Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione
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PIANO CASA LAZIO

Il ricorso di Italia Nostra al TAR del Lazio (pdf)



PIANO CASA SICILIA

Il piano casa in Sicilia (ad oggi, 15 novembre 2009) (pdf)



PIANO CASA SARDEGNA

19 novembre 2009
Sassari, Convegno: Legalità e ambiente. Il Piano Casa regionale (legge n.
4 del 23 ottobre 2009)
scarica l'invito (pdf)

Osservazioni sulla Legge regionale Sardegna 23 ottobre 2009, n. 4
di Giovanni Losavio (pdf)

Mercoledì 9 settembre 2009, la IV Commissione Permanete del Consiglio Regionale che sta discutendo il Disegno di Legge n° 53 - "Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo", meglio conosciuto come "Piano casa" -  presentato dalla Giunta Regionale, ha promosso un'audizione con le Associazioni Ambientaliste della Sardegna.

Hanno partecipato all'audizione Legambiente, WWF, Italia Nostra, Gruppo di Intervento Giuridico e INU. Le Associazioni hanno illustrato la propria posizione sull'argomento e hanno lasciato agli atti della Commissione una memoria scritta.

leggi il documento (pdf)

19 ottobre 2009
Italia Nostra, Legambiente e WWF CONFERENZA:
"Piano casa o Piano paesaggistico?"
Cagliari, lunedì 16 ottobre 2009



PIANO CASA CAMPANIA

Convegno "Urbanistica e Legalità"
Salerno 11 dicembre 2009 - Scala 12 dicembrE 2009

 

Il piano casa secondo Bassolino: gli abusivi e la camorra ringraziano (pdf)
Ornella Capezzuto, Luigi De Falco, Vezio De Lucia, Antonio di Gennaro, Carlo Iannello

approfondimento da La Repubblica del 26 giugno 2009 'CAMPANIA. CON IL “PIANO CASA” UNA PIETRA TOMBALE SULL’URBANISTICA DELLE CITTÀ' (pdf)

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CONTRO
IL “PIANO CASA” DELLA REGIONE CAMPANIA

Il piano casa in discussione in Consiglio regionale della Campania rappresenta una gravissima minaccia per il paesaggio, i centri storici e per l'assetto del territorio.
In spregio dei valori del paesaggio campano universalmente riconosciuti, la proposta della giunta consente ampliamenti e sostituzioni dei volumi esistenti anche in zone soggette al vincolo paesaggistico.
I poteri di pianificazione urbanistica dei comuni sono completamente esautorati. La Regione Campania peggiora e travisa persino l'intesa Stato/Regioni del 31 marzo 2009 che prevede la regolamentazione degli interventi "attraverso piani/programmi definiti tra regioni e comuni". Il disegno di legge, invece, fa piovere sui comuni deroghe ai loro piani urbanistici decise direttamente dalla proprietà fondiaria.
Ancora più scandalosa è poi la possibilità di sostituire volumetrie anche modificandone la destinazione d’uso, senza escludere con chiarezza i centri storici, compromettendo scelte urbanistiche fondamentali di competenza  dei comuni.
Assisteremo così alla stravolgimento del territorio campano, già compromesso dalla speculazione e da anni di abusivismo edilizio.
In base alla medesima intesa del 31 marzo 2009, altre regioni, come la Toscana, hanno invece approvato leggi rispettose della Costituzione e delle prerogative dei comuni.
Ci appelliamo pertanto al Capo dello Stato affinché richiami la Regione Campania al rispetto dell’art. 9 della Costituzione repubblicana, oltre che delle prerogative dei Comuni, scongiurando un irreparabile attentato al territorio e al suo intangibile patrimonio culturale e paesaggistico.    

