Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
Italia Nostra Italia Nostra

notizie > materiali

Monte S.Angelo non è Monticchiello

E' proprio vero che non tutti i Monti sono uguali. Ci sono quelli più pregiati, per la cui salvaguardia si muovono la cultura, la stampa, la politica, i Ministri e quelli, come Monte S. Angelo, dove è possibile fare di tutto e di più senza che una sola voce si levi non dico per bloccare il massacro, quanto per far almeno comprendere la gravità di quello che sta accadendo, l'enormità del danno arrecato al paesaggio, alla storia, alla natura, alla stessa economia del posto.
Certo Monte S. Angelo non ha le dolci colline toscane, non il borgo armonioso e compatto, non le manifestazioni culturali di qualità, non la frequentazione di personalità.
E' un paese in cima ad un monte, fatto di rocce carsiche dilavate, di valloni che corrono verso il mare, di tante case costruite come se la città dovesse aumentare a dismisura, mentre da oltre 40 anni perde progressivamente i suoi abitanti.
Pure i paesaggi sono stupendi, è parte integrante del Parco Nazionale del Gargano, ha una storia millenaria, alcuni preziosi monumenti che si sono fortunatamente salvati dalla furia distruttrice vandalica e nei secoli è stato visitato da Santi, Imperatori, Re, Papi e da milioni e milioni di pellegrini, che ancora si recano nella Grotta dell'Arcangelo Michele.
Tutto ciò è vero, ma è anche vero che la distruzione di un'intera area, quella che veniva indicata con il termine “BELVEDERE” (e, forse, mai si è usato questo termine più a ragione come per questo sito), prosegue con virulenza incredibile: nuove strade, profonde ferite inferte al candido tufo, edifici costruiti a ridosso dei profondi valloni dove nidificano ancora il Falco Pellegrino e il Lanario, nei pressi di aree ricche di reperti dell'età della pietra come dolmen e, forse, menhir e santuari megalitici (corre l'obbligo di segnalare che proprio nei pressi della zona lottizzata è stato recentemente scoperto dal sottoscritto e da un amico architetto un Dolmen, con la successiva conferma certificata dei responsabili della Soprintendenza Archeologica della Regione Puglia. A nulla peraltro è servita questa conferma. Le autorità del posto, infatti, non hanno voluto contribuire alla campagna di ricerche sollecitata dalla predetta Soprintendenza, sostenendo che si trattava di semplici pietre, facendo in questo modo il pari con le analoghe considerazioni fatte dal sindaco della città scaligera sulla inutilità di destinare risorse e attenzione alla tutela dei reperti archeologici: almeno in questo il nord e il sud sono apparsi malauguratamente simili!).
Insomma una situazione drammatica, un grave attentato al paesaggio, una probabile distruzione di segni di antiche civiltà, l'annullamento di ogni memoria.
Ci dobbiamo chiedere: perché tutto questo succede senza che si levi un solo flebile lamento?
E' proprio vero che il Sud deve essere destinato all'abbandono e alla distruzione?
Cosa possiamo fare almeno noi di Italia Nostra perchè in tutto il territorio nazionale e in ispecie in queste zone più isolate si noti la nostra presenza e si levi la nostra protesta?
Non sarebbe opportuno che almeno a futura memoria si faccia capire che non si può continuare ad agire in questa maniera sconsiderata?
Ritengo che sarebbe troppo grave continuare a far finta di niente, consentendo che tutto si compia ineluttabilmente.

Il Consigliere Nazionale di Italia Nostra
Prof. Gaetano Rinaldi

 


 
©2008 Italia Nostra o.n.l.u.s. Via Sicilia 66 00187 Roma tel. 06/4200881 fax 06/42016926 - P.I. 02121101006 - italianostra@italianostra.org
• Valid CSS & XHTML