chi siamo > i nostri presidenti
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Alessandra Mottola Molfino Storica dell'Arte. Dal 1973 al 1998 ha diretto il Museo Poldi Pezzoli. Dal 1998 al 2006 è stata direttore centrale della Cultura e Musei, Sport e Tempo Libero del Comune di Milano. Tra le attività svolte, è stata curatrice di numerose mostre e relatrice in convegni e conferenze, docente in corsi e seminari di museologia, autrice di numerose pubblicazioni, e ha collaborato con articoli e saggi ad enciclopedie, riviste, cataloghi e periodici specializzati. In particolare si occupa di museologia e collezionismo, storia della cultura materiale, di arti decorative e storia della moda. E’ membro della direzione dell'ICOM Italia. E’ stata eletta Presidente nazionale di Italia Nostra nel settembre 2009. |
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Giovanni Losavio E’ magistrato, Presidente di sezione presso la Suprema Corte di Cassazione. Iscritto alla associazione Italia Nostra dal 1964, è stato Presidente dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna dal 1976 al 1983.E’ Presidente della sezione di Italia Nostra di Modena. Fa parte del Consiglio direttivo nazionale di Italia Nostra dal 1986; è stato vice Presidente nazionale dal 1987 al 1989 e negli anni 1995, ’97 e ‘98. E’ Presidente nazionale di Italia Nostra dal 14 aprile 2007. |
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Carlo Ripa di Meana Carlo Ripa di Meana si è iscritto a Italia Nostra nel 1967 a Milano. Libraio della Feltrinelli e poi redattore alla Rizzoli, è stato Segretario del Club Turati e Presidente della Biennale di Venezia, organizzando nel 1977 l’edizione dedicata al dissenso culturale nell’Urss e nei paesi comunisti dell’Europa centrale e orientale. Due volte Deputato europeo (1979 e 1994) è stato Consigliere regionale della Lombardia (1970) e dell’Umbria (2000). Per otto anni Commissario europeo alla cultura e all’ambiente nella Commissione Jacques Délors. È stato Ministro dell’Ambiente nel governo Amato (1992/93). Nel 2001 è stato eletto Presidente del Comitato Nazionale Paesaggio (CNP). Nel luglio 2005 è stato eletto Presidente nazionale di Italia Nostra. Ha dedicato la sua presidenza al risanamento economico, al rilancio programmatico e alla difesa dell’autonomia dell’Associazione. |
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Desideria Pasolini dall’Onda Desideria Pasolini dall’Onda è stata fra i Fondatori di Italia Nostra; appassionata Presidente, ha sostenuto che il compito di Italia Nostra “non si esaurisce nel salvare dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere di ingegno. Italia Nostra persegue un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano, capace di fornire risposte in termini di qualità del vivere e di occupazione”. Durante la sua presidenza sono stati organizzati importanti convegni sul paesaggio agrario; particolare attenzione è stata riservata al commento del decreto legislativo 42/2004 noto come “Codice Urbani” sui beni culturali e il paesaggio. |
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Floriano Villa Floriano Villa è stato prima vicepresidente, poi presidente di Italia Nostra. Geologo ed esperto in prevenzione dei rischi naturali e presidente dell’Associazione Nazionale Geologi Italiani, fra le attività che Villa ha svolto per lo sviluppo di Italia Nostra vanno ricordati gli incontri parlamentari per l’ottenimento del contributo statale a favore dell’Associazione, precedentemente scaduto e poi reintegrato negli anni successivi alla sua presidenza. Durante la sua presidenza va menzionato in particolare il grande convegno tenutosi a Napoli nel 1995 su “I centri storici nella città contemporanea”, in occasione della celebrazione dei quarant’anni di Italia Nostra, che ha posto l’accento sulla necessità di salvaguardare i centri storici tutti interi come beni culturali. |
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Alessandro Merli “Guardarsi alle spalle, alle lotte affrontate, alle difficoltà superate, alle battaglie vinte - scriveva Alessandro Merli - è senza dubbio fonte di soddisfazione, specie se i successi ottenuti sono numerosi e significativi. La soddisfazione di ciò che si è fatto non deve però attenuare l’impegno per ciò che ancora resta da fare. Se il passato ci ha riservato lotte dure e difficili, il presente e il futuro si presentano ancora più tempestosi per l’affollarsi di problemi vecchi e nuovi, ingigantiti dai malefici influssi di una civiltà consumistica sempre più cieca e arrogante.” Il programma di Merli, così efficacemente condensato in queste parole di uomo del nord, ha dato la caratteristica della sua presidenza: attiva, seria, rigorosa, battagliera. Importante il contributo all’applicazione della Legge quadro sui parchi nazionali e sulle aree protette, che si è giovato della grande esperienza di Merli, consolidata nella direzione dell’Ufficio Riserve del Parco delle Dolomiti bellunesi. |
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Mario Fazio Il primo articolo di Mario Fazio apparso sulla Stampa alla fine degli anni Cinquanta era dedicato alla tragedia del verde a Sanremo: quell’articolo segnò l’inizio di un percorso mai più abbandonato, durante il quale Fazio usò e diffuse due parole nuove: ecologia e ambientalismo. Fra i fondatori di Italia Nostra, e uno dei primi Direttori del suo “Bollettino”, è stato Presidente dell’Associazione lavorando instancabilmente per aprirla al confronto con “tutte le forze culturali più significative del Paese”. Passato e futuro delle città (2000) è un magnifico e graffiante “processo all’architettura contemporanea” colpevole di “periferie orribili, dormitori disumani, degrado” |
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Giorgio Luciani |
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Giorgio Bassani “Come sarebbe stata l’Italia senza il generoso impegno di Italia Nostra e di Giorgio Bassani che della benemerita associazione è stato Presidente dal 1965 al 1980. Certo più degradata di quanto oggi non sia”, scrive Fulco Pratesi nella quarta di copertina di Italia da salvare di Bassani, pubblicato da Einaudi nel 2005. Sulla missione di Italia nostra scrive lo stesso Bassani: “il patrimonio culturale e naturale è un bene di cui la civiltà tecnologica e industriale, nella quale viviamo, non può fare a meno, se vuole continuare a esistere. La civiltà industriale ha mostrato di sapersi dare un’efficienza; adesso occorre che si dia una ‘religione’, che sappia cioè contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l’uomo in puro consumatore. Il rapporto predatorio con la natura non è più possibile”, parole quanto mai attuali. |
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Filippo Caracciolo |
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Umberto Zanotti Bianco |














