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Roma, 8 gennaio 2010
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Silvio Berlusconi
Al Presidente della Camera dei Deputati
Onorevole Gianfranco Fini
Al Presidente del Senato della Repubblica
Senatore Renato Schifani
Al Ministro per i beni e le attività culturali
Senatore Sandro Bondi
Al Capo del Dipartimento della Protezione Civile
Sottosegretario Guido Bertolaso
Al Sottosegretario di Stato ai beni e alle attività culturali
Onorevole Francesco Maria Giro
Al Vice Commissario della Protezione Civile per il recupero dei beni storici culturali dell'Abruzzo
Ingegner Luciano Marchetti
Al Capo dell’Ufficio Legislativo Ministero per i beni e le attività culturali
Dottor Mario Torsello
Al Presidente del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici
Professor Andrea Carandini
IL CENTRO STORICO DELL’AQUILA SIA RICONOSCIUTO PER LEGGE
UNITARIO MONUMENTO DI CULTURA URBANA
A nove mesi dal sisma la preoccupazione di Italia Nostra – più volte espressa fin dal luglio scorso " diventa forte denuncia per la mancanza di una piano unitario di interventi sul centro storico dell’Aquila e della sua cintura di centri minori, un patrimonio culturale e monumentale di dimensioni e rilevanza straordinarie. E’ questa la ragione che ci spinge a reiterare l’Appello, finora rimasto senza risposta, perché la ricostruzione non sia limitata alle chiese monumentali e ai pochi altri edifici oggetto del formale vincolo di tutela, ma sia estesa all’intero insediamento storico con il suo tessuto di strade, piazze, edifici e relative funzioni sociali.
Non c’è voce che dissenta dalla proposizione che il centro storico dell’Aquila debba essere integralmente ricostruito (com’era e dov’era).
Quella proposizione muove dunque dal presupposto principio che l’intero insediamento storico vada considerato come un insieme unitario, un unico pur se complesso bene culturale. E allora questo convincimento deve essere formalizzato con un esplicito riconoscimento che non può avvenire che per provvedimento legislativo (un decreto legge), essendo altrimenti impraticabile l’ordinario modello di dichiarazione che ha ad oggetto i singoli beni ed è condizionato dalle complesse e attardanti garanzie a tutela della proprietà privata.
Il vincolo complessivo garantisce che la ricostruzione del tessuto edilizio connettivo avvenga, secondo un piano unitario, sul fondamento di una analisi storica e tipologica dei singoli elementi che lo compongono, non sia cioè limitata alla ricomposizione delle facciate cui corrisponda una organizzazione degli spazi interni radicalmente innovativa: una ricostruzione meramente scenografica del paesaggio urbano, con il sacrificio della autentica identità urbana.
Alle presumibili ragioni di resistenza alla proposta (ulteriore complicazione burocratica con insostenibile allungamento dei tempi della ricostruzione; espropriazione della competenza comunale nella materia dell’edilizia, essendo il vincolo di tutela, nel sistema ordinario, rimesso alla gestione esclusiva della soprintendenza statale) il provvedimento legislativo ben può e deve rispondere, dettando una disciplina speciale con la previsione di una struttura operativa mista (comune"soprintendenza), secondo un modello di collaborazione paritaria; e con l’assegnazione di adeguate risorse, anche di straordinarie competenze professionali a garantire l’efficienza dell’operazione.
Il vincolo legislativo (che assume all’evidenza uno straordinario valore di principio e indiscutibilmente comporta l integrale finanziamento pubblico alla ricostruzione), a giudizio di Italia Nostra, rimane l’unico strumento che valga a mettere mano subito alla ripresa della vita nel nucleo antico della città, di cui da più parti è denunciato il preoccupante abbandono, avvio alla irreparabile distruzione. Perché la sollecita discussa edificazione dei molteplici nuclei satelliti nell’intorno del capoluogo non possa essere intesa come opzione alternativa all’integrale recupero del centro storico, che costituisce una ineludibile responsabilità nazionale: Italia Nostra non dubita che il Governo ne sia consapevole e vorrà adottare le tempestive e adeguate misure per corrispondere a quell’esigenza.
