Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
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LA RIPRESA DEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI A PIAZZA VILLAROJA

“Dalla Calabria mi giungono notizie di associazioni di giovani che vogliono lavorare per il risveglio delle loro province e questo è un fatto nuovo……. Ma, anche se ciò non fosse, ragione di più per battersi: ……come i pellegrini di Plotino, io ho sempre tenuto gli occhi fissi là dove dovrà sorgere un giorno l’alba. Non la vedrò? Ma chi mi potrà togliere la certezza che ho accelerato anche di un misero attimo la sua apparizione?” (Umberto Zanotti Bianco - lettera a Giustino Fortunato-1919)

La notizia della ripresa degli scavi archeologici in Piazza Villaroja a Crotone è di quelle che meritano di essere segnalate perché molto attese, dopo mesi di forte impegno da parte della Direzione del Museo Nazionale Archeologico, di alcune associazioni e di cittadini che avevano firmato una petizione indirizzata al Sindaco perché porgesse attenzione alla sorte del patrimonio archeologico urbano.
ItaliaNostra, insieme a Gettini di Vitalba ed al Gruppo Archeologico Krotoniate, aveva rivolto un appello al Ministro dei Beni Culturali ed alle altre autorità perché i lavori di scavo, finanziati da Italgas-Eni, riprendessero al più presto.
Non si poteva lasciare che una piazza del centro storico diventasse una sorta di discarica di rifiuti all’aperto, con un degrado che si percepiva come offesa al decoro urbano e sopra tutto a quelle testimonianze del passato custodite nei secoli per essere tramandate alle future generazioni.
Saggia e condivisibile, quindi, la decisione della Direzione del Museo di Crotone di programmare delle attività didattiche indirizzate non solo alle scuole ed ai cittadini che vorranno conoscere da vicino, con un coinvolgimento particolare, i lavori di scavo in un’area di notevole interesse scientifico e storico, per la presenza di un antico edificio di culto paleocristiano, se verranno confermate le ipotesi degli archeologi.
Le attività formative previste saranno finalizzate anche ad una migliore conoscenza dell’antica civiltà, impronta ed essenza della città, e del suo patrimonio culturale, che è quanto ci è pervenuto “attraverso la lenta successione dei secoli” e che costituisce la nostra memoria.
Tale iniziativa si avvarrà del prezioso lavoro sul campo svolto da archeologi e tecnici che prestano la loro opera con passione e competenza, aldilà del compito assegnato.
Una chiara inversione di tendenza rispetto ad anni precedenti durante i quali reperti archeologici di pregio, definiti “quattro pietre”, venivano cancellati sotto una spessa coltre di cemento e di asfalto. Una perdita proprio di quel patrimonio storico e artistico che uno dei principi fondamentali della carta costituzionale, l’articolo 9*, intende tutelare.
A fine novembre, in occasione del ritorno a “casa” del vaso bronzeo, l’askos a forma di sirena, il procuratore della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, aveva affermato che…..“Crotone è anche questo: una splendida realtà nella storia millenaria che l’ha dotata di beni di grandissimo valore, di un patrimonio culturale ed ambientale che va tenuto in grande cura per rilanciare lo sviluppo turistico e sociale del territorio, che non è solo terra di criminalità”…..
Da queste positive convergenze, finalizzate ad azioni di tutela e di salvaguardia del patrimonio culturale cittadino, condivise da Istituzioni associazioni cittadini, auspichiamo davvero si possa aprire una pagina nuova per il patrimonio culturale della città, secondo l’auspicio di Umberto Zanotti Bianco, il quale, in tempi lontani, era convinto che nel Mezzogiorno d’Italia “bisognava creare una nuova coscienza morale e civica ed una nuova sensibilità di conoscenza e di rispetto verso la cultura locale e nazionale, che avrebbero costituito la linfa di una comune cultura europea”.

Riprendiamo dunque l’appello, sempre attuale, di Zanotti Bianco rivolto a tutte le persone di buona volontà che vogliono battersi contro il degrado, la speculazione edilizia, l’anarchia urbanistica, la cementificazione che sta travolgendo non solo Crotone, ma l’Italia intera.
Per una nuova Alba. Contro il Tramonto della nostra antica civiltà.

Crotone, 26 Gennaio 2010
Teresa Liguori
Consigliere nazionale ItaliaNostra

* articolo 9 della Costituzione Italiana
La Repubblica tutela lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.

