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Giovedi’ 10 aprile 2008 Ore 18
Aula Magna Basilica di San Marco - Piazza San Marco, 2 - Milano
Anna Finocchi, consigliere di Italia Nostra, storica dell'arte, docente al Politecnico di Milano, Facoltà di Achitettura di Milano-Bovisa, presenta la mostra in corso a Palazzo Reale


Balla La modernità futurista

BallaIntroduce l’incontro Elda Cerchiari, consigliere di Italia Nostra e storica dell'arte.
Dopo un inquadramento storico-culturale dell’artista e della sua opera, Anna Finocchi illustra la mostra e i criteri ai quali si sono ispirati i curatori.
L’incontro intende fornire nuovi spunti di riflessione per chi avesse già visitato la mostra oltre a elementi cognitivi utili per affrontare una visita più coinvolgente.
Tema dell’incontro
La mostra ora in corso a Palazzo Reale su Giacomo Balla si presenta come una successiva tappa, dopo la mostra dedicata a Boccioni nell’inverno 2006-2007, verso l’esposizione che nel 2009 celebrerà il centenario del Futurismo. Milano rende così omaggio a un altro protagonista del movimento con cui l’Italia partecipò al clima europeo delle avanguardie artistiche degli inizi del Novecento.
Del lungo percorso dell’artista, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della morte, la mostra presenta una serie di opere dei primi anni, tra realismo di impegno sociale e sperimentazioni divisioniste, e svolge con ampiezza il suo periodo futurista, dal 1909 al 1930 circa. Gli obiettivi che si sono proposti i curatori, dichiarati nella presentazione della mostra, sono stati “riproporre l’opera di uno dei grandi protagonisti del futurismo; portare per la prima volta Balla a Milano, cioè nella patria culturale di Boccioni; verificarne la modernità assoluta e la fortuna di cui gode presso gli artisti contemporanei.”
Nucleo della ricerca futurista di Balla è l’indagine sul movimento, che lo porta progressivamente a superare gli aspetti naturalistici del corpo umano, degli uccelli in volo, delle macchine in corsa, per concentrarsi sui ritmi dinamici, sulle “linee andamentali”, tendendo sempre più all’astrazione. Dal 1930 Balla tornò ai temi figurativi, ma di questo la mostra non tratta.
Oltre a opere provenienti da importanti musei e collezioni private italiane e straniere, tra cui alcune recentemente ritrovate, il gruppo più consistente di dipinti appartiene alla Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma, considerevolmente arricchito dalla donazione di Luce ed Elica Balla, figlie dell’artista.


 
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