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Il Giornale dell’Arte, ottobre 2009      

Il Giornale di Italia Nostra                                   

Sommario

Un condono preventivo
Incostituzionale

Campania infelix con il Piano Casa

Sardegna e Lombardia alle prese con l’alluvione di metri cubi



Il Giornale dell’Arte,
editoriale ottobre 2009 

Un condono preventivo
Incostituzionale

Il Piano Casa è un condono preventivo, questo il duro giudizio della presidente della Regione Umbria, Lorenzetti. Perlomeno fino a quando a proporlo era solo Berlusconi, visto che poi l’Umbria è stata tra le prime Regioni ad approvare la legge. Il Piano Casa attribuisce ai privati la scelta di ampliare l’abitazione, in deroga alla pianificazione urbanistica che, con un complesso procedimento amministrativo fatto anche di partecipazione pubblica, stabilisce limiti alla proprietà per assicurare, secondo l’art. 42 della Costituzione, l’interesse pubblico dell’uso equilibrato di un bene limitato come il territorio. Questa deroga alla pianificazione determina una profonda modificazione nei rapporti tra bene pubblico e interessi privati, la stessa modificazione dei condoni edilizi. Cambia solo il rapporto tra la legge e l’intervento edilizio: nel caso del condono viene prima l’intervento edilizio e poi la legge, nel Piano Casa è il contrario. In entrambi i casi c’è un aumento del consumo del suolo e del carico urbanistico in contrasto con il piano regolatore generale, vale a dire che viene alterato il rapporto tra numero di abitanti e quantità di servizi. Per queste ragioni - e oggi ancor di più, dopo la tragedia di Messina - Italia Nostra si è opposta al Piano Casa, indipendentemente dal fatto che a proporlo e attuarlo fosse il Governo o le Regioni, indifferente anche al fatto che alcune Regioni ne abbiano mitigato la portata. Vista l’inutilità di lettere aperte e appelli, Italia Nostra, dopo aver presentato nelle scorse settimane un reclamo alla Commissione Europea per violazione del diritto comunitario, impugnerà innanzi al TAR le deliberazioni dei Comuni sul Piano Casa e solleverà la questione di legittimità costituzionale della legge regionale per violazione di diversi articoli della Costituzione, in particolare dell’art. 42.
Questo sotto il profilo giuridico, mentre per quello economico, se nel Piano Casa è evidente l’interesse dei cementieri, meno sicuro è quello dei costruttori che già oggi hanno serie difficoltà a vendere i tanti edifici costruiti sull’onda della bolla immobiliare, mentre l’invenduto e il disabitato, con adeguati incentivi, potrebbero risolvere il reale fabbisogno abitativo. Un interesse opposto hanno invece il turismo, l’agricoltura, le energie rinnovabili. La devastazione del nostro territorio non è la via di uscita dalla crisi economica ma il definitivo affossamento della nostra economia e della capacità dell’Italia di attrarre talenti e quindi ricchezza.


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