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Italia Nostra  Gruppo Archeologico Krotoniate e Gettini di Vitalba  esprimono viva  soddisfazione per il recupero e la consegna del famoso askos a forma di sirena al Museo Nazionale Archeologico di Crotone

Il Museo Nazionale Archeologico di Crotone si è arricchito nei giorni scorsi di un  prezioso reperto, un vaso-unguentario bronzeo di originale fattura, un askos databile intorno al V secolo a.C.
Avventurose le fasi del recupero del reperto, rientrato nel luogo di origine dopo lunghe peripezie, grazie ad una laboriosa e delicata attività di ricerca effettuata dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, guidati dal cap. Raffaele Giovinazzo.  Infatti, il vaso era stata trafugato a fine anni ‘80 durante alcuni scavi clandestini avvenuti in  località Murge di Strongoli, poi venduto in Svizzera, per approdare infine al Paul Getty Museum a Malibu, in California.
Recuperata e rientrata in Italia nel novembre 2007, la piccola sirena con il corpo di uccello e la testa di fanciulla era stata esposta nella Mostra Nostoi. I capolavori ritrovati presso le Scuderie del Quirinale, suscitando grande ammirazione.
Rivederel’askos a Crotone a due anni di distanza nel corso della consegna ufficiale alla Soprintendente Bonomi ed al Direttore Marino è stato davvero emozionante.
Al comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza sono  state espresse parole di encomio anche dal tenente colonnello Francesco Iacono, comandante provinciale dei Carabinieri, e dal procuratore della Repubblica di Crotone, Raffaele Mazzotta, che ha incoraggiato i giovani a valorizzare il rilevante patrimonio storico-artistico della città, risorsa culturale indispensabile per rilanciare lo sviluppo turistico e sociale del territorio, che non è solo terra di criminalità.
Le associazioni ItaliaNostra, Gruppo Archeologico Krotoniate e Gettini di Vitalba, nel confermare la gratitudine al cap. Giovinazzo per i brillanti risultati ottenuti ed alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria per la costante attività di controllo e di ricerca nel territorio di Crotone, auspicano che i cittadini diventino sempre più consapevoli del valore del rilevante patrimonio archeologico, ne approfondiscano la conoscenza e responsabilmente si attivino per lasua custodia così da consegnarlo alle generazioni future.
Ciò,  perchè le radici della tradizione e la memoria di un’antica civiltà non vengano più cancellate da una coltre informe di cemento, come è avvenuto negli  anni passati.

Crotone, 9 dicembre 2009        
Teresa Liguori
consigliere nazionale Italia Nostra
presidente sezione di Crotone

 

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sul ritrovamento dell'askos (pdf)



Al Sig. Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sen Sandro Bondi
Al Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria Arch. Francesco Prosperetti
Al Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria Dott.ssa Simonetta Bonomi
Al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Nucleo di Cosenza Cap. dott. Raffaele Giovinazzo
e,p.c., alla Alla Presidente Nazionale Italia Nostra Dott.ssa Alessandra Mottola Molfino

Sig. Ministro, Sigg. Autorità,
si invia in allegato un documento per la tutela del patrimonio archeologico di Crotone.

