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13-05-2018

#GNBC2018 – Rimini, Anfiteatro Romano di Ariminum

Italia Nostra Rimini, organizza insieme ai Musei comunali di Rimini una visita guidata gratuita all’Anfiteatro Romano, per informare sul valore dell’area archeologica e richiamare l’attenzione su un bene da tutelare e valorizzare.
La visita guidata all’Anfiteatro alle ore 10,30 sarà condotta dalla dott.ssa Cristina Giovagnetti, archeologa, collaboratrice dei Musei Comunali di Rimini.

Cenni storici – L’Anfiteatro romano di Ariminum
Monumento simbolo della Romanità, l’Anfiteatro fu eretto ad Ariminum nel II secolo – come testimonia la moneta dell’imperatore Adriano rinvenuta nella malta di una muratura – nella periferia orientale della città, al centro di un efficiente sistema viario e non lontano dall’antica linea di costa
Disteso sullo sfondo del mare che esaltava il colore caldo delle murature in laterizio, l’anfiteatro doveva svilupparsi su due ordini di cui l’inferiore porticato. Il prospetto presentava una serie di arcate inquadrate da lesene tuscaniche. Due gli ingressi principali, posti all’estremità dell’asse maggiore, che, con altre entrate, immettevano nel corridoio perimetrale e, da qui, alle scale che conducevano alle gradinate in pietra numerate su cui potevano prendere posto circa 10.000 spettatori accorsi dalla città e dal territorio.
La struttura ellittica misurava complessivamente 117×88 metri, mentre l’arena aveva un’ampiezza di metri 73×44, non lontana da quella dei più grandi anfiteatri.
Quando, nel III secolo, per fronteggiare la calata dei barbari, la Città si dotò di una nuova cinta difensiva, l’anello esterno dell’Anfiteatro fu inglobato nel circuito murario e l’edificio perse la sua funzione originaria. Adibito a orti
nel Medioevo; nel 1600 ospitò un lazzaretto, collegato alla Chiesa e Monastero di Santa Maria in Turre Muro. Vicende che ne hanno occultato la
memoria fino a quando, nell”800, Luigi Tonini riportò alla luce parte delle strutture.
Le indagini ripresero negli anni Trenta del Novecento a cura del Sovrintendente Salvatore Aurigemma che esplorò in maniera più completa il sito lasciando in vista le strutture.
I bombardamenti della seconda Guerra mondiale e la successiva destinazione dell’area a discarica delle macerie, hanno penalizzato la conservazione dei resti, oggetto di un intervento di recupero e consolidamento negli anni ’60.
Rimane tuttora interrato il settore sud-occidentale su cui, dal dopoguerra, insiste il Centro Educativo Italo Svizzero.
La suggestiva cornice dell’anfiteatro (i cui resti sono i più cospicui fra gli anfiteatri dell’Emilia Romagna), fra gli anni ’90 e gli inizi del 2000. è stata animata da incontri nell’ambito di Antico/Presente-Festival del Mondo Antico. Il fascino dell’ambientazione anche nel campo didattico-educativo ha favorito esperienze di rievocazione storica come quelle della Legio Trigesima Gemina Rubico di Rimini.

Alcune immagini della giornata:

 

Italia Nostra Onlus