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Offlaga: un lago nella centrale.

Il procedimento

laghetto di Offlaga
La vicenda della centrale termoelettrica di Offlaga, in provincia di Brescia,  è iniziata nel 2000: un consorzio formato da  International Power, Ansaldo, Azienda Servizi Municipalizzati di Brescia acquisisce parere favorevole dalla Giunta comunale di Offlaga; attenderà poi il 14 febbraio 2002 per trasmettere ai Ministeri gi studi di impatto ambientale e il progetto, pochi giorni dopo la pubblicazione del D.L. 7 febbraio 2002 n. 2 “sblocca centrali” del 9 febbraio.
La richiesta riguarda una potenza di 1600 MW, poi ridotta a 800 MW  presumibilmente perchè la linea di alta tensione a cui si sarebbe dovuta collegare non ha sufficiente portata; il ridimensionamento viene richiesto nella prima conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 24 aprile 2002.
Il Ministero dei Beni Culturali ha immediatamente dato parere negativo per l’impatto sul paesaggio agrario e la presenza nell’area di una zona umida (il laghetto verrebbe inglobato nell’area della centrale).

Il Comune di Offlaga ha indetto un referendum: la popolazione ha dato parere negativo per l’87,5 % dei votanti (ha votato quasi il 70% degli abitanti). Trentasei Sindaci dei Comuni della “Bassa” pianura bresciana si sono schierati contro la costruzione della centrale: nel 2004 diventeranno 42, per poi arrivare a 48.
Nel 2005 l’Ansaldo si è ritirata: ad essa sono subentrati alcuni industriali siderurgici e metallurgici bresciani. La domanda di autorizzazione è stata rinnovata, probabilmente nella convinzione di poter superare il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali.
La procedura autorizzativa è in corso. Italia Nostra ha presentato tre serie di Osservazioni; la prima nel 2002, la seconda nel giugno 2007, la terza nel marzo 2008. (pubblicazione sul sito)

Il Piano energetico 2006 della Regione Lombardia non ritiene necessaria la centrale di Offlaga. Tutte le grandi centrali esistenti nella regione sono in corso di rinnovamento e potenziamento;  la potenza installata è passata negli anni dal 2000 al 2006 da 5.969 a 9.410 MW; al termine delle azioni in corso raggiungerà 11.485 MW. All’anno 2015, considerando un incremento medio annuo dei consumi dell’1,5 %,  senza costruzione di ulteriori centrali, con funzionamento di quelle esistenti per  6.000 ore all’anno, la produzione possibile supererebbe del 46 % il fabbisogno.
La centrale termoelettrica di Offlaga brucerebbe metano, con notevole produzione di  ossidi di azoto. Questi ultimi sono già fuori dai limiti di legge per tutta la Lombardia (Italia Nostra ha presentato due esposti al riguardo).

Gli industriali bresciani sostengono che la provincia di Brescia consuma energia elettrica più di quanto non ne produca e che perciò deve  equilibrarsi aumentandone la produzione. Il comparto industriale bresciano è il più energivoro d’Italia. La provincia di Brescia complessivamente assorbe  un venticinquesimo dei fabbisogni italiani; di questo, le industrie siderurgiche e metallurgiche ne assorbono più del 50 %.
L’energia importata dall’estero è sempre giunta soprattutto dalla Francia, dotata di molte centrali nucleari; caratteristica di queste ultime è la tendenza ad una produzione costante. Di notte e nei giorni festivi si crea un surplus di energia, che l’Italia ha sempre acquistato a bassissimo prezzo, molto inferiore a quello delle centrali italiane. Ne hanno sempre approfittato le industrie siderurgiche bresciane, alcune delle quali operano solo negli orari di basso costo dell’energia. Ora le importazioni dalla Francia stanno calando, con un incremento di quelle dalla Slovenia.

Secondo Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A. i margini di riserva di potenza per la copertura del carico elettrico italiano non dovrebbero presentare criticità fino almeno al 2016 (documento: Piano di Sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale 2007). 
Gli industriali bresciani sostengono che la centrale di Offlaga abbasserebbe il costo del chilowattora. Terna dà la preferenza ad altre azioni, come l’eliminazione dei limiti ai transiti di potenza della rete di trasmissione italiana, perchè questi impediscono un funzionamento corretto della borsa elettrica.
Terna Ad esempio, Terna ha valutato costi aggiuntivi per questo motivo pari a 1.041 milioni di € da giugno 2005 a giugno 2006. Il sistema tariffario italiano porta ad un prezzo del chilowattora più elevato di molti altri Paesi occidentali ma anche ad un forte attivo nei bilanci dei produttori di energia elettrica.

Calore immesso nell’ambiente.

Nel 2006 la provincia di Brescia ha consumato energia elettrica per 13.300 GWh.  Considerando tutti gli utilizzi (esempio: mezzi di trasporto, riscaldamento edifici, ecc.) il consumo globale di energia è stato di circa 49.300 GWh, energia equivalente al calore prodotto da 5,6 milioni di stufette elettriche da 1 kW sempre accese tutto l’anno.
La centrale di Offlaga (funzionando le previste 7.000 ore all’anno con una potenza termica introdotta con il gas naturale pari a 1.353 MW), aumenterebbe di ulteriori 9.472 GWh l’energia consumata nella provincia.
Il ghiacciaio dell’Adamello, in provincia di Brescia, è uno dei maggiori delle Alpi, con una superficie attuale di 18 km2.  I suoi ghiacci si stanno sciogliendo: dal 1929 ad oggi il loro livello è calato di 100 metri, con notevole accelerazione negli ultimi anni. L’Adamello alimenta le falde acquifere utilizzate per l’acqua potabile e  l’irrigazione della pianura bresciana. (foto Maternini 1929, foto Franco Solina 2006).

Nota: 1 GWh corrisponde a 1 milione di chilowattora

Consulta gli allegati:

Offlaga_osservazioni_22_novembre_2002 (pdf)
Offlaga_osservazioni_19_maggio_2007
(pdf)
Offlaga_osservazioni_28_marzo_2008_prima_parte
(pdf)
Offlaga_osservazioni_28_marzo_2008_seconda parte (pdf)

Offlaga_osservazioni_28_marzo 2008_terza_parte (pdf)

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