustri.
Comuni, come quelli sulle coste del lago di Garda che non arrivano a 2000 residenti (ma che - d’estate - moltiplicano per 10 le presenze) i cui Sindaci - affamati di introiti da oneri di urbanizzazione e da ICI - si vedono sfilare davanti agli occhi cifre da capogiro, investite (riciclate?) per costruire residence in stile “caraibico”, porti privati o mostruosi hangar per miliardarie barche a motore.
L’assessore al territorio della Regione Lombardia, Davide Boni, ha addirittura affermato che “le Sovrintendenze dovrebbero essere abolite”; il 29 novembre scorso é “saltata”, grazie alla mobilitazione delle opposizioni e degli ambientalisti, la proposta di legge regionale per “poter costruire nei parchi”, ma l’Assessore ha comunque promesso che il prossimo gennaio tornerà alla carica. Non abbiamo dubbi che il “partito degli affari” proporrà una gestione del territorio al servizio del business del mattone... ma non abbiamo nemmeno dubbi che il fronte ambientalista gli si opporrà.
A Brescia, per la difesa del lago di Garda, si é creato un “Coordinamento” fra Associazioni e Comitati che periodicamente si incontra con il Soprintendente per denunciargli interventi abusivi ed esaminare documentazione: formula “disperata” per tentare, uniti, di fronteggiare la “dilagante” devastazione del territorio.
In alcuni casi il Sovrintendente ha potuto istituire “zone a vincolo di inedificabilità”: ma soltanto perchè prossime ad edifici monumentali impedendo così nuove costruzioni ad esempio ai margini del Castello medievale di Moniga del Garda o sulla collina prospiciente il Monastero di Supina a Toscolano. Ma si tratta di eccezioni.
Sembra impossibile – con gli strumenti attuali – rendere inedificabile un Paesaggio in quanto “unico e bello”!
Le Sovrintendenze possono annullare le autorizzazioni comunali per nuovi interventi - a cui si contrappongono ricorsi troppo spesso vincenti - oppure “mediano” chiedendo riduzioni di volumi o di altezze delle nuove costruzioni, ma senza poter negare l’edificazione dei luoghi.
Allo stile edilizio “dei geometri”, denunciato ad Assisi dal Ministro Rutelli, si aggiungono nuove e più subdole insidie: quelle degli incarichi, sia privati che pubblici, a “grandi firme dell’architettura contemporanea” o a “Staff Universitari”, per trovare con la formula delle cosiddette “trasformazioni di qualità”, il “lasciapassare” per ulteriori cementificazioni.
La Sezione di Brescia di Italia Nostra, in una pubblicazione del 2003, denunciò le quantità, inquietanti, edificate nei 14 Comuni del Basso lago di Garda: dal confronto dei dati ISTAT dal 1981 al 2001, risultò che a fronte di una crescita della popolazione del 17%, l’aumento delle abitazioni fosse del 47%. Il divario si è accresciuto negli ultimi anni.
In Italia, secondo il recente rapporto del CRESME, dal 2001 al 2007, sono stati costruiti 2,2 miliardi di metri cubi per “edilizia residenziale e non”: un “boom” edilizio le cui dimensioni ricordano gli anni ‘60/’70..
Che fare? Le Sovrintendenze, se ben motivassero le loro opposizioni alle autorizzazioni paesistiche comunali per nuove edificazioni (sentendosi, anche, ben difese dall’Avvocatura dello Stato...), potrebbero, in modo più incisivo, difendere i nostri paesaggi.
Occorre anzitutto applicare le Leggi che già esistono, eseguire maggiori controlli, abbattere gli edifici abusivi, onorando l’articolo 9 della Costituzione della Repubblica, tutelare con forza paesaggio e patrimonio storico artistico.
Quali prospettive?
Ci attendono due importanti eventi:
- la revisione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio al quale Italia Nostra ha presentato significative proposte di revisione ed integrazione, decisive per il paesaggio agrario e i centri storici e per il rafforzamento delle Sovrintendenze. A queste verrebbe finalmente riconosciuto un ruolo essenziale sia nella elaborazione dei Piani Paesaggistici, sia nella gestione della tutela, con parere vincolante per le autorizzazioni paesistiche e per gli strumenti urbanistici;
- una nuova legge urbanistica nazionale di “Principi”che prescriva strumenti e modi per la salvaguardia dei centri storici e del territorio non edificato e che rimetta ordine alla selva di leggi regionali, alla devolution, alla pianificazione “a cascata” non prescrittiva (senza che sia vanificata la Tutela che é di attribuzione statale, nella pianificazione urbanistica).
E’ solo in questo quadro più vasto che si può sperare di riuscire a difendere i nostri laghi. Il Presidente della Regione Sardegna Renato Soru ha efficacemente dimostrato che la volontà politica consente il buon governo del territorio. Perché non prendere il suo operato come esempio?

 


 
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