Tuteliamo il patrimonio archeologico di Crotone per custodire la memoria

….. “Ogni altra preoccupazione  passa innanzi a quella che in un Paese come l’Italia dovrebbe essere tra le prime: salvare cioè  e tramandare quanto più possibile intatto l’ingente patrimonio d’arte giunto a noi dai secoli passati, e che è la perpatua attrazione di tutte le genti”…..
Con queste parole Umberto Zanotti Bianco, fondatore di ItaliaNostra, si riferiva all’immenso valore del patrimonio culturale italiano, che va tutelato e custodito per tramandarlo alle generazioni future.
Ma, è proprio quello che succede a Crotone, antica colonia della Magna Grecia, faro di civiltà nel passato?
Nei tempi recenti, dopo una lunga fase di industrializzazione, la città sta cercando affannosamente di ritrovare una nuova identità, di progettare un futuro migliore rispetto al presente, che stenta a decollare, appesantito com’è da  problemi di inquinamento ambientale, da risanare quanto prima possibile, e da sottovalutazione e scarsa attenzione nei  confronti dei tesori culturali dei quali il territorio è molto ricco, ma che rischiano di essere perduti per sempre, se non si predisporranno misure di tutela e di salvaguardia adeguate e non si investiranno, da parte dello Stato, le risorse indispensabili.
Accanto a questo aspetto finanziario, pure rilevante, c’è quello della conoscenza/scoperta del patrimonio archeologico, artistico da parte della collettività, perché sia consapevole del valore culturale, ma anche sociale ed economico dei Beni e se ne faccia carico, avendone cura, dimostrando rispetto e chiedendo alle istituzioni competenti rigorose azioni di tutela.  
Sappiamo che ogni luogo trattiene quel che vi accade e ne conserva memoria, così che strati su strati di storia si sovrappongono e s’intrecciano sotto e sopra terra. Le trasformazioni dei luoghi, i modi diversi in cui nel tempo si sono gestiti gli spazi, sono dunque lo specchio delle società che le producono.
L’Italia, e Crotone non fa eccezione, è molto ricca di luoghi “parlanti” e d’insediamenti urbani che si sovrappongono, strati su strati di storia precedente, spesso non sondati, ma parte integrante di quel bene culturale che chiamiamo “centro storico”.
In questi luoghi ogni qualvolta si scava  si svela l’antico, la storia passata.
Ed è quello che è successo lo scorso settembre, quando un intervento d'urgenza svolto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria in Piazza Bartolo Villaroja ha offerto la rara opportunità di compiere una pur breve e limitata indagine scientifica nel centro storico di Crotone, sede dell'abitato fin dalla fondazione di Kroton a fine VIII a.C. e perciò avara di spazi inedificati che si prestino all'esplorazione estensiva.

Indagando all'interno di una trincea per la metanizzazione che casualmente ha intaccato i livelli archeologici, sono state acquisite informazioni su un sepolcreto finora sconosciuto, in uso dalla tarda età romana a quella bizantina e senz'altro connesso ad una chiesa 'perduta' che si configura come uno dei più antichi edifici di culto cristiano all'interno della città, sede vescovile almeno dal VI secolo. Non è escluso che proprio l'esistenza, protratta per secoli, dell'ignota chiesa e del sepolcreto pluristratificato appena scoperto  (la contiguità allo straordinario complesso conventuale di S. Chiara non garantisce di un legame originario poiché del secondo si ha notizia solo dal XV secolo), possano aver sottratto l'area in cui insistevano alla fitta edificazione che caratterizza quelle circostanti.

Quanti colgono le potenzialità culturali della necessaria prosecuzione dell'indagine, il cui onere spetta, per legge, alla Società che ha cagionato il danno, l’Italgas-Eni, finora sorda a qualsiasi richiesta, sono decisi a compiere ogni sforzo per coinvolgere e rendere partecipe la popolazione dell'attività scientifica e dei suoi risultati. La riqualificazione di Piazza Villaroja, in progetto da tempo ma mai attuata, che l'ampliamento dello scavo e l'auspicabile musealizzazione delle evidenze eventualmente poste in luce, da inserire in percorsi didattici studiati ad hoc, potrebbe non solo accelerare ma orientare in senso 'virtuoso', ridarebbe infatti dignità ad un settore del centro storico assai degradato eppure di straordinario interesse culturale per l'intera città.

La breve distanza dal circuito difensivo di età giustinianea superstite lungo corso Vittorio Emanuele II ed il fatto che le sepolture tardo-antiche e/o proto-bizantine siano state tagliate in strati di terreno che conservano butti di materiale edilizio frutto della demolizione di edifici della tarda Repubblica e del primo Impero, unitamente a scarichi domestici di piena età imperiale, suscitano il sospetto che l'ignota chiesa sia stata impiantata in un settore del suburbio occidentale dell'abitato romano e che questo sia entrato a far parte a pieno titolo dello spazio urbano solo dopo la costruzione delle mura che, a metà del VI secolo d.C., a distanza di secoli dalla perdita di funzione della cinta della polis Kroton, tornò a circondare lo spazio urbano.

