Comunicati

16-01-2018

Perplessità sul nuovo depuratore progettato dal Comune di Pescasseroli in località “Peschiera”

Si considerino in via primaria gli aspetti del paesaggio che fa unico e speciale il Parco d’Abruzzo nel suo singolare accostamento tra borghi storici e natura selvaggia

Italia Nostra nazionale concordemente alla Sezione dell’Aquila “Carlo Tobia” si unisce alle perplessità espresse da più parti sulla localizzazione del nuovo depuratore in località “Peschiera” del Comune di Pescasseroli, località di cui è stato scientificamente rilevato l’alto pregio ambientale e paesaggistico all’interno del territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Vista anche la procedura della Comunità Europea verso la Regione Abruzzo per infrazione alla Direttiva 2000/60/CE sulla qualità delle acque, si riconosce l’assoluta urgenza di risolvere il problema di un’efficiente depurazione delle acque reflue, a Pescasseroli e Opi come in tanti altri piccoli centri montani ad alta vocazione turistica e con significative oscillazioni di utenza nei periodi di maggior presenza.

Pertanto si aderisce alla richiesta di recente avanzata dall’Associazione Italiana per la Wilderness, dal Prof. Franco Pedrotti dell’Università di Camerino, e dalle consorelle associazioni WWF e ProNatura Abruzzo, affinché il progetto e la localizzazione siano riconsiderati in un’apposita Conferenza di servizi, di cui può ben farsi promotore l’Ente Parco.

Italia Nostra inoltre chiede l’assoluto rispetto del principio del contenimento del consumo di suolo agricolo, fatto proprio dalla Regione Abruzzo con L. R. 28-04-2014, n. 24, tanto più valido in tale area pregiata e tutelata.

Propone di conseguenza di considerare una soluzione di ridotto impatto ambientale e paesaggistico, quale un intervento di efficientamento dei due impianti di depurazione già esistenti a Pescasseroli e Opi. Ciò mediante: a) riqualificazione tecnologica ed eventuale ampliamento in loco, b) potenziamento della loro capacità di depurazione con integrativi e innovativi impianti di fitodepurazione posti subito a valle, prima dello sversamento nel Fiume Sangro (le cui acque sono purtroppo stimate di mediocre qualità pur in tali zone montane del Parco).

Si consideri poi che tali impianti di fitodepurazione sono di facile ed economica gestione e d’indubbia efficienza, in quanto agiscono con processi bio-ecologici, e soprattutto sono indicati per i piccoli comuni dalle normative esistenti, quali il D.Lgs. n.152/2006 “Norme in materia ambientale” (Parte Terza, Allegato 5) e la Legge della Regione Abruzzo n.31/2000, che recepisce l’indicazione statale.

Quindi si chiede fermamente alle Autorità competenti che le risorse finanziarie già impegnate per il nuovo e devastante impianto intercomunale (oltre 4 milioni di euro) siano destinate a diverse, possibili e rapide soluzioni del problema, nel rispetto del pregevole ambiente naturale e paesaggistico, vero patrimonio locale e universale da salvaguardare anche in nome di Erminio Sipari, lungimirante fondatore nel 1922 del Parco Nazionale d’Abruzzo.

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