Per questo Italia Nostra chiede un incontro con il Sottosegretario Bertolaso per avere assicurazioni sulla definizione del vincolo e degli strumenti idonei alla sua rapida applicazione.
Il Presidente di Italia Nostra
Alessandra Mottola Molfino
L'Aquila 4 gennaio 2010 - rassegna stampa del 22 gennaio 2010
Sopralluogo al centro storico colpito
COMUNICATO STAMPA
Italia Nostra per L’Aquila.
Una denuncia e una proposta per la rinascita dell’Abruzzo colpito dal sisma
Parte dall’Aquila e dall’Abruzzo colpito dal sisma l’attività di Italia Nostra per il 2010.
Il nuovo anno si apre con un grido di allarme per il grave ritardo e la confusione di ruoli che continuano a governare il processo di ricostruzione.
La presidente Alessandra Mottola Molfino annuncia un sopralluogo alle aree colpite e un incontro con la stampa per illustrare la proposta che ribadisce le strategie e le iniziative definite dal consiglio nazionale e dal pool di esperti dell’Associazione.
La sede della conferenza stampa è l’Archivio di Stato, che Italia Nostra ha eletto a simbolo del proprio impegno per la ricostruzione e la rinascita della regione.
La stampa è invitata ad intervenire alla conferenza stampa di lunedi 4 gennaio 2010 alle ore 12,30 presso la nuova sede dell’Archivio di Stato dell’Aquila nella zona industriale di Bazzano.
Saranno presenti la presidente Alessandra Mottola Molfino e il segretario generale Antonello Alici, i presidenti del Consiglio regionale e della sezione aquilana di Italia Nostra Giancarlo Pelagatti e Fausto Corti.
Roma, 2 gennaio 2010
Per ulteriori informazioni
Maria Grazia Vernuccio
Ufficio stampa Presidente
Cell. 335.1282864
mg_vernuccio@libero.it
3 ottobre 2009
Il centro storico come monumento unitario
Giovanni Losavio
Diffusa è la preoccupazione per la protratta situazione di attesa in cui versa il nucleo antico della città dell’Aquila, dove non è stato ancora attivato alcun cantiere di restauro per i danneggiati monumenti e neppure per il “palazzo del governo”, la cui immagine, diffusa dalla stampa, costituisce un allarmante simbolo. Mentre la stessa operazione di provvisoria messa in sicurezza degli edifici danneggiati non può dirsi completata e tale in ogni caso da garantire contro un ulteriore progressivo deterioramento.
Ma forte e determinato è il proposito, in chi è stato costretto ad abbandonare il centro storico, di continuare a vivere in quella parte della città, recuperata nei valori di cultura urbana che la rendono la più preziosa.
Non c’è voce che dissenta dalla proposizione che il centro storico dell’Aquila debba essere integralmente ricostruito (com’era e dov’era) e che il recupero non debba essere limitato alle chiese monumentali e ai pochi altri edifici oggetto del formale vincolo di tutela.
Quella proposizione muove dunque dal presupposto principio che l’intero insediamento storico vada considerato come un insieme unitario, un unico pur se complesso bene culturale. E allora questo convincimento deve essere formalizzato con un esplicito riconoscimento che non può avvenire che per provvedimento legislativo (un decreto legge), essendo altrimenti impraticabile l’ordinario modello di dichiarazione che ha ad oggetto i singoli beni ed è condizionato dalle complesse e attardanti garanzie a tutela della proprietà privata.
Il vincolo complessivo garantisce che la ricostruzione del tessuto edilizio connettivo avvenga, secondo un piano unitario, sul fondamento di una analisi storica e tipologica dei singoli elementi che lo compongono, non sia cioè limitata alla ricomposizione delle facciate cui corrisponda una organizzazione degli spazi interni radicalmente innovativa: perché non sia una ricostruzione meramente scenografica del paesaggio urbano, con il sacrificio della autentica identità urbana.
