il nostro bollettino n. 435
L’emendamento anti – paesaggio
Una proposta di parlamentari di Destra e di Sinistra
Quando Italia Nostra scongiurò un codicillo pericolosissimo
di Vezio De Lucia
L’Italia è probabilmente l’unico paese al mondo che ha assunto la tutela del paesaggio e delle belle arti fra i principi fondamentali dell’ordinamento (art. 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”). Eppure, nel corso della XIV legislatura (2001 – 2006) fu proposta, con diverse formulazioni, la modifica dell’art. 9, considerando il paesaggio tema futile, antiquato, fuori moda, e perciò da cancellare, oppure da sostituire, secondo i gusti, con ambiente, ecologia, ecosistema, biosfera, biodiversità: parole evidentemente reputate più scientifiche e moderne. Ben 181 deputati, alcuni autorevolissimi, proposero infine di sostituire il testo del 1948 con il seguente: “[La Repubblica] Riconosce l’ecosistema come bene inviolabile della Nazione e del pianeta, appartenente a tutto il genere umano, e ne incentiva la protezione dalle alterazioni e dalle contaminazioni ambientali. Garantisce il rispetto degli animali e delle biodiversità” (Atti Camera n. 3591 della XIV legislatura). Cose tutte da condividere, che non giustificano però l’obliterazione del paesaggio. Devo ricordare con orgoglio che solo Italia Nostra, in contrasto con altre associazioni e con il mondo politico di destra e di sinistra, si oppose compattamente. Lanciammo allora l’endecasillabo “Nessuno tocchi l’articolo nove” e, alla fine, forse grazie anche alla nostra risolutezza, l’emendamento non ebbe seguito.
Mi è parso utile ricordare questa storia perché, nel rinnovato clima di riforma federalista dello Stato, potrebbe tornare la tentazione di mettere mano a quell’insensata modifica.