A questo punto, auspichiamo che  i crotonesi ( gli abitanti del centro storico in primis), consapevoli del valore del patrimonio archeologico che potrebbe venire finalmente alla luce, vogliano esercitare il loro ruolo di cittadinanza attiva chiedendo alla società Italgas- Eni che siano proseguiti al più presto gli scavi, anche per evitare danni irreparabili alle delicate strutture venute alla luce, testimonianze da non perdere come tante altre in passato.
“La formazione di una buona società dipende non dallo stato ma dai cittadini, che agiscono individualmente  o in libere associazioni…. La felicità o infelicità della società dipende da noi cittadini non dallo Stato, che dovrebbe incoraggiare l’azione volontaria di ogni specie per il progresso sociale”……. (Lord William Beveridge)

Distinti saluti,
Teresa Liguori
Consigliere nazionale ItaliaNostra
Presidente della sezione di Crotone
Crotone, 7 Novembre 2009

Risposta del MiBAC (pdf)



DICIAMO NO ALLE INTIMIDAZIONI ALLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA A CROTONE

L’atto intimidatorio, le bambole mutilate, esposte nel luogo di uno scavo in località Vela, nei confronti dell’attività della Soprintendenza Archeologica del Museo Nazionale di Crotone, è stato reso pubblico; altri ve ne sono stati, verso il Direttore del Museo, Domenico Marino ed ai suoi collaboratori. Quanto accade deve turbare il “sonno” della società civile e delle autorità di governo della città, nessuno escluso. I lavori di scavo archeologico non sono un hobby, ma compito istituzionale dei funzionari dello Stato Italiano, per la tutela, la conservazione, la valorizzazione di beni pubblici. Gli scavi sono effettuati da esperti collaboratori della dirigenza del Museo di Crotone, a volte anche con sacrifici personali. Quel che resta delle tracce del nostro passato e che viene alla luce è opera di grande valore, va riconosciuto, aiutato, promosso! Grazie a questo “nuovo corso” di indagini archeologiche, ciò che ora affiora viene portato anche alla conoscenza pubblica, non occultato, o distrutto, come è avvenuto nella storia non tanto remota di questa nostra Kroton, quindi dovrebbe essere motivo di fierezza per tutta la cittadinanza e non di ripudio.
Riconoscere un passato, rispettando, valorizzando quel che rimane dell’antica città, vuol dire riscoprirsi donne e uomini con radici ed identità. Il clima “strano” che si respira dalle nostre parti è più devastante dei veleni; a questi, forse, si può porre rimedio. I mille interessi e le complicità dei quali non si percepisce la traccia e che generano sfiducia nella gente normale ed onesta devono essere smascherati e fermati.
Le bestemmie, il disprezzo nei confronti non di “vecchi ruderi”, ma di testimonianze di una civiltà millenaria, deve finire; non è onesto nè civile dar credito alle lamentele, unirsi al coro di quelli che non vendono, non possono posteggiare per i disagi, solo perché ci sono i lavori di riqualificazione e sistemazione di strade e vicoli. I disagi, le responsabilità non possono attribuirsi a chi compie, soprattutto con competenza e passione, uno scavo archeologico.
Programmare e controllare, è  compito della politica e dei suoi apparati tecnici. Certamente va considerata anche la responsabilità di ENI; scava, distrugge vicoli, manti stradali, estrae gas a mare, poi copre alla meglio, senza responsabilità, senza pagare. In cambio soltanto bollette salate!  Vogliamo far sapere agli autori di questi gesti che siamo solidali e compatti con la dirigenza dei Beni Archeologici, i suoi collaboratori e tutti quelli che si adoperano per una città, un territorio, bello e civile. Invitiamo tutti quelli che si oppongono a questo oscuro andazzo, a portare tante bambole, anche rotte, in Via Cavour, 7, (centro storico) nelle ore serali. Ne faremo una pubblica esposizione!

Linda Monte, Gettini di Vitalba,     Teresa Liguori, Italia Nostra,    Vincenzo Fabiani, Gruppo Archeologico Krotoniate,   Il gruppo emiliano soggiornante in città ed in visita al Museo ed agli scavi: Beatrice Bertolla, Maurizio Galli, Gaetano Fiorani, Luigi Santi, Maria Pia Corsini. Aurora Morelli, Mario Morelli, Vanda De Luca, Antonello Costabile, Roberto Lettieri, Giovanna Massicci, Annamaria Corsini, Adolfo Berlingieri.

 

rassegna stampa:

del 16-18 gennaio 2010 (pdf)

dal giornale dell'arte dicembre 2009 (pdf)

del 18-21 dicembre 2009 (pdf)

del 7 novembre 2009 (pdf)

da il Crotonese (pdf)

"Era un edificio monumentale" da la Gazzetta del Sud (pdf)


 
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