06-04-2018

Ex ospedale psichiatrico “Chiarugi” a Racconigi (Cuneo): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Via Ormasano – via Fiume 10/22 – Racconigi (Cuneo)

Tipologia generale: edificio residenziale

Tipologia specifica: ex collegio militare sabaudo trasformato in ospedale psichiatrico

Configurazione strutturale: il bene consta di due gigantesche coorti all’interno di un edificio a chiostro su tre livelli che ospitavano una popolazione di circa 1500 degenti, parte del complesso costituito da vari padiglioni e parco

Epoca di costruzione: Sec. XVII/XIX

Comprende: superficie totale di 162.890 mq. di cui 33.387 di superficie coperta (vari padiglioni tra cui il “Chiarugi”

Uso attuale: intero bene: in stato di abbandono, in pericolo di abbattimento il padiglione “Chiarugi”

Uso storico: prima collegio per i figli degli ex-militari e poi trasformato in manicomio

Condizione giuridica: bene pubblico di proprietà della ASL CN1

Segnalazione: del 27 febbraio 2018 – segnalazione di un cittadino del “Comitato per la difesa ex Neuro”

Motivazione della scelta: La costruzione del «Chiarugi» (dal nome di un celebre psichiatra toscano del ‘700) iniziata nel 1786, è stata portata a termine nel 1829. Il progetto iniziale di Ospedale di carità e Opere pie era ormai stato abbandonato, così il «Chiarugi», fu trasformato successivamente, come collegio per i figli degli ex-militari. Sorge su tre piani, con una superficie coperta di circa diecimila metri quadrati e due cortili interni.

Nel 1871 Racconigi fu scelta dall’Amministrazione provinciale per la sua posizione centrale all’interno della provincia quale sede del manicomio. La struttura, oltre al “Chiarugi”, con un reparto per gli uomini e uno per le donne, comprendeva il padiglione “Marro”, per “uomini tranquilli”, il “Tamburini”, “donne tranquille”, il “Morselli”, dove erano presenti le celle di contenzione ed era destinato per le persone definite “acute”, una colonia agricola da usare per l’ergoterapia, un laboratorio di ricerche cliniche, uno di anatomia patologica, uno di radiologia, uno di elettroterapia e una sala operatoria per gli interventi al sistema nervoso. Inoltre, le cucine, la panetteria, la casa delle suore che erano una quarantina, la centrale di riscaldamento e vari altri edifici, disseminati in un ampio e ancora oggi bellissimo parco, anche se, per motivi di sicurezza, dichiarato inagibile.

Una vera e propria “città nella città”, che sorgeva su una superficie totale di 162.890 metri quadrati, 33.387 dei quali coperti ed era totalmente autosufficiente. Fra medici, impiegati, infermieri, addetti alla manutenzione e ai vari servizi, vi lavoravano circa 500 persone. Il picco massimo di ricoveri si ebbe durante le guerre mondiali con il numero di pazienti che non scese sotto le mille e, negli anni 60/70 raggiunse i 1.400. Negli Anni Sessanta, in pieno boom economico, c’era l’usanza di chiamare il manicomio “la fabbrica delle idee”. Era un’espressione sarcastica con cui i racconigesi sottolineavano la differenza di valori fra la fabbricazione operaia di beni materiali e la produzione visionaria di idee “matte”.

Il manicomio di Racconigi, dopo l’entrata un vigore della Legge Basaglia chiuse nel 1981.
Bene pubblico di proprietà della ASL CN1, e il padiglione “Chiarugi” è in grave stato di degrado con problemi statici dovuti all’abbandono ed al dilavare delle acque meteoriche dalle coperture.

Il complesso dell’ex neuro è situato al centro della parte storica di Racconigi e si estende sino alla periferia della città, con un esteso parco. Attualmente la ASL, con la favore delle amministrazioni pubbliche, sta cercando di demolire il padiglione storico “Chiarugi” con il pretesto che il costo del recupero è troppo elevato.

Italia Nostra Onlus