Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
Italia Nostra Italia Nostra

notizie > materiali

Il federalismo “demaniale”, un grave smembramento
Lo “spezzatino” del patrimonio culturale

Alessandra Mottola Molfino

Italia Nostra è venuta a conoscenza dell’importante schema di Decreto legislativo dal titolo “Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un loro patrimonio, ai sensi dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Federalismo demaniale)”, che il Consiglio dei Ministri sta per varare e che costituisce un grande errore per il patrimonio culturale e naturale nazionale. Il Governo sta preparando la lista dei beni demaniali da dismettere e “attribuire”, come recita il titolo del decreto “a comuni, province, città metropolitane e regioni”, dunque a enti locali pubblici. Scorrendo il testo del decreto, però, ci si accorge che chi lo ha preparato non ha dimenticato di infilare anche qui i privati. I beni in questione infatti possono essere attribuiti non solo come dice il titolo a comuni, province, città metropolitane e regioni, ma anche a fondi comuni di investimento, di cui possono far parte gli enti locali, con la possibilità che le quote dei suddetti fondi immobiliari possano essere anche sottoscritte (sorpresa!), e fino ad avere la maggioranza delle quote, da persone fisiche, persone giuridiche e altri enti privati con versamenti in denaro o apporto di beni immobili o di altri diritti reali, condizionati, nel caso di attribuzione a titolo non oneroso di beni statali, a un contestuale ed equivalente apporto “a titolo gratuito” dei sottoscrittori privati. Per rendersi conto della gravità dell’operazione che il Governo sta portando avanti, però, è bene capire cosa ci sia dentro questi beni. I beni in questione (ad eccezione di un elenco di beni non trasferibili che il Ministero per i Beni Culturali dovrà preparare in soli 30 giorni: un termine impossibile e iugulatorio... se pensiamo alle sterminate raccolte dei musei!) sono: beni appartenenti al demanio marittimo e relative pertinenze, tutti i beni appartenenti al demanio idrico e relative pertinenze, nonché le opere idrauliche e di bonifica di competenza statale, tutti gli aeroporti di interesse regionale appartenenti al demanio aeronautico civile statale e le relative pertinenze, tutte le miniere e le relative pertinenze ubicate su terraferma, tutte le aree e i fabbricati di proprietà dello Stato, ivi comprese le caserme, i poligoni, gli osservatori e ogni altro immobile del demanio militare già dismesso dal Ministero della difesa, e “tutti i beni assoggettati a vincolo storico, artistico ed ambientale che non abbiano rilevanza nazionale”. E’ scoraggiante apprendere come il Governo metta sullo stesso piano delle caserme, dei poligoni e delle miniere la gran parte del patrimonio storico artistico italiano. Ma il patrimonio culturale italiano è tutto di rilevanza nazionale! E’ un bene unitario e indivisibile! Fin dal 1968 la Dichiarazione n. I della ‘Commissione Franceschini’ affermava:“Appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i Beni aventi riferimento alla storia della civiltà”, collegando dunque il complesso dei beni culturali alla Nazione, che ora si vuole frantumata nella sua identità culturale. L’art. 2 d.P.R. 3 dicembre 1975/805 sull’Organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali affermò che “I beni culturali sono patrimonio nazionale” e a questi principi si ispira ancora il Codice dei beni culturali.

Una legge come questa comporta necessariamente l’abolizione del MiBAC.

Italia Nostra mette in guardia il Governo e il Parlamento su una proposta tanto superficiale e indiscriminata. Togliere dal demanio nazionale beni che sono di tutti i cittadini italiani, e che tutti insieme dobbiamo tutelare come dice l’art. 9 della Costituzione (monumenti, musei, pezzi di costa, montagne, paesaggi), per attribuirli a enti territoriali in affanno finanziario o peggio a fondi comuni anche privati, è un errore gravissimo. Ci sono certamente esempi di oculata e fruttuosa gestione da parte di comuni e regioni che hanno al loro interno preparatissimi funzionari, ma anche pessime realtà in cui patrimonio e territorio nazionale, bene unico e ormai quasi tutto “mangiato” e cementificato, è stato devastato e violentato. Questa proposta, sotto la coperta del federalismo fiscale invocato da tutti, fa passare una devoluzione tragica e assurda, che mette in un unico calderone i nostri beni più preziosi, facendone un indiscriminato “spezzatino”, senza badare alla loro unicità e al loro ruolo di insostituibile supporto dell’intera identità nazionale.

 

leggi la rassegna stampa (pdf)

 

18 dicembre 2009
Il federalismo “demaniale”, grave smembramento del patrimonio storico artistico italiano


 
©2009 Italia Nostra onlus Viale Liegi, 33 00198 Roma tel. 068537271 fax 0685350596 - P.I. 02121101006 - italianostra@italianostra.org - privacy
• Valid CSS & XHTML