27-06-2018

Monumento funebre al Cavaliere Giuseppe Monsolino a Reggio Calabria: segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località:  Convento dell’Eremo della Consolazione (Reggio Calabria)

Tipologia generale: scultura marmorea/monumento

Tipologia specifica: monumento funebre

Configurazione strutturale: l’opera costituiva una pregevole e rara testimonianza scultorea funeraria, secentesca, di ambito locale, e contribuiva ad evidenziare gli stretti rapporti esistenti tra la famiglia Monsolino e l’Eremo della Consolazione

Epoca di costruzione: sec. XVII

Comprende: parti del monumento sepolcrale di Giuseppe Monsolino sono rimaste nel Convento dell’Eremo della Consolazione e  un solo elemento è inserito  in una collezione privata.

Uso attuale: attualmente il monumento è smembrato. La parte superiore del monumento, comprendente la scultura del Cavaliere, fa parte di una collezione  privata in provincia di Parma.Le restanti parti e cioè: i due putti alati, lo stemma gentilizio della famiglia Monsolino, la lapide con epigrafe, si trovano nel Convento dei Padri Cappuccini di Reggio Calabria.

Uso storico: il monumento funebre era collocato nella precedente chiesa dell’Eremo, demolita verso la fine degli anni ‘50 del 1900. Il monumento viene smembrato in occasione della costruzione della nuova chiesa

Condizione giuridica: proprietà privata.

Si auspica la ricomposizione dell’intero monumentale sepolcrale

Segnalazione: del 24 giugno 2018 – segnalazione della Sezione di Reggio Calabria di Italia Nostra – reggiocalabria@italianostra.org

Motivazione della scelta: Il bene, già di proprietà dei Padri Cappuccini del Convento della Consolazione di Reggio Calabria, era collocato nella precedente chiesa dell’Eremo, demolita verso la fine degli anni ‘50 del 1900, quando vennero avviati i lavori di costruzione del nuovo tempio, di chiara fattura moderna, progettato dall’arch. Anna Sbarracani Anastasi.

In tale frangente, il monumento sepolcrale venne rimosso, poiché, probabilmente, considerato non idoneo allo stile architettonico della nuova chiesa. Rimase, così smembrato, nei locali del convento, mentre i resti mortali del Cav. Monsolino furono tumulati nella Cappella dei Padri Cappuccini del Cimitero cittadino di Condera. L’opera costituiva una pregevole e rara testimonianza scultorea funeraria, secentesca, di ambito locale, e contribuiva ad evidenziare gli stretti rapporti esistenti tra la famiglia Monsolino e l’Eremo della Consolazione, poiché, di fatto, i Monsolino, verso la fine del 1500, avevano donato ai Padri Cappuccini una piccola chiesa, il terreno circostante e un giardino.

Dal punto di vista artistico, come evidenzia Giuseppina De Marco:
“L’opera nel suo insieme riproponeva lo schema compositivo del monumento funebre rinascimentale con il cavaliere giacente in armatura sdraiato sulla cassa con il braccio destro reggente la testa, due angioletti alati posti ai due lati ad incorniciare la lapide commemorativa”[1]
Pertanto, costituiva una tarda, nonché rara in Calabria, interpretazione di schemi scultorei cinquecenteschi.
Il monumento fu descritto e classificato nel 1928 da Geraci e Croce nella Guida di Reggio Calabria e dintorni che, ad oggi, è la più antica guida esistente della città:
“Nel santuario dell’Eremo, addossato alla navata di destra, è il monumento sepolcrale dedicato alla memoria di Francesco Giuseppe Monsolini (1574-1622), cavaliere gerosolimitano, morto nel levante, ove venne più volte a battaglia con gl’infedeli. Fu eretto da Lelio Monsolini, figliuolo maggiore del cavaliere, nel 1637.
Consta di un sarcofago di marmo bianco. Sul coperchio, sostenuto da due angioletti finemente modellati, giace il defunto rivestito dell’armatura crociata. Con la mano sinistra stringe un libro e con la destra sostiene il capo, adagiato su un pulvinare marmoreo. La fattura del monumento è impeccabile e minuziosa nei particolari. Fu restaurato nel 1913 per cura di De Blasio, barone di Palizzi e Pietrapennata.”[2]

Nel 1938 Alfonso Frangipane lo inserì nell’Elenco degli edifici monumentali, mentre nel 1972 il Barillaro in “Calabria. Guida artistica e archeologica”, lo definì “barocco”.