Alle presumibili ragioni di resistenza alla proposta (ulteriore complicazione burocratica con insostenibile allungamento dei tempi della ricostruzione; espropriazione della competenza comunale nella materia dell’edilizia, essendo il vincolo di tutela, nel sistema ordinario, rimesso alla gestione esclusiva della soprintendenza statale) il provvedimento legislativo ben può e deve rispondere, dettando una disciplina speciale con la previsione di una struttura operativa mista (comune-soprintendenza), secondo un modello di collaborazione paritaria; con l’assegnazione di adeguate risorse, anche di straordinarie competenze professionali e con l’impegno della più qualificata imprenditorialità locale, a garantire l’efficienza e la qualità dell’operazione.
Il vincolo legislativo (che assume all’evidenza uno straordinario valore di principio e indiscutibilmente comporta l’integrale finanziamento pubblico alla ricostruzione)
rimane l’unico strumento che valga a mettere mano subito alla ripresa della vita nel nucleo antico della città, di cui da più parti è denunciato l’allarmante abbandono, avvio alla irreparabile distruzione. Perché la sollecita discutibile edificazione dei molteplici nuclei satelliti nell’intorno del capoluogo (con ulteriore consumo di suolo e incontenibile diffusione dell’insediamento) non debba essere intesa come opzione alternativa all’integrale recupero del centro storico, che costituisce una ineludibile responsabilità nazionale.
Mentre per certo non corrisponde a quell’esigenza la speciale attenzione che il Ministro Bondi, nell’ambito delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità, intende dedicare all’Aquila “con un’opera destinata a restare un simbolo”.
Non vorremmo che l’annunciata creazione di un “centro dedicato allo studio e alle ricerche sui disastri naturali”, come il Ministro ha di recente illustrato al Presidente della Repubblica, trovasse nelle rovine della città perduta il più eloquente monumento.
da il nostro bollettino n. 446
"Il centro storico come monumento unitario"
di Giovanni Losavio
"Muoversi con mano leggera"
di Antonio Paolucci
"Nel cuore del terremoto"
di Fausto Corti
"Le mani nascoste della mafia"
di Attilio Bolzoni
"Liberateci dalle new towns"
di Vezio De Lucia
Continua la sottoscrizione per il "monumento simbolo" dell'identità dell'Abruzzo:
il 30 luglio consegnati
i fondi raccolti
leggi gli aggiornamenti
Poste Italiane c/c n. 26802009
Unicredit Banca di Roma IBAN IT71 E 03002 05324 000400039817
Causale : Terremoto Abruzzo - Fondo Archivio di Stato dell'Aquila
NOTIZIE DALL’ARCHIVIO DI ITALIA NOSTRA
30 luglio 2009
INAUGURATO L’ARCHIVIO DI STATO DELL'AQUILA
CONSEGNATI DA ITALIA NOSTRA 16000 EURO (PDF)
ITALIA NOSTRA / TERREMOTO
primo BENE CULTURALE RESTITUITO ALLA CITTA’
INAUGURAZIONE ARCHIVIO DI STATO DELL'AQUILA
e Consegna della sottoscrizione di italia nostra
Giovedi 30 luglio, ore 12.00
L’Aquila, località Bazzano (via Galileo Galilei)
Italia Nostra è lieta di annunciare la riapertura dell’Archivio di Stato dell’Aquila, nei nuovi locali di Bazzano. Il primo bene culturale che viene riaperto e restituito alla fruizione pubblica.
I documenti che vi si trovano, tra cui il Catasto, sono la base e il simbolo della ricostruzione dell’Aquila e della sua cintura di comuni.
Nell’occasione saranno consegnati i 16000 euro del fondo speciale dedicato alla salvaguardia dei documenti dell’Archivio di Stato dell’Aquila, donati da soci e simpatizzanti di Italia Nostra. Essi contribuiranno all’arredamento e alle attrezzature della nuova sala di studio, dedicata a Giovanna Lippi, vittima del sisma del 6 aprile.
La nostra sottoscrizione continua per sostenere anche l’opera di recupero degli archivi dei centri minori.
