Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
Italia Nostra Italia Nostra

il nostro bollettino n. 447

Lettera ai soci
di Alessandra Mottola Molfino

Cari Soci,
mi rivolgo a voi come nuovo Presidente dell’Associazione per assicurare in primo luogo che insieme al Consiglio Direttivo Nazionale e alla Giunta saremo a disposizione di tutti voi per individuare le grandi battaglie nazionali da intraprendere.
Mi richiamo così alla storia e al radicamento territoriale di Italia Nostra, una ricchezza da valorizzare attraverso una maggiore partecipazione interna, dei regionali, delle sezioni e dei soci, alle iniziative ed alle campagne nazionali.
Oggi, mentre è tanto diffuso l’attacco, feroce e politicamente trasversale, che il nostro territorio e il patrimonio storico, artistico e naturale stanno subendo, sempre più debole è la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Dobbiamo allora attrezzarci sempre di più per ideare campagne e progetti che sappiano rendere popolari le idee di tutela e riqualificazione ambientale; che sappiano parlare al mondo della scuola e ai giovani.
Auspichiamo quindi di organizzare al più presto un grande convegno nazionale sul tema che ci sta più a cuore: gestione e consumo del territorio, la sopravvivenza cioè di quella che è ormai... l’Italia “mangiata”. Italia Nostra scenderà così in campo da protagonista sulla scena culturale italiana, con tutta la sua ricchezza di competenze e professionalità, di esperienze e saperi, di cultura, appunto.
Dobbiamo rafforzare l’identità e il prestigio di Italia Nostra.
Le nostre prime grandi battaglie nazionali saranno sui Piani Casa e le Grandi Opere: i veri, potenti nemici dell’integrità del territorio italiano, perché assorbono voracemente tutte le risorse disponibili.
Rimasti inascoltati appelli e lettere aperte, Italia Nostra ha presentato sul Piano Casa un reclamo alla Commissione Europea per violazione del diritto comunitario e ora impugnerà innanzi al TAR le deliberazioni dei Comuni sollevando la questione di legittimità costituzionale delle leggi regionali.
La devastazione del nostro territorio e paesaggio, vera ed irripetibile ricchezza dell’Italia e del nostro turismo di qualità, non è la via di uscita dalla crisi ma il definitivo ed irrimediabile affossamento dell’economia. Serve invece un diverso modello di sviluppo, quello che ci incoraggia a perseguire il Presidente Napolitano quando dice “facciamo della crisi un’occasione perché l’Italia cresca come società basata sulla conoscenza, sulla valorizzazione del nostro patrimonio culturale e del nostro capitale umano”. Non su altro cemento.
Per realizzare i nostri progetti e sostenere le nostre battaglie sarà fondamentale fortificare due strumenti fondamentali: la comunicazione e il settore legale.
La comunicazione è azione. Per questo è essenziale che si consolidi grazie a una profonda interconnessione tra Sito web, Ufficio Stampa, Bollettino e altre pubblicazioni, così da ottenere una più incisiva e strutturata presenza sui media di tutte le tipologie. Il Sito internet con aggiornamento quotidiano e vivamente interattivo, dal quale far partire denunce, campagne e progetti, e il Bollettino dovranno dare il massimo appoggio organizzativo e comunicativo alle sezioni, che sono le unità fondamentali dell’Associazione. Altri strumenti di comunicazione efficaci potrebbero essere i “Nuovi Quaderni di Italia Nostra”, la pubblicazione di un rapporto annuale sullo stato dei beni culturali e del paesaggio e libri bianchi sullo stato dei musei.
Il secondo strumento di azione sul quale stiamo già lavorando è un Ufficio Legale rafforzato, che proponga un referente giuridico a ogni Consiglio Regionale e prefiguri un Centro Studi che si impegni in attività di studio e ricerca per la difesa del territorio. Per questo chiediamo da subito l’apporto professionale di tutti i Consiglieri, nazionali e locali, e di tutti i Soci disponibili a dare il loro contributo intellettuale.
Tutto il nostro lavoro sarà fondato su un grande tema etico: contrastare la mercificazione diffusa di tutto il patrimonio storico, artistico e naturalistico, paesaggi compresi. Torniamo alla lettera dell’articolo 9 della Costituzione e impediamo, con tutte le nostre forze e capacità, che per avidità e contingente profitto vengano venduti e dispersi per sempre paesaggi, coste, monumenti, interi contesti, o che vengano usate come “feticci”, per addobbare fiere commerciali e incontri promozionali e politici, le opere d’arte dei nostri musei.

Alessandra Mottola Molfino

NOTA:
nello scrivere questo editoriale ho citato e mi sono ispirata ad alcuni documenti programmatici proposti in questi ultimi mesi in particolare da Vezio De Lucia, Urbano Barelli e Nicola Caracciolo, oltre che da alcuni Consigli Regionali.


 
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