Antonello Alici
Vezio De Lucia
Raffaella Di Leo
Luigi De Falco
Carlo Iannello  
Guido Donatone



PIANO CASA UMBRIA

Legge regionale della Regione Umbria n.13 del 26 giugno 2009, pubblicata nel BUR Regione Umbria n.29 del 29 giugno 2009, recante “Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell’economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” (pdf)
Lettera aperta del 7 luglio 2009 ai Sindaci, ai Presidenti e Consiglieri comunali sul Piano Casa Umbria (pdf)
Lettera aperta al Presidente del Consiglio regionale ed ai Consiglieri regionali dell'Umbria sul Piano casa-Umbria (pdf)

Leggi la rassegna stampa giugno-luglio 2009:

Il Piano paesaggistico valorizzi il cuore verde dell'Umbria (pdf, dal Sole24Ore, 21/10/09)
dal il Messaggero dell' 8 luglio 2009 (pdf)
dal Corriere dell'Umbira dell' 8 luglio 2009 (pdf)
da Corriere dell'Umbria del 25 giugno (pdf)
dal il Messaggero "Italia Nosta all'attacco: Piano casa da bocciare"(pdf)
dal Corriere dell'Umbira "Il Piano Casa è anticostituzionale" (pdf)
da La Nazione/Umbria "Piano casa incostituzionale"(pdf)

Una legge fatta per cemento e mattoni contro il paesaggio dell’Umbria

Il disegno di legge regionale su “Il governo del territorio e la pianificazione” è un ulteriore regalo ai cementieri e ai costruttori.
Nessuna semplificazione normativa, come aveva annunciato il Governo e le Regioni, ma un disegno di legge di ben 94 articoli dei quali solo 6 sul Piano-casa.
L’ennesima legge complicata che riescono a gestire solo i costruttori non certo la gente comune.
Un regalo ai cementieri è il già approvato Disegno strategico territoriale (DST) che  prevede la trasformazione della E-45 in autostrada, mentre nel disegno di legge si prevede che sia vincolante per la pianificazione provinciale e comunale ed anche per il Piano paesaggistico regionale (PPR), non ancora approvato.
La prevalenza del DST sul PPR si pone in aperta violazione dell’art.145 del D.Lgs.n.42/2004 e, di conseguenza, dell’art.9 della Costituzione, con un evidente profilo di illegittimità costituzionale.
Un regalo ai costruttori è il premio di cubatura che dà attuazione alla pessima legge sui centri storici dell’anno scorso.
Un regalo ai costruttori è l’incremento del 35% di cubatura per un minimo di tre edifici interessati da interventi di demolizione e ricostruzione, mentre i proprietari di uno o due appartamenti avrebbero solo 25%.
Nel suo complesso il disegno di legge vuole trasformare l’Umbria verde in un territorio di attraversamento stradale e soprattutto autostradale, vuole ampliare le cubature, sminuire il valore del piano paesaggistico, consumare e cementificare altro territorio e paesaggio umbro.

Urbano Barelli
Presidente di Italia Nostra di Perugia

Osservazioni all’ATTO N.1553 - Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale (DLGR) concernente: “Il governo del territorio e la pianificazione” del 13 maggio 2009 (cosiddetto Piano-casa Umbria) (pdf)



PIANO CASA VENETO

Piano Casa VenetoTreviso,
18 guigno 2009

Incontro "Piano Casa - Veneto"

scarica il materiale sull'incontro (pdf)

scarica il materiale sui risultati dell'incontro (1,9MB pdf)



Comunicato stampa:

ITALIA NOSTRA ALL’ATTACCO DEI PIANI-CASA
Già presentato un reclamo alla Commissione Europea
e sono pronti i ricorsi al TAR contro le delibere dei Comuni