Partecipano alla cerimonia:
On.le Francesco Giro, Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali
Luciano Scala, Direttore generale per gli Archivi
Ferruccio Ferruzzi, direttore generale Archivio di Stato dell’Aquila
Giancarlo Pelagatti, presidente regionale di Italia Nostra
La raccolta continua:
I contributi vanno inviati a Italia Nostra onlusPoste Italiane c/c n. 26802009
Unicredit Banca di Roma IBAN IT71 E 03002 05324 000400039817
Causale : Terremoto Abruzzo - Fondo Archivio di Stato dell'Aquila
Roma, 29 luglio 2009
Per informazioni
Manuel Bertin, Ufficio stampa
Italia Nostra contesta il trasferimento del Guerriero di Capestrano al G8
Dopo il trasferimento del busto di Adriano nel quartiere generale della Unione Europea, a Bruxelles, e il tentativo di portare i Bronzi di Riace alla Maddalena, è vivo l'allarme per l'incolumità del simbolo indiscusso della civiltà italica. Con indicibile sconcerto abbiamo appreso la notizia del temporaneo trasloco del "Guerriero di Capestrano" dal Museo Nazionale Archeologico di Chieti a Coppito (Aq) per essere mostrato ai potenti della Terra in occasione del G8. Com'è noto, la statua-stele celebrativa in questione, databile al VI secolo a.C., costituisce un capolavoro di ineguagliabile valore artistico, storico e sociale. Invano la Direzione
del Museo teatino ha espresso parere negativo a detto trasferimento sottolineando la vulnerabilità del reperto sia per la natura delicata della pietra calcarea in cui è stata realizzata come per i punti di frattura presenti alle caviglie. Oltretutto è disponibile una copia perfetta dell'originale in grado di suscitare altrettanto interesse e ammirazione. Ma il Ministero dei Beni Culturali è stato irremovibile: l'avanspettacolo e la pubblicità valgono bene i rischi di danneggiamento di un vecchio oggetto da museo. Il Consiglio Regionale abruzzese di Italia Nostra, nell'esprimere la più vibrante protesta per la grottesca iniziativa, denuncia ancora una volta l'allarmante insensibilità governativa verso la tutela del nostro patrimonio di civiltà, rigorosamente garantita dall'art. 9 della Costituzione e, attualmente, sacrificata sugli altari della demagogia politica.
Giancarlo Pelagatti
Consiglio regionale dell'Abruzzo di Italia Nostra
Tel. 08562367, 3333469423
G8 Summit 2009 - From La Maddalena to L’Aquila
Il Vertice G8 in Italia si sdoppia , assume carattere “migrante” da La Maddalena a L’Aquila. Secondo i dati ufficiali, ai 320 milioni di euro spesi per il primo se ne sono aggiunti 50 per il secondo, definito “sobrio” o “low cost”. A questi si devono sommare i costi per garantire la sicurezza dei ‘grandi del mondo’, anche dal sisma che continua a far tremare la terra d’Abruzzo con scosse di intensità vicina a quella disastrosa del 6 aprile. Il vertice voluto in Abruzzo “per rilanciare un territorio, fare stare i grandi vicino alla tragedia della gente comune” è stato fin dal primo annuncio un grande evento mediatico scandito da un intenso calendario di visite dello stesso Presidente del Consiglio e di molti ministri, a cui sono seguite le visite delle delegazioni estere, in un pellegrinaggio alla Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanzia di Coppito, alle tendopoli e ai luoghi colpiti.
