il nostro bollettino n. 436
Quei giganti contro la natura
di Nicola Caracciolo
“Quei giganti contro la natura” è il titolo che diamo al dossier di questo Bollettino. Elenchiamo una serie di “grandi opere” contro le quali per anni, o addirittura decenni, ci siamo battuti: il nucleare, il ponte di Messina, l’Autostrada Tirrenica, la TAV in Piemonte e il MOSE. Occorre rendersi conto che ci troviamo in un periodo, come ambientalisti, di grande cambiamento.
Le elezioni ad aprile hanno portato al Governo una maggioranza che non ci è mai stata vicina.
Attualmente l’Italia deve affrontare anche un altro terremoto, una minaccia di crisi economica per motivi vari: l’aumento del prezzo del petrolio, la crisi finanziaria e – collegata a queste sciagure – la necessità di tagliare a fondo il bilancio dello Stato. E’ su questi temi che la battaglia ambientale si fonde alla battaglia per il buon governo: le grandi opere che abbiamo elencato sono esempi tipici di due tipi di sprechi che oggi è necessario evitare. Lo spreco finanziario e lo spreco energetico.
De Gaulle disse una volta a proposito dell’Italia: “Non è un Paese povero ma un povero Paese”.
Pensando agli sprechi che denunciamo in circostanze così tragiche viene da supporre che avesse ragione.