13 ottobre 2009

Italia Nostra ha presentato un reclamo alla Commissione europea contro il Piano Casa della Regione Umbria per violazione del diritto comunitario. Lo annuncia il presidente dell’Associazione, Alessandra Mottola Molfino aggiungendo che “Non bastano gli appelli. Agiremo per tutte le vie legali. Stiamo rafforzando l’Ufficio Legale nazionale con referenti giuridici in tutte le regioni. L’associazione impugnerà innanzi al TAR anche le deliberazioni dei Comuni sul Piano casa e solleverà la questione di legittimità costituzionale della leggi regionali per violazione di diversi articoli della Costituzione, in particolare dell’art.42. Non daremo tregua ai distruttori del nostro territorio e dei nostri meravigliosi paesaggi ‘sensibili’. I Piani-casa e le Grandi-opere sono i veri nemici del nostro martoriato territorio”.
A difesa della pianificazione pubblica del territorio, sin dall’inizio – e oggi ancor di più, dopo la tragedia di Messina - Italia Nostra si è opposta al Piano casa, indipendentemente dal fatto che a proporlo ed attuarlo fosse il Governo o le Regioni, indifferente anche al fatto che alcune Regioni ne abbiano mitigato la portata. Senza contare che non risulta che i Comuni, nell’approvare a loro volta il Piano casa, abbiano tenuto conto dell’art.78 del Testo unico degli enti locali che prevede l’astensione dei consiglieri comunali “nei casi in cui sussiste una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interesse del consigliere o di parenti o affini entro il quarto grado”.
Il Piano casa è un condono preventivo. Attribuisce ai privati la scelta di ampliare l’abitazione, in deroga alla pianificazione urbanistica che, con un complesso procedimento amministrativo fatto anche di partecipazione pubblica, stabilisce limiti alla proprietà per assicurare, secondo l’art.42 della Costituzione, l’interesse pubblico dell’uso equilibrato di un bene limitato come il territorio. Questa deroga alla pianificazione, determina una profonda modificazione nei rapporti tra bene pubblico e interessi privati. La stessa modificazione dei condoni edilizi, cambia solo il rapporto tra la legge e l’intervento edilizio: nel caso del condono viene prima l’intervento edilizio e poi la legge, nel Piano casa è il contrario. In tutti e due i casi c’è un aumento del consumo del suolo e del carico urbanistico in contrasto con il piano regolatore generale, alterando il rapporto tra numero di abitanti e quantità di servizi.

Per ulteriori informazioni alla stampa:
Maria Grazia Vernuccio
Tel. 335.1282864
mg_vernuccio@libero.it

Avv. Urbano Barelli, Vicepresidente nazionale “Italia Nostra”
Tel. 335246338, e.mail: avv.urbanobarelli@tiscali.it

Antonello Alici, Segretario Generale “Italia Nostra”
Tel. 3209576974, e.mail: segretariogenerale@italianostra.org



Dal giornale di Italia Nostra novembre 2009
Un condono preventivo incostituzionale (pdf)



3 ottobre
All’annuncio di Berlusconi tutte le Regioni hanno risposto.
Ma le loro leggi-pianocasa, in contrasto con il principio fondamentale del governo del territorio, sono incostituzionali.