La cittadella della Finanza dell’Aquila è al centro della strategia mediatica, con conferenze stampa cadenzate che preparavano al colpo di scena finale: il presidente del Consiglio che annunciava il programma del vertice a bordo della nave Fantasia trasferita per l’evento dalla Maddalena al porto di Napoli (!) svelando i piani, mostrando planimetrie e immagini dei lussuosi appartamenti, snocciolando metri quadri e metri cubi di opere realizzate a tempo di record! Una roccaforte militare isolata nel paesaggio collinare a nord-ovest della città storica colpita ha accolto gradualmente nei 45 ettari del grande quadrilatero dapprima l’ufficio di coordinamento della Protezione civile poi le istituzioni aquilane e infine, dall’8 al 10 luglio, le 39 delegazioni (1500 persone) dei paesi partecipanti alle riunioni del G8, del G14 e del G27. Gli edifici disposti gerarchicamente intorno alla Piazza d’armi hanno cambiato volto e destinazione d’uso per accogliere la densa agenda dei lavori: gli spazi per le conferenze generali, i meeting collaterali, le colazioni e i pranzi di lavoro, gli alloggi delle delegazioni sono stati totalmente riallestiti da un pool di cinque imprese abruzzesi guidate da architetti e designer. C’è spazio anche per esposizioni di arte italiana e di arte abruzzese, perfino per un museo del terremoto con ‘tavola vibrante’ che simula gli effetti del sisma, come spiega Agostino Miozzo direttore generale dell’ufficio relazioni internazionali della Protezione Civile. Per dare maggior incisività all’effetto mediatico, il centro sportivo della caserma è stato trasformato in ‘villaggio della stampa’ per gli oltre 3000 giornalisti che si sono accreditati. Un ospedale di emergenza, l’eliporto, il piccolo campo di volo di Preturo elevato ad ‘Aeroporto dei Parchi’ e una efficace rete di collegamenti con vistose rotatorie sono i segni sul territorio del piano di sicurezza passato al vaglio degli esigenti servizi dei paesi ospiti.
Mentre i lavori avanzano a tappe forzate e la cittadella è avvolta dal più stretto riserbo, la tensione cresce, la popolazione delle tendopoli protesta perché si sente abbandonata, o forse usata. Da più parti ci si chiede quali saranno gli effetti reali sulle popolazioni e sul patrimonio colpiti. La lista dei 44 monumenti da adottare diffusa dal ministro Bondi ha già ricevuto significative adesioni: la Germania sosterrà la ricostruzione di Onna, la Spagna la Fortezza Spagnola; la Francia la chiesa di S. Maria del Suffragio o delle Anime Sante; la Russia Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio Magno, mentre gli Stati Uniti promettono di studiare un piano per il rilancio dell’università. Intanto pare procedere a tappe forzate il piano C.A.S.E. che dovrà consentire ai cittadini aquilani di lasciare le tende per case provvisorie. Resta sullo sfondo il capitolo centrale della ricostruzione di un patrimonio unico e complesso, fatto di un sistema di centri storici minori in relazione con la città dell’Aquila. Il vero impegno dovrà consistere nel riportare in vita i tessuti urbani e quelli sociali. E’ un’occasione importante alla quale non possiamo sottrarci, una sfida da vincere affidandosi agli strumenti del restauro urbano e ai maggiori esperti. Il silenzio che copre decisioni di tale importanza non può che preoccuparci.
Antonello Alici
Segretario generale Italia Nostra
da il Giornale dell'Architettura di luglio-agosto 2009 "G8: dal resort alla caserma" (pdf)
Entro l’estate l’Archivio di Stato sarà riaperto a L’Aquila
I vertici nazionali di Italia Nostra oggi in sopralluogo nel capoluogo abruzzese
I vertici nazionali di Italia Nostra, il presidente Giovanni Losavio, la vicepresidente Rossana Bettinelli e il Segretario generale Antonello Alici hanno effettuato, oggi, un sopralluogo a L’Aquila per verificare la situazione delle zone terremotate.
“E’ stata l’occasione per verificare le condizioni dell’Archivio di Stato dell’Aquila, per cui Italia Nostra si è impegnata nella raccolta fondi - spiega Antonello Alici, segretario generale di Italia Nostra - Assieme a Luciano Sala, Direttore Generale per gli Archivi del Ministero per i beni e le attività culturali e a Ferruccio Ferruzzi, Direttore dell’Archivio di Stato dell’Aquila, abbiamo visitato i locali della futura nuova sede”.
