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Ci vuole un’idea di città per governare, per fare una città
Caltanissetta, 14 gennaio 2009
Caltanissetta, gennaio 2010. In questi primi giorni del nuovo anno, attraversare piazza Garibaldi, a piedi o in automobile, è un’esperienza veramente desolante. Bene ha fatto “La Sicilia” ad evidenziare lo stato delle cose, scrivendo: “Uno spettacolo indecoroso per la principale piazza cittadina e dalla quale, lo scorso anno, era partito quello che era stato indicato come il progetto di riqualificazione del centro storico. Poi, piazza Garibaldi è stata riaperta al traffico veicolare, adesso impazza la sosta selvaggia. Di riqualificazione non si parla più, tutto sembra finito nel dimenticatoio”.
Insomma: quella che, tra le altre cose, sarebbe dovuta diventare il salotto buono della città, quella che sarebbe dovuta diventare il vasto sagrato della cattedrale Santa Maria la Nova, adesso è, di fatto, una sconcertante “corte dei miracoli”.
Tutto ciò, conferma, inesorabilmente, la fondatezza culturale e tecnica della nostre critiche al progetto di ripavimentazione e ridefinizione spaziale e funzionale della piazza, ostinatamente voluto dalla scorsa Amministrazione comunale. Un progetto figlio della confusione e dell’approssimazione della committenza, ma anche della scadente progettazione ed esecuzione da parte dei tecnici che se ne sono occupati. Come abbiamo già scritto, “non è solo un problema di lampioni”. Qui, gli errori sono stati tanti. I lampioni, forse, costituiscono, appaiono come la più evidente delle contraddizioni di un progetto sbagliato.
Certo è che noi nutriamo poche speranze sulla capacità delle amministrazioni locali di gestire e portare a compimento progetti di riqualificazione urbana. Di sicuro, non è foriero di buone cose lo sconcertante silenzio, dell’attuale Amministrazione comunale, sul concorso di progettazione “La grande piazza”, ma non solo.
La buona convivenza cittadina, la qualità del vivere, la capacità di immaginare, progettare e realizzare luoghi ricchi di senso e di bellezza sono frutto del dialogo e della partecipazione, dell’impegno culturale e politico, tecnico ed economico. E di certo ci vuole un’idea di città per governare, per fare una città.
Leandro Janni
Consigliere nazionale Italia Nostra



