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Consiglio Regionale Marche
28/10/2009

INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA

CLAMOROSO!!!!
In seguito al ricorso al TAR marche presentato dall’Associazione Italia Nostra O.n.l.u.s. in relazione al progetto di realizzare delle cave sul Monte Sant’Angelo in Arcevia,
il Tribunale Amministrativo regionale  ha dato ragione a Italia Nostra onlus annullando il Piano Cave.

Pertanto, giovedì 29 ottobre 2009 alle ore 11.45 presso la Sede Regionale di Italia Nostra in via Bonda 1/b, si svolgerà una CONFERENZA STAMPA per spiegare alla stampa il clamoroso provvedimento.

 

Promemoria:

Con sentenza n. 01242/2009 depositata in data 23.10.2009 il TAR MARCHE ha accolto il ricorso, promosso da ITALIA NOSTRA, difesa dall’avv. Maria Raffaela Mazzi Tiberi, ed ha annullato il PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE della Provincia di Ancona nella parte relativa al territorio di Monte Sant’Angelo di Arcevia.
Invero il Programma provinciale delle attività estrattive aveva individuato sul Monte Sant’Angelo di Arcevia – luogo di impareggiabile bellezza e di memoria storica- due grandi bacini estrattivi per la scaglia rossa e per la maiolica, nonostante i numerosi vincoli presenti sull’area ,sia di natura paesaggistica sia ambientale e, nonostante, la presenza,  come evidenziato anche dal PRG del Comune di Arcevia di numerose sorgenti, la cui permanenza sarebbe stata messa in pericolo dall’apertura di nuove cave.
ITALIA NOSTRA ha sostenuto in particolare che non sono state individuate topograficamente le aree di divieto dell’attività estrattiva non cartografate dal PRAE  relativamente agli ambiti di tutela del Monte Sant’Angelo riguardanti il corso di acqua di terza classe fascia appenninica , l’area con segnalazione di ritrovamenti archeologici  e le aree interessate da boschi di altro fusto , nonché delle numerose sorgenti presenti nella zona; tutte aree per le quali vige il divieto di attività estrattiva in forza della normativa regionale .
La loro individuazione invero era stata demandata alla fase successiva di valutazione dei singoli progetti di escavazione con ciò vanificando la attività di pianificazione che impone una visione generale di contro ad una valutazione parziale, propria dei singoli progetti.
Tale sentenza ha riconosciuto la bontà delle contestazioni sollevate da ITALIA NOSTRA ed ha richiamato un principio fondamentale, spesso dimenticato dalle amministrazioni pubbliche, ovvero che in sede di pianificazione devono essere puntualmente definiti i divieti, non potendo tale individuazione essere demandata – come viceversa effettuato dalla Provincia di Ancona - alla fase successiva del rilascio dell’autorizzazione, pena la violazione del principio di trasparenza dell’attività amministrativa .
Appare difficile - dice il TAR MARCHE nella richiamata sentenza - comprendere come sia possibile consentire attività e concedere esenzioni se non è chiaro e completo il quadro dei relativi divieti ( derogabili o inderogabili che siano) .
Una bella vittoria non solo per ITALIA NOSTRA e per i cittadini della zona, che da anni hanno combattuto per la tutela del sito, ma per i cittadini tutti che credono ancora in una attività di effettiva e trasparente pianificazione in vista della tutela e dello sviluppo reale del territorio .

                                                                  Il Presidente
Daniele Frulla


 
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