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09-07-2018

Il nuovo masterplan del Porto Vecchio di Trieste – 2018, Porto Vecchio: ritorno al futuro

L’associazione Italia Nostra ha seguito  da sempre le annose vicende della dismissione delle funzioni portuali del distretto storico portuale di Trieste, dell’abbandono dei suoi edifici e della conseguente necessità di rigenerazione di questo patrimonio di altissimo valore storico-architettonico e testimoniale.

L’esperienza acquisita negli anni da Italia Nostra, con il Polo Museale del Porto di Trieste, realizzato con i fondi POR-FESR 2007-2013 e proseguita con il piano stralcio-cultura del FSC nel 2016,  ci ha visto collaborare proficuamente con le amministrazioni centrali e periferiche (MiBact, Regione FVG, Comune di Trieste e l’Autorità portuale, Università, enti di ricerca).

La nostra associazione nel 2013 ha redatto  un Masterplan, unanimemente apprezzato dalle istituzioni interessate e utilizzato, fra l’altro, al MiBact per l’inserimento del Porto vecchio nel citato piano stralcio-cultura del FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione), che ha permesso la nota assegnazione dei 50 milioni.

Questo aggiornamento del Masterplan del 2013, tiene conto degli sviluppi più recenti del contesto normativo, istituzionale ed economico-finanziario e della nuova situazione giuridica di modifica del regime demaniale e doganale del Porto vecchio a seguito dell’ ”emendamento Russo” (ex art. 272 della Legge di stabilità), che costituisce il punto di partenza per la trasformazione e il riutilizzo dell’area ora consegnata al Comune di Trieste.

Va detto che il Masterplan è uno strumento direttorio, proposto alle istituzioni, risultato di studi e approfondimenti, volto ad accelerare l’iter di riqualificazione e a offrire un percorso condiviso dalla società civile e da associazioni attive nel distretto storico portuale.

Questo piano, nel rispetto della dividente demaniale, riguarda esclusivamente le aree a terra che dovranno dialogare con gli interventi e le destinazioni d’uso nell’ambito di competenza dell’ Autorità di Sistema Portuale del mare  Adriatico Orientale.

 

 

Il Masterplan chiaramente recepisce le tutele culturali e gli strumenti urbanistici del Porto vecchio, ha un carattere di conservazione, valorizzazione e innovazione che non esclude comunque integrazioni di nuovi interventi. Resta in ogni caso un documento in progress per le determinazioni istituzionali.

A questo Masterplan si è arrivati attraverso incontri tecnici pubblici e incontri settimanali di approfondimento, con professionisti ed esperti che hanno offerto il loro contributo con vero spirito di servizio alla città. Contemporaneamente si sono tenuti i contatti con l’ amministrazione comunale, con i membri del Comitato scientifico internazionale per il Porto vecchio (che ha sede ad Amburgo) e, più recentemente, con la sezione di Italia Nostra di Bolzano, per l’esperienza sviluppata da quella sezione nel campo delle costruzioni ecocompatibili.

Al Masterplan 2018 ha lavorato in particolare un pool di esperti, tecnici e professionisti (ingg. Giovanni e Francesco Cervesi, arch. Barbara Fornasir, arch. Corrado Delben, ing. Denis Zadnik, e arch. Claudio Visintini).  Il documento è corredato da 42 tavole descrittive che comprendono schede e progetti (l’ing. Pierpaolo Ferrante, arch. Seherzada Ahmetovich, arch. Marco Sette, dott. Isabella Artioli, dott. Sergio Fasano, dott. Gianguido Salvi, dott. Alessandro Tronchin).

Il coordinamento scientifico del Masterplan è stato affidato al prof. Giacomo Borruso, presidente dell’Interporto di Trieste, al prof. Dirk Schubert  dell’ Hafencity University di Amburgo e al manager ing. Thomas Kuhlmann di Amburgo (membri entrambi del comitato scientifico internazionale per il Porto vecchio).

Tra i progetti in essere già conosciuti (come il Convention Center) e i nuovi proposti citiamo: il recupero della rimessa storica ferroviaria, il progetto (H)ALL= Accoglienza per tutti, il nuovo museo dell’Antartide, l’Harbour College (una foresteria per giovani in due magazzini), il progetto Hangar Lloyd, il progetto Serra, la palazzina della “Diplomazia del mare” nell’ex edificio 5 dell’arch. Giorgio Zaninovich e l’Imperial Energy Park Trieste, che ospiterà un polo energetico di riferimento per il Sud Europa, incentrato sulle fonti rinnovabili e la ricerca energetica e che dialogherà con il Porto nuovo.

Attività commerciali, ricettive diffuse, lofts per artisti e professionisti, fishmarket e punti di ristoro garantiranno la vitalità H24 nel distretto storico portuale.

Aree pedonali e verdi come proposto dall’amministrazione comunale, una pista ciclabile e un percorso ferro-tramviario caratterizzeranno inoltre una mobilità dolce e sostenibile tra i monumentali magazzini, come proposto dalle associazioni  FERSTORIA e dalla FIAB ULISSE ed ancora una proposta di InBUSclub che riguarda l’ esposizione i mezzi di trasporto storici urbani e portuali in un magazzino storico.

Troveranno idonee collocazioni anche i beni monumentali di archeologia industriale: l’ URSUS, gli scalandroni della stazione marittima, gru idrauliche e le attrezzature elettromeccaniche.

Il Porto vecchio, nel corso della sua realizzazione (1861-1912), è stato luogo di significative sperimentazioni, di applicazione di brevetti e di nuove tecnologie, di uso di speciali materiali costruttivi, quindi cultura  e  scienza  coniugheranno lo sviluppo insieme a progettazioni ecocompatibili.    

Il Masterplan prevede quindi che nella fase realizzativa team di giovani professionisti affianchino i progettisti, che faranno loro da tutor per l’intero processo di riqualificazione, mentre per le nuove costruzioni si bandiranno appositi concorsi. I giovani saranno dunque i pionieri di una nuova vitalità, lavorando e abitando (vedi Harbour college) nel nuovo distretto storico portuale.

Antonella Caroli

Presidente  –   ITALIA NOSTRA TRIESTE

Italia Nostra Onlus