La novità della giornata è, infatti, la riapertura dell’Archivio di Stato a L’Aquila, prevista per l’estate, non più a Sulmona ma nella periferia del capoluogo, a Bazzano. La nuova localizzazione dunque assicura il mantenimento dei documenti nel proprio territorio di appartenenza.
“Per ricostruire la vita cittadina a L’Aquila era doveroso riaprire al più presto l’Archivio in questa stessa città. I materiali salvati nel primo intervento sono stati riparati nell’Archivio di Sulmona, con la parte più antica e preziosa come le pergamene e gli atti notarili, ma era una soluzione d’emergenza” - ha dichiarato Ferruccio Ferruzzi, Direttore dell’Archivio di Stato dell’Aquila –“Ora interverremo sul resto dei documenti, che si trovano ancora sotto le volte del palazzo della Prefettura. Questi documenti saranno salvati e messi a disposizione degli aquilani, che potranno consultarli nella nuova sede che sarà aperta in città. Crediamo sia un passo doveroso nel percorso di rinascita di questa città.”
Il sopralluogo di Italia Nostra si inserisce nel più ampio progetto di contributo dell’Associazione alla ricostruzione dell’Abruzzo e dell’identità di quella terra.
“E stata l’occasione per incontrare il vicecommissario della Protezione civile Luciano Marchetti, con la delega ai Beni Culturali, a cui abbiamo offerto la nostra collaborazione.” - spiega Antonello Alici, segretario generale di Italia Nostra – “I nostri volontari, professionisti del settore qualificati e di fama, possono garantire un valido supporto tecnico-scientifico alle autorità. Un ulteriore contributo che vogliamo offrire a questa terra, che si aggiunge ai 5000 euro che soci e cittadini hanno lasciato nel fondo speciale dedicato alla salvaguardia dei documenti dell’Archivio di Stato dell’Aquila.”
Sarà cura di Italia Nostra garantire la massima trasparenza e visibilità all’utilizzo di questi contributi, cosicché tutti i donatori possano avere un riscontro sull’impiego delle loro donazioni.
Roma, 11 maggio 2009
Per informazioni:
Manuel Bertin, Ufficio stampa Italia Nostra
stampa@italianostra.org tel. 329 3548053
Dopo-terremoto nel Pescarese. Demolita la chiesa del SS. Salvatore a Pianella
Ai danni, incalcolabili, prodotti dal sisma che ha colpito l'Abruzzo si aggiungono ora le prime demolizioni del post terremoto nei centri storici del Pescarese. Tra il 9 e il 10 aprile, con un'ordinanza del sindaco, sono state demolite a Pianella l'ex sacrestia della chiesa di S. Leonardo, da tempo trasformata in cinema parrocchiale, e le contigue case mura.
Sono tuttora in azione, invece, le ruspe all'interno del perimetro della chiesa diruta del SS. Salvatore, fondata nell'XI secolo e riedificata in forme barocche nel Seicento. Chiuso al culto alla fine degli anni '50 e da tempo rimasto privo del tetto, l'edificio sacro sorge a pochi metri dal palazzo ducale di Margherita d'Austria e dal luogo dove era l'antico frantoio farnesiano, demolito nel 2007. Abbattute la porta lignea del prospetto e una porta laterale, sono stati demoliti parzialmente i muri perimetrali e quanto restava del campanile della chiesetta barocca.
All'interno dell'area sono rimasti, con le colonne dell'altare, ora a vista, cumuli di mattoni, in parte gettati sul muraglione che dà sugli orti farnesiani, a breve distanza dagli ultimi resti della cinta muraria.
Il 2 luglio 1964 - scriveva il cronista cittadino Rocco Di Fonzo in alcune note marginali trascritte sui libri della sua biblioteca - veniva abbattuta a Pianella la torre civica per far posto ad un asilo infantile.
A distanza di oltre 40 anni si continua a distruggere le residue testimonianze della città storica, questa volta per presunte ragioni di sicurezza, prendendo a pretesto l'emergenza terremoto. Italia Nostra chiede l'immediato stop dei lavori e la rinuncia ad un uso improprio dell'area e degli elementi costitutivi dell'edificio. Invita, infine, l'Amministrazione comunale di Pianella a raccogliere la disponibilità dei tanti volontari per l'immediato recupero e la catalogazione dei materiali prodotti dalla demolizione, secondo un programma di interventi concordato con la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici dell'Abruzzo.
