Nazionale

09-07-2018

Domani il Consiglio Regionale della Campainia discute un emendamento che rende ordinari gli interventi vietati dalla Pianificazione Paesaggistica vigente

È scandaloso che la Regione Campania, dopo l’ennesima recentissima bocciatura da parte della Corte Costituzionale delle norme approvate sull’abusivismo edilizio, si prepari a portare in Consiglio una proposta di legge che contiene palesi profili di contrasto con la Costituzione.

All’art. 4 della proposta si introducono, ancora una volta in spregio agli artt. 135 e 143 del Codice per i beni culturali (Dlgs 42/2004), modifiche al Piano territoriale della Penisola Sorrentina – Amalfitana (PUT). Come ribadito ancora una volta dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2016 il PUT è un Piano Paesaggistico a tutti gli effetti e la Regione non può cambiarlo unilateralmente. I “piccoli adeguamenti”, introdotti anche dal famigerato Piano casa, in realtà legittimano o fanno strada a interventi edilizi speculativi di imprenditori senza scrupoli i cui progetti sono già sui tavoli degli uffici dei Comuni, pure con l’avallo tacito delle Soprintendenze indebolite dalle riforme del vecchio Governo.

Con l’art. 5 si introduce un Preliminare di Piano Paesaggistico solo “condiviso” con il Mibact, e l’assessore Bonavitacola ha spiegato in commissione urbanistica che si tratta di condivisione a stesura conclusa, “prendere o lasciare”.  Un Piano paesaggistico costruito per ambiti, o stralci, come il masterplan del Litorale Domizio, che incide su due Piani Paesaggistici esistenti. Un Piano stralcio fatto da chi?

E dov’è il Ministero dei beni culturali? E’ bene ricordare l’art 144 del Codice che prescrive “sono assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi…e ampie forme di pubblicità”.   Il Codice, a riguardo, stabilisce che “le regioni disciplinano mediante apposite norme di legge i procedimenti di pianificazione paesaggistica, anche in riferimento ad ulteriori forme di partecipazione, informazione e comunicazione”. Dove sono?

Al contrario, domani si discute in Consiglio un provvedimento criminogeno, emendato all’ultim’ora, che invece di stabilire ulteriori forme di partecipazione le elimina totalmente. E il fine è ben chiaro: si introducono le ampie possibilità di trasformazione dei derogatori Piani casa anche nei territori della Penisola – soggetti interamente al vincolo di tutela paesaggistica, alle rigorose norme di salvaguardia del PUT, riconosciuti pure dall’Unesco quale patrimonio dell’Umanità – addirittura rendendo “ordinarie” le prassi di intervento vietate dalla Pianificazione paesaggistica vigente, sulla quale la stessa Corte Costituzionale è già intervenuta sancendo che la Regione non ha alcuna competenza esclusiva.

Italia Nostra denuncia all’opinione pubblica questa vergognosa iniziativa di legge e annuncia ogni possibile ricorso avverso gli effetti del provvedimento e, in primis, CHIEDE al Governo e con urgenza che ponga immediatamente all’ordine del giorno la richiesta alla Consulta di sancire (per l’ennesima volta) il contrasto con la Costituzione della norma di cementificazione della Regione Campania, nonchè CHIEDE al Ministero per i Beni Culturali di provvedere ad elaborare il Piano paesaggistico regionale esercitando il potere sostitutivo della Regione sancito esplicitamente dal Codice, atteso che la Regione non soltanto ha da sempre eluso tale compito, ma sistematicamente disciplina deroghe o modifiche dei PTP vigenti sempre prevedendo indiscriminate aggiunte di cemento utili solo alla speculazione edilizia nei territori pregiati della Regione Campania e che il Ministero ha il dovere di mettere al riparo.

 

Italia Nostra Consiglio regionale delle Sezioni della Campania

 

Flavia Corsano | Ufficio stampa Italia Nostra

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