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Questione eolica, in attesa dell'imminente responso del Consiglio di Stato su impianto eolico
Poggi alti di Scansano (Toscana).

Ricordo che Italia Nostra (e Biondi Santi) hanno vinto il ricorso al Tar, in allegato c'è l'articolo di Repubblica del 12 maggio, saluti Mariarita Signorini

Risposta a la Repubblica del 12 maggio 2008 eolico/Scansano
Firenze 13 maggio 2008

energia eolicaIn relazione a quanto pubblicato lunedì 12 maggio sulla questione dell'eolico di Scansano, al di là della questione specifica, risulta scorretto contrapporre, come fanno Jacopo Biondi Santi ed Ermete Realacci l'eolico al nucleare. L'eolico non è un'alternativa né al nucleare né alle fonti fossili, perlomeno finché non riusciremo a convincere cittadini e industrie a usare l'elettricità solo nelle giornate di vento. Le esperienze straniere, in paesi ben più adatti dell'Italia alla produzione di elettricità da fonte eolica, non sono, a differenza di quantosostengono Realacci e il Kyoto Club, particolarmente incoraggianti. La Spagna ha visto aumentare le sue emissioni di CO2 del 50% negli ultimi anni e la Germania, nonostante le 20.000 turbine eoliche che ne stravolgono il territorio, fornendo a malapena il 6% dell'elettricità, sta costruendo decine di centrali a carbone. Entrambi i paesi non hanno chiuso nemmeno una centrale nucleare, come sottolinea l'articolo apparso su Le Monde il 15 -2-2008 dal titolo 'l'aumento dell'eolico non significa meno CO2'.
Chi continua a sostenere così l'eolico come fonte in grado di sostituire oggi quella fossile o nucleare non è un ambientalista responsabile e di tale irresponsabilità dovrà essere chiamato a rispondere prima o poi.

L'eolico in Italia riceve i sussidi più alti del mondo, secondo i dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, incentivi del doppio e addirittura del triplo degli altri paesi europei, come ha denunciato anche l'Espresso e si è trasformato non in uno strumento per produrre energia (che ne produce a malapena con un'efficienza ridotta al 20%) ma in unamacchina per fare soldi, di cui la maggior parte va alle multinazionali dell'energia e una piccola parte finisce ai Comuni: il che spiega l'insana passione dei Sindaci, anche toscani, per questa fonte rinnovabile che permette di far quadrare i loro magri bilanci a spese dell'ambiente, del Paesaggio e a danno di monumenti millenari come il Castello di Montepò a Scansano. In più c'è la beffa dell'aumento sulla bolletta elettrica degli italiani per la quota d'investimento in fonti alternative.
Il futuro è certamente delle rinnovabili ma non con questa corsa sfrenata all'eolico che non tiene conto dell'efficacia degl'investimenti e della vocazione dei singoli paesi ma solo agli affari dei grandi poteri finanziari.

Mariarita Signorini Gruppo di lavoro nazionale energia Italia Nostra
Carlo Alberto Pinelli Mountain Wilderness Italia
Oreste Rutigliano Comitato nazionale del Paesaggio


 
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