Era stata, si ricorderà, una invenzione estemporanea del presidente del consiglio che aveva annunciato il piano casa come la iniziativa del Governo capace di rilanciare l’economia attraverso la rianimazione della stanca edilizia. Un annuncio che tenne campo in una non breve stagione politica e attrasse la generale attenzione. Berlusconi espose un progetto definito minutamente nelle ipotesi di concesso aumento quantitativo delle costruzioni esistenti e ne fece anche oggetto di uno schema di decreto legge, diffuso dal suo ufficio stampa. Un premio di cubatura a favore di chi la casa già ce l’ha, l’edilizia insomma contro l’urbanistica, perché i concessi incrementi quantitativi si impongono sulle diverse previsioni dei piani regolatori. Una libera uscita, guidata e a termine, da regole opprimenti. Un condono preventivo di minori (così considerati) abusi edilizi.
Ma la cultura urbanistica e istituzionale di Berlusconi (e dei suoi consiglieri) non aveva messo in conto che edilizia ed urbanistica, il governo del territorio secondo il lessico del rinnovato titolo V della Costituzione, fanno materia di potestà legislativa concorrente, limitata, quella dello Stato, alla determinazione dei principi fondamentali. E certo non poteva passare per principio fondamentale la previsione legislativa di specifiche ipotesi, minutamente disciplinate, di sospensione temporanea della applicazione dei piani regolatori.
Se ne accorsero con qualche ritardo, dapprima perplesse, le Regioni, che non contestarono il merito della iniziativa governativa, ma fecero quadrato a difesa dalla indebita invasione di campo. La eccezione istituzionale aveva la forza di far irrimediabilmente cadere l’annunciato piano casa. Ma le Regioni si diedero disposte a riceverlo in successione, anzi a farlo proprio, e nella intesa raggiunta nella conferenza unificata Stato – Regioni siglarono l’ impegno a metterlo entro tempi certi nelle loro leggi. Non lo fecero, si intende, senza corrispettivo, perché pretesero dal Governo che rapidamente, entro dieci giorni con decreto legge, semplificasse la disciplina dei procedimenti per il rilascio dei concorrenti titoli abilitativi degli interventi edilizi nelle materie di potestà legislativa esclusiva dello Stato, dunque innanzitutto per il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche e le verifiche preventive sulla osservanza delle misure antisismiche. A quell’intesa seguì di pochi giorni il disastroso sisma d’Abruzzo, di quel decreto legge non si fece nulla e le Regioni si guardarono bene dal pretendere dal Governo l’osservanza del suo impegno (ad attenuare il rigore dei controlli preventivi in funzione antisismica?). Certo è che del decreto legge, con i previsti contenuti, le Regioni non avevano bisogno per far le loro leggi – piano casa.
Non dunque per questa ragione (perché manca il decreto legge) le leggi regionali già approvate e prossime ad essere approvate in adempimento dell’impegno assunto nella conferenza unificata si espongono a rilievi di legittimità costituzionale. Perché tutte non toccano la disciplina del Codice dei beni culturali e del paesaggio (i modi della autorizzazione paesaggistica) e neppure certo la disciplina antisismica.
Non interessa qui affrontare la valutazione comparativa delle leggi regionali – piano casa approvate e prossime all’approvazione. Rimandiamo alle accurate analisi critiche che più centri studio hanno compiuto, mettendo in evidenza le diverse applicazioni dei criteri definiti nell’intesa con il governo, talune perfino estensive, altre più giudiziosamente restrittive come quelle delle leggi di Toscana ed Emilia Romagna, che hanno tentato di ridurre a margini decenti gli inevitabili contrasti con le vigenti discipline di piano regolatore (e hanno per altro riconosciuto ai Comuni la facoltà di escludere l’efficacia del piano casa da speciali definiti ambiti del loro territorio). Perché è chiaro a tutti che si tratta di una misura eccezionale con efficacia a tempo determinato (diciotto o ventiquattro mesi) che esonera in previste e regolate ipotesi edilizie dalla applicazione della vigente e più restrittiva disciplina di piano. Che alla data scadenza riprenderà il suo pieno vigore e dunque vieterà per l’avvenire quegli incrementi edilizi temporaneamente legittimati. Per il principio di non contraddizione neppure le leggi più virtuose possono essere riuscite a far rientrare le nuove misure nella vigente generale pianificazione, perché sarebbe venuto meno il fine stesso dello speciale intervento legislativo, non ne sarebbe concettualmente concepibile la limitata efficacia nel tempo.
Non si è però riflettuto che simili leggi regionali che esonerano temporaneamente dalla osservanza della vigente disciplina urbanistico-edilizia contrastano per certo con i principi fondamentali che orientano la legislazione (concorrente) nella materia del governo del territorio. E se è vero che ancora il parlamento non ne ha formalizzato in un unico testo legislativo i principi fondamentali (la cui determinazione, in materia di potestà legislativa concorrente, è riservata allo Stato), quei principi ben possono e debbono essere riconosciuti operanti nella vigente legislazione statale nella stessa materia. Non sembra allora contestabile che a muovere dalla legge “ponte” del 1967 ancora in gran parte vigente, il sistema legislativo del governo delle trasformazioni urbane e territoriali si è consolidato sull’essenziale principio per cui tutte le trasformazioni anche edilizie debbono essere previste in strumenti generali di pianificazione che ne valutino la rispondenza agli interessi generali degli insediamenti. E contro questo principio, il principio fondamentale del governo del territorio (in difetto del quale il governo stesso si nega), si sono per certo poste tutte le leggi regionali - piano casa, che hanno sospeso a tempo l’applicazione dei piani regolatori, consentendo interventi di trasformazione edilizia non previsti quindi vietati nei vigenti strumenti urbanistici e nella relativa disciplina attuativa. Non sarà certo il Governo, che con l’intesa ha impegnato le Regioni a legiferare contro i principi fondamentali, a sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale.
E sembra difficile che l’applicazione delle leggi regionali così fatte dia motivo a contenziosi giudiziari nei quali la questione di legittimità costituzionale possa essere sollevata incidentalmente. E tuttavia non vogliamo piegarci a constatare inerti il grave caso di sofferenza istituzionale.

Giovanni Losavio.


17 settembre 2009
"Vecchie scommesse e nuove sfide" (da eddyburg.it)

2 agosto 2009
"SOMMERSI DAL CEMENTO": L''Espresso sostiene le ragioni di Italia Nostra contro il 'Piano casa (pdf)


 
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