Esso risulta oggetto di specifica corrispondenza del 1959 tra Alfonso de Franciscis, soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria e Bonaventura Berardi, soprintendente ai Monumenti ed alle Gallerie della Calabria.

Al proposito, il De Franciscis così scriveva al Berardi:
“Ti comunico che è in costruzione su progetto dell’Arch. Albanese[3], la nuova chiesa di Santa Maria della Consolazione dei PP. Cappuccini in contrada Eremo presso la città di Reggio Calabria e che è stato rimosso o verrà rimosso quanto prima il monumento sepolcrale marmoreo eretto nel 1622 al cavaliere gerosolimitano Fra Giuseppe Monsolini.”[4]

Ciò nonostante, nessun provvedimento venne attuato dalle Soprintendenze per ricomporre altrove il monumento e/o per tutelarlo e lo stesso giacque dimenticato nel cortile del Convento dei Cappuccini, in attesa di miglior sorte. Lo scorrere dei decenni e la noncuranza istituzionale, comportarono l’oblio del bene che, custodito inadeguatamente, fu trafugato in circostanze poco chiare negli ultimi decenni del 1900.

La Sezione di Italia Nostra di Reggio Calabria, avendo seguito con sollecita attenzione la singolare vicenda del ritrovamento della statua del Cavaliere Monsolino, (identificata per caso nell’ambientazione di un film di Tornatore da un discendente del cavaliere) scomparsa decenni orsono in circostanze poco chiare dal Convento cittadino dei Frati Cappuccini, ritiene necessario l’inserimento delle diverse parti del monumento sepolcrale di Giuseppe Monsolino nella Lista Rossa nazionale, auspicando la loro ricomposizione monumentale.

La ricomposizione del monumento e la sua ricollocazione a Reggio Calabria ne consentirebbero la corretta fruizione, restituendo, significativamente, alla città una testimonianza storico-artistica pregevole e significativa. Inoltre, considerata anche la parte avuta dalla Famiglia Monsolino nella secolare storia dell’Eremo della Consolazione, l’augurio è che il monumento possa recuperare la funzione originaria di sepolcro, continuando a custodire i resti mortali del cav. Giuseppe Monsolino.

La parte superiore del monumento, comprendente la scultura del Cavaliere, al momento si trova in una collezione privata in provincia di Parma.

Le restanti parti e cioè: i due putti alati, lo stemma gentilizio della famiglia Monsolino, la lapide con epigrafe in latino e metà della targa attestante il restauro del 1913, si trovano nel Convento dei Padri Cappuccini di Reggio Calabria che ne sono proprietari.

Allo stato attuale, gli elementi scultorei custoditi presso il Convento dell’Eremo di Reggio Calabria, così come la parte superiore del monumento, risultano decontestualizzati e privi del significato originariamente rivestito.

***
[1] De Marco G., Dal Primo Rinascimento all’Ultima Maniera, Esperide edizioni, Lamezia Terme, 2010, p.19
[2] In effetti, chi aveva voluto il restauro del monumento era stata la moglie del barone De Blasio di Palizzi, Luisa Monsolino, ultima discendente della famiglia
[3] Si evidenzia l’errore commesso dal De Franciscis nel comunicare il cognome dell’architetto al Berardi
[4] De Marco G, Op. cit. p. 19

 

Bibliografia

Anselmi A., Collezionismo e politica culturale nella Calabria vicereale borbonica e postunitaria, Gangemi editore, Roma, 2012, p. 584
Arillotta F., Il monumento funerario Monsolino nel Convento della Consolazione di Reggio Calabria in “Brutium”,1982, n.2, pp. 11-12
Barillaro E., Calabria. Guida artistica e archeologica, Cosenza, 1972, p. 345
De Marco G., Dal Primo Rinascimento all’Ultima Maniera, Esperide edizioni, Lamezia Terme, 2010, pp.18-20
Frangipane A., Elenco degli edifici monumentali, Roma, 1938
Geraci P., Croce G., Guida di Reggio Calabria e dintorni, Tip. Giammusso e Pompeo, Reggio Calabria, 1928, p. 74
Le Pera R.A., I Cappuccini in Calabria e i loro 85 conventi, Ursini editore, Chiaravale C.le, 1982

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