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BENI CULTURALI, COMMISSARIAMENTI TROPPO FACILI E INADEGUATI
Italia Nostra ha denunciato il crollo di una gru sulla “Casa dei casti amanti” a Pompei, che ha provocato gravi danni alle mura e ad alcuni affreschi appena restaurati.
Il grave fatto è stato tenuto nascosto dagli addetti ai lavori. L’area è attualmente commissariata e nel sito, da ciò che risulta, sono in corso lavori troppo invasivi
Roma, 25 gennaio 2010 – Hanno cercato di tenere la notizia nascosta ma Italia Nostra ha denunciato il grave fatto accaduto a Pompei il 18 gennaio scorso, dei crolli provocati dai lavori di “valorizzazione” allestiti in gran fretta e con molta approssimazione all’interno del sito archeologico di Pompei dal Commissario di Protezione Civile nominato dal Governo.
Italia Nostra, avuta notizia negli scorsi giorni di quanto avvenuto, si è subito attivata per recuperare informazioni sui danni, a quanto pare ingenti, subiti dal patrimonio archeologico (distrutti muri e affreschi appena restaurati) constatando la presenza di un clima di omertà che preoccupa tanto quanto il gravissimo episodio di mancata tutela. “I lavori, secondo i dipendenti del Ministero dislocati sul luogo, afferma Maria Pia Guermandi di Italia Nostra «sono svolti in tutta fretta e senza andare troppo per il sottile», e soprattutto con grande «disinvoltura nell’uso di mezzi meccanici (come gru e scavatori) che in un’area archeologica dovrebbero essere usati con grande cautela».
Già da tempo la nostra Associazione denuncia con forza le distorsioni che la pratica dei commissariamenti provoca al sistema della tutela del nostro patrimonio. A fronte degli scarsi risultati ottenuti da tutti i commissari (oltre a Pompei, Roma-Ostia e L’Aquila), sottolineati anche nel dossier dell’ultimo numero del Bollettino dell’Associazione, tale pratica continua ad essere perseguita e amplificata, così come risulta dall’ultima ordinanza ministeriale, n. 3836 del 30 dicembre 2009, attraverso la quale sono ampliate senza nessun controllo e nessuna giustificazione emergenziale le deroghe di cui godono tali figure da qualsiasi livello di ordinaria giurisdizione.
L’episodio di Pompei testimonia inoltre, se mai ve ne fosse bisogno, che il ruolo dei Commissari tende a prevaricare le funzioni di tutela proprie dei Soprintendenti e, quando non gestito con la necessaria competenza, provoca danni pesantissimi al nostro patrimonio.
“Si può ipotizzare che il commissario non abbia usato le cautele necessarie per un sito fragile come questo?” chiede Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra – “Chi non è archeologo e/o un tecnico esperto in questo genere di interventi, o abbia usato una impresa inadatta, ha messo a rischio edifici preziosissimi. Questi sono gli effetti dei commissariamenti affidati agli incompetenti?”
Italia Nostra richiede pertanto agli organi dell’amministrazione dei Beni Culturali una relazione quanto più celere e immediata possibile su quanto avvenuto a Pompei in data 18 gennaio u.s., quale doveroso atto di trasparenza sulla situazione di un bene pubblico quale quello del sito archeologico forse più importante al mondo.
Italia Nostra si riserva inoltre di procedere per le vie legali contro la pratica dei commissariamenti nell’ambito dei beni culturali, considerati i numerosi elementi di illegittimità contenuti nelle ordinanze istitutive e i pessimi risultati raggiunti sotto il profilo sia della tutela che della valorizzazione del patrimonio culturale.
Per ulteriori informazioni:
ITALIA NOSTRA - Ufficio stampa nazionale
Maria Grazia Vernuccio
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