Giancarlo Pelagatti
presidente della sezione di Pescara di Italia Nostra
tel. 08562367, 3333469423
ITALIA NOSTRA PER IL PATRIMONIO CULTURALE DELL’ABRUZZO COLPITO DAL SISMA.
IL RECUPERO DEL “PATRIMONIO” INDISPENSABILE PER CHI VUOLE CONTINUARE A VIVERE IN QUEI LUOGHI
Italia Nostra esprime commosso cordoglio e solidarietà ai cittadini e alle istituzioni dell’Abruzzo colpito dal sisma. Il primo pensiero va alle vittime, ai dispersi, ai senza-tetto. E insieme manifesta la grave preoccupazione per il destino di un “patrimonio” dalla identità inconfondibile, qual è quello della città dell’Aquila e della sua corona di piccoli centri, un contesto straordinario di beni culturali e paesaggistici che rischia di essere cancellato dalla violenza degli eventi, ma non può non essere recuperato, innanzitutto perché è parte integrante della vita di chi abita in quei luoghi e lì vuole continuare a vivere.
Già il primo elenco di danni diffuso dal Ministero per i beni e le attività culturali, che dobbiamo credere provvisorio, contiene opere di rilievo straordinario come la basilica di Collemaggio e la chiesa di San Bernardino. Colpiscono le notizie del crollo dell’Archivio di Stato ubicato nel Palazzo della Prefettura e della inagibilità del Castello cinquecentesco, sede del Museo Nazionale d’Abruzzo e delle Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici e per il patrimonio storico, artistico e etno-antropologico.
Ma è il complessivo sistema degli insediamenti, nei quali si esprime la storia e l’identità degli abruzzesi (la loro cultura urbana), che non può andare perduto nella “ricostruzione” e deve essere fatto oggetto di un attento e impegnativo recupero, per certo compatibile con le indispensabili misure di difesa del suolo e rigorosa messa in sicurezza antisismica.
In quei luoghi oggi disastrati (come drammaticamente rappresentati dai servizi televisivi) si conservano la storia e la memoria dell’intera regione, da quei luoghi deve muovere la ricostruzione fisica e culturale del territorio. Una ricostruzione che vogliamo guidata da regole e tempi certi, attenta ai principi del recupero degli insediamenti storici e del restauro dei beni monumentali, che persegua insomma la cultura del territorio nel rispetto dei luoghi e delle popolazioni. Una impresa di straordinario impegno anche finanziario, affidata alla responsabilità dell’intera collettività nazionale.
Italia Nostra offre la sua collaborazione alla doverosa e urgente azione di messa in sicurezza in particolare dei beni mobili e al contestuale censimento di quelli danneggiati e dei documenti a rischio di dispersione e deterioramento.
Roma, 8 aprile 2009
Allegati:
CONSIDERAZIONI SUL TERREMOTO IN ABRUZZO Proposte concrete per il rilancio di un’economia virtuosa (pdf)Aggiornamento danni al patrimonio culturale dell’Abruzzo - Ufficio Stampa - MiBAC ()pdf)ù
Rassegna stampa:
Sisma Abruzzo/ Italia nostra: Pronti a intervenire
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TERREMOTO: ITALIA NOSTRA, SIAMO A DISPOSIZIONE DELLA 'TASK FORCE ARTE'
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Terremoto, Italia Nostra: Cordoglio, pronti a collaborare
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Italia Nostra: «No alle semplificazioni del piano casa in materia anti-sismica»
L'associazione per la tutela storico e artistica:
«La norma contenuta nella bozza del governo è irresponsabile»
La mappa delle case da rottamare
Interventi antisismici necessari per 5,5 milioni di edifici.
I lavori che si possono fare nei palazzi antichi
da la Repubblica Firenze "E la scuola dell'Arma si abbassa la protezione sismica" (pdf)



