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Itinerario tra i Beni Culturali in Calabria (quarta puntata)

Come  salvaguardare i beni culturali da interventi di restauro non consoni e diffondere  un’occupazione di qualità nel settore. (quarta puntata)

Le testimonianze storico-artistiche possono vivere solo se, all’interno della società, vcrranno curati la manutenzione ed il restauro dei Beni Culturali, affidati a mani esperte.

Abbiamo letto tempo fa sulla stampa locale l’appello del prof.Massoni, Presidente dell’associazione Roscianum, a favore del centro storico di Rossano, che rischia di perdere,  la sua “anima autentica” per colpa di ristrutturazioni mal fatte, eliminazioni di particolari antichi, sopraelevazioni, cambi di colore ed altre amenità, che stanno completamente cambiando l’aspetto del borgo. Anche il Comune di Rossano ha preso posizione contro i lavori di ristrutturazione eseguiti dall’Aterp di Cosenza su alcuni immobili di pregio, come palazzo De Muro e palazzo Joele, entrambi deteriorati dagli interventi edili.
Le immagini che alleghiamo, messe a disposizione dal prof. Massoni che nel suo Archivio fotografico ne custodisce  ben 23.000  in tutto,  lo testimoniano in modo inequivocabile.
ItaliaNostra auspica che la Regione accolga la richiesta del Comune di Rossano di cambiare la destinazione di uso a case popolari per una soluzione più consona a dei beni culturali così rilevanti e che si possano ripristinare i colori originali degli immobili e gli elementi architettonici eliminati nella prima fase, come segnalato dal prof. Massoni.
Non si può tollerare che restauri non conservativi stravolgano il paesaggio urbano rendendolo
“altro”, estraneo all’originale, tanto da non consentire alle generazioni future di ammirare il patrimonio storico-artistico che le precedenti (generazioni) hanno lasciato in eredità grazie al loro ingegno, laboriosità e fantasia. Non ci riferiamo solo all’opera di ingegneri ed architetti ma anche di semplici artigiani, scalpellini, carpentieri, i fornaciari, mosaicisti, mastri vetrai, ebaniti….., maestranze abili nel lavorare le pietre, il legno, ferro, l’argilla, il vetro…..
Purtroppo, nella nostra regione stanno diventando sempre più frequenti  interventi di restauro non consoni alla natura ed al valore del bene culturale, con conseguenti danni, spesso irriversibili.Succede altresì che siano stati edificati finti castelli medievali lungo la costa jonica mentre nulla si faceva per fermare il degrado di quelli autentici che sono andati in rovina per il degrado o per interventi maldestri.  Tra i numerosi esempi,  due antichi e conosciuti santuari rupestri ricadenti nel Parco del Pollino, violati dalle opere di restauro e/o dagli interventi di manutenzione: il Santuario di S. Maria delle Armi di Cerchiara ed il Santuario di S. Maria di Costantinopoli di Papasidero.
Recentemente anche il centro storico di Paola sta subendo pesanti aggressioni a causa di un progetto di “riqualificazione dei luoghi”, che stravolgerà, se realizzato, l’identità dell’antica e suggestiva città di San Francesco nella parte alta, ricca di palazzi storici, case e chiese che vanno dall’XI sec. al periodo barocco. A niente sono valse le ferme proteste degli abitanti con petizioni inviate alle autorità nazionali, regionali e locali per bloccare i lavori che rischiano di modificare per sempre l’assetto urbanistico originale.
Abbiamo fatto riferimento in altro articolo ad Altomonte, a Scalea, a San Giovanni in Fiore,   sottoposti a interventi distruttivi, manomissioni, ed altre offese spesso insanabili. Ma l’elenco è interminabile. Il rispetto dell’identità del luogo, della sua anima, del suo “genius loci” non viene tenuto in alcuna considerazione. Ciò, malgrado la legislazione in materia sia chiara e le Istituzioni preposte  alla tutela dei BBCC siano presenti in Calabria come altrove in Italia.
Siamo consapevoli che il problema della qualità degli interventi di restauro è serio e riguarda tutta la regione e non solo. Per questo motivo, ItaliaNostra ha deciso di organizzare, in collaborazione con  l’Associazione Roscianum e con l’Amministrazione Comunale di Rossano, un convegno su questo tema, alla presenza di esperti qualificati e di rappresentanti del mondo accademico.
In quella occasione si affronterà  anche il problema della scomparsa di alcune figure professionali, come le maestranze qualificate che avevano fatto degli “antichi mestieri” di una volta un’arte apprezzata, ben remunerata e richiesta anche fuori dei confini nazionali.
Facciamo riferimento in particolare ad esperienze vissute in altre realtà del centro Italia quando, negli anni ‘70 ed ‘80,  a causa di eventi drammatici come i sismi, alcuni Comuni avevano compreso la difficoltà di reperire sul posto delle maestranze qualificate per il recupero ed il restauro del patrimonio artistico danneggiato.
Ecco allora l’impegno degli Enti locali indirizzato da una parte ad incoraggiare  la nascita di piccole imprese edili, sorte grazie alla tenacia di famiglie artigiane interessate al restauro dei centri storici, e dall’altra l’invito ai giovani a frequentare quei corsi professionali, istituiti a livello regionale ad hoc per giovani tecnici e maestranze specializzate nel settore.Del resto che i Centri Storici si spopolassero, che il vecchio mondo artigianale edile si stesse disperdendo e la disoccupazione crescesse era confermato dalla lettura dei risultati di un questionario che ItaliaNostra aveva rivolto a tutte le sue  sezioni.
A seguito di quei risultati, l’associazione aveva voluto approfondire il problema, che non riguardava soltanto la sopravvivenza dei centri storici e dei borghi ma anche l’organizzazione del lavoro del settore edile. Immediata la decisione di confrontarsi con esperti nel corso di alcuni convegni e dibattiti.
In uno di questi incontri, l’economista Serge Latouche dell’Università di Parigi aveva messo in evidenza l’importanza delle microeconomie rispetto alla globalizzazione dei mercati, facendo appello a custodire, tramandandoli, i mestieri tradizionali edili, che correvano il rischio di scomparire.
Non c’è dubbio che le testimonianze storico-artistiche possono vivere solo se, all’interno della società, verranno curati la manutenzione ed il restauro, affidati a mani esperte, che dovranno essere “formate” attraverso corsi di qualificazione gestiti possibilmente dagli Enti locali.
Per questo motivo, Italia Nostra propone alle Istituzioni ed agli Enti calabresi di guardare con maggiore interesse a questo settore, proprio per valorizzare un’occupazione di qualità integrabile a tutti i livelli ed articolata nel territorio, dove la manodopera artigianale edile sia uno dei volani del mondo della cultura e dell’economia. 
In tal modo, si potranno ridurre in parte quegli scempi che, nel corso degli anni, tanti centri storici e beni culturali calabresi hanno subito e continuano a subire, senza che le autorità preposte alla loro tutela e salvaguardia abbiano fatto dei passi concreti  per fermarne il degrado.

Crotone, 24 Novembre 2007                                                            

Teresa Liguori
Consigliera nazionale ItaliaNostra

 


 
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