News dal territorio

12-02-2018

Compensiamo gli errori sul verde in città con una foresta periurbana

Pochi giorni fa un platano è caduto sulla pista ciclabile di via Giusti, senza fare fortunatamente danni: la pista era probabilmente quasi deserta, sia perché il Comune è lontano anni luce dall’adottare una politica a favore della bici in città, sia perché, nelle giornate di maltempo, bici e pedoni non sono così frequenti in giro. Ma il problema vero è che il Comune, nei vari colori della sua amministrazione, non si è mai speso per una politica del verde pubblico, non ha mai mostrato visione e lungimiranza: ha preferito tirare avanti alla giornata, cercando piuttosto di rimuovere gli alberi, per non gestire i problemi.

Questo lo vediamo ancora oggi nei tagli indiscriminati, e nelle potature drastiche, attuate per accontentare minoranze di rumorosi condomini che non vogliono ripulire il giardino dalle foglie. Potature che hanno indebolito le piante, e che ora manifestano, a distanza di tempo, i loro nefasti effetti, come il platano di via Giusti, appunto.

La città di Grosseto si è espansa cercando di trovare il posto per gli alberi tra strade e marciapiedi, dove comunque possono divenire rischiosi, e quando ha avuto la possibilità di riqualificare aree degradate, ha preferito regalarle all’edilizia di dubbia qualità, piuttosto che trasformarle in parchi cittadini. E quei pochi che ve ne sono, nascono con una progettualità totalmente finalizzata alla frequentazione umana. Insomma, a Grosseto non c’è un parco dedicato agli alberi, dove una pianta possa crescere e invecchiare, divenire monumentale e crollare in pace senza danneggiare nessuno.

Gli interventi di liquidazione e sostituzione degli individui arborei che, comunque, devono prima o poi essere abbattuti (perché è chiaro anche per noi che il ciclo di un albero cittadino debba concludersi con l’abbattimento, piuttosto che con il crollo), devono essere compensati con il reimpianto di specie idonee a contribuire allo sviluppo di un vero e proprio ecosistema cittadino.

Si deve inoltre creare un bosco periurbano, in armonia coi dettami della legge nazionale sul verde urbano (Legge 10 del 2013). Questo rappresenterebbe per la città un forte elemento di qualificazione ambientale, urbanistica e paesaggistica e, soprattutto, frenerebbe l’espansione della città nelle campagne, dove ha già creato discotibili quartieri e centri commerciali.

Invitiamo pertanto il Sindaco a prendere in considerazione questa ipotesi, e a farsi parte attiva per la sua realizzazione. Facciamo appello inoltre agli intellettuali e alle associazioni della società civile per avere sostegno in questo progetto.

Michele Scola

Presidente Sezione Maremma Toscana

Italia Nostra Onlus