Comunicati

16-04-2018

Il Porto Vecchio di Trieste: ritorno al futuro

Sabato 14 aprile presso la Sede di Italia Nostra Trieste si è tenuta un’importante conferenza sul futuro del Porto Vecchio di Trieste. In questa occasione IN ha presentato le sue proposte di riqualificazione ecosostenibili per tutta l’area. Antonella Caroli (presidente della sezione triestina), insieme a Rodolfo Corrias, Consigliere nazionale e Stefano Novello, presidente della sezione di Bolzano,  hanno approfondito quanto gli Arch. Marco Sette e Isabella Artioli hanno avuto modo di spiegare al pubblico intervenuto.

L’associazione Italia Nostra è impegnata già negli anni ‘ 90 per la campagna dei vincoli del Porto Vecchio di Trieste, riuscendo a tutelare tutto il sito con i magazzini nel 2001. Successivamente  ha trovato i fondi  per il restauro della Centrale Idrodinamica (unica in Europa con gli impianti originari) e della Sottostazione Elettrica di riconversione (attualmente sede operativa dell’Esof 2020 – Trieste città capitale della scienza). Nel 2013 Italia Nostra ha poi elaborato un masterplan che è stato accolto dal MiBACT e  ora ha  in cantiere un progetto di restauro e riconversione di altri sei magazzini, con la realizzazione di una foresteria “l’Harbour College” e il restauro della vecchia rimessa ferroviaria.

Italia Nostra ha portato l’attenzione su questo patrimonio architettonico alla ribalta mondiale, tanto da fondare nel 2010 un Comitato scientifico internazionale che ha fatto venire a Trieste studiosi di tutti il mondo, i quali si sono impegnati nella tutela, valorizzazione e riqualificazione del sito. Da anni abbiamo un gruppo di 155 esperti e studiosi che controllano, anche a distanza, ciò che avviene nel Porto vecchio di Trieste. In questo modo sono stati esclusi interventi impropri o di archistar, che vogliono lasciare un loro segno dove non ce n’é alcun bisogno. L’attrazione del Porto  vecchio  è rappresentata dal patrimonio unico e prezioso di questo distretto storico, costruito dall’impero austroungarico fra il 1868 e il 1891 con tecniche di assoluta avanguardia. Il sito va quindi riqualificato, ma senza contaminazioni né cancellazioni dell’originaria identità e Italia Nostra è già al lavoro  in collaborazione con quelle istituzioni che condividono il nostro percorso.

“Ci spiace che Fuksas scopra in ritardo il patrimonio storico architettonico del Porto Vecchio di Trieste, ma Italia Nostra si dedica a quest’area monumentale da quasi trent’anni”,  dichiara Antonella Caroli presidente di Italia Nostra di Trieste dopo aver letto le dichiarazione dell’architetto. “Intanto bisogna chiarire a Fuksas, o a chiunque scopra il Porto Vecchio di Trieste, magari  illudendosi di intervenire senza conoscerne la storia e le vicende costruttive, che questo sito non è un banale waterfront qualunque ma un distretto portuale di alto valore storico e architettonico che rievoca i Lagerhäuser (brani di città destinati alla movimentazione delle merci) dei porti del Nord Europa (Speicherstadt di Amburgo, Brema, Lubecca).

“Nuovi e fantasiosi interventi minacciano l’architettura storica alla quale è stata negata per troppo tempo un futuro”, ha aggiunto Rodolfo Corrias, consigliere nazionale di Italia Nostra.

Nel settore energetico partendo dal recupero del patrimonio architettonico del  Porto vecchio di  Trieste, con l’utilizzo di materiali a basso impatto inquinante e soluzioni di efficienza energetica, Italia Nostra promuove l’insediamento di IMPERIAL  ENERGY  PARK  TRIESTE, un parco tecnologico incentrato sulle energie pulite e rinnovabili da insediarsi in 6 magazzini di prestigio architettonico in Porto Vecchio. “Il tema dell’energia pulita, la conservazione della stessa e la riduzione dei consumi in tutti gli ambiti: edilizia, tecnologia, trasporti, agricoltura, clima e servizi e il miglioramento continuo di costruire risparmiando energia sono temi di vasta portata che sono al centro della vita di noi tutti ed impegneranno  Centri Scientifici, Università, Industrie ed Imprese Commerciali che potranno vendere innovazione, sistemi completi di accumulatori  e/o generatori  di energia pulita, la  formazione ed il perfezionamento continuo dell’efficienza energetica a livello mondiale, la vendita di sistemi industriali progettati o completamente eseguiti per tutti i mercati mondiali”, dichiara Isabella Artioli, Project Lead Imperial Energy Park Trieste. Tutto questo nella meravigliosa cornice del Porto Vecchio di Trieste.

 

 

La valorizzazione e la riqualificazione di questo importante distretto storico portuale di Trieste è quindi una grande occasione per far rinascere la struttura e riportarla all’avanguardia. Quando è stato costruito racchiudeva tutte le tecnologie più innovative dell’epoca: lo slogan potrebbe essere: “ritorno al futuro”. Marco Sette, architetto bolzanino esperto in edifici sostenibili suggerisce: “L’intento è quello di ristrutturare l’intera area in modo attento e rispettoso e farlo diventare il primo complesso storico a “energia quasi zero” (Nearly Zero Energy Building), ossia capace di essere altamente efficiente energeticamente ed addirittura attivo, cioè capace di autoprodursi tutta l’energia per il proprio funzionamento. Questo attraverso tecnologie e sistemi non invasivi basati sui principi della bioarchitettura (materiali naturali) e sfruttando le risorse naturali disponibili.” Imperial Energy Park Trieste rappresenterà un polo innovativo ed un collettore di invenzioni e di scoperte di altissimo livello tecnologico nell’ambito dello sviluppo e della ricerca sull’energia in tutte le sue forme.

Edifici  restaurati e riutilizzati che ospiteranno la ricerca d’avanguardia sullo sviluppo “sostenibile”: forma e funzione coincideranno. Il presidente della sezione di italia Nostra di Bolzano, arch. Stefano Novello, assicura ampia collaborazione per quegli interventi analoghi già realizzati nella Provincia autonoma di Bolzano.

ITALIA NOSTRA TRIESTE

Flavia Corsano

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