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ITALIA NOSTRA - SEZIONE TRENTINA
Osservazioni in merito al disegno di legge n. 90 di data 1 febbraio 2010 (articoli 25, 27 e 28)
Con deliberazione della Giunta Provinciale n. 104 di data 26 gennaio 2009, votata all’unanimità, la Soprintendenza per i Beni Archeologici veniva soppressa e accorpata a quella per i Beni librari ed archivistici. Il provvedimento, non condiviso, portò prima Italia Nostra a convocare una conferenza stampa sulla questione (10 marzo) e subito dopo (19 marzo) undici associazioni culturali trentine a lanciare un appello alla società civile e al mondo politico per chiedere il ripristino della soppressa soprintendenza. A quell’appello aderirono altre dieci associazioni oltre a più di trecento personalità della cultura da tutto il mondo. Successivamente gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza presentarono in Consiglio Provinciale varie interrogazioni e proposte di mozione. Il 16 luglio 2009, infine, veniva approvata la mozione nr. 26 che impegnava la Giunta Provinciale “a considerare, nell’ambito della preannunciata riorganizzazione del settore dei beni culturali, in particolare il ripristino della soprintendenza per i beni archeologici”.
Riorganizzazione che l'assessore alla cultura, Franco Panizza, aveva in ben due occasioni (a maggio e a luglio 2009) annunciato nell'aula del Consiglio provinciale.
A distanza di sette mesi ci troviamo di fronte non ad un organico disegno di legge di riforma del comparto dei beni culturali, come anche da noi più volte auspicato, bensì ad un intervento legislativo inserito in un contesto improprio quale il presente disegno di legge omnibus, la cui materia principale è l’organizzazione del personale.
In risposta alle legittime richieste del mondo culturale trentino e di numerosi consiglieri provinciali, la Giunta ha dunque deciso di rinunciare al ripristino di un’autonoma soprintendenza per i beni archeologici – così come istituita dall’articolo 2 (comma 2, lettera d) della L.P. 17 febbraio 2003 nr. 1 – e di sopprimere il museo “Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali” istituito quale ente di diritto pubblico con la L.P. 11 maggio 2000, nr. 5, come si legge nelle Disposizioni transitorie (art. 28, comma 2).
La soluzione legislativa proposta con l’art. 25 di questo ddl prevede l’istituzione di un’agenzia denominata “Soprintendenza per i beni archeologici e per i musei del Castello del Buonconsiglio", motivata con la necessità di "razionalizzare il settore della tutela e della valorizzazione dei beni culturali".
In realtà l’unico settore oggetto di riforma risulta quello della tutela e valorizzazione dei beni archeologici, mentre rimangono invariati l’assetto e le funzioni delle altre tre Soprintendenze.
La creazione di una nuova Soprintendenza, che accorpa competenze estremamente diversificate quali la ricerca, la tutela e la valorizzazione archeologica e la gestione di un grande museo d’arte e di storia, quale il complesso del castello del Buonconsiglio con le sue sedi periferiche (i castelli di Beseno, Stenico e Thun), costituisce un unicum e nel contempo un’anomalia nel panorama dell’amministrazione dei beni culturali in Italia.
Per assurdo la nuova agenzia potrà tutelare il patrimonio archeologico presente su tutto il territorio provinciale ma non avrà competenze sui propri monumenti e sulle proprie collezioni, rappresentati dai quattro castelli e da quanto è in essi custodito: tale patrimonio continuerà ad essere sottoposto al controllo e alla tutela delle tre soprintendenze già esistenti (per i Beni storico-artistici, per i beni architettonici e per i beni librari e archivistici)!
Del tutto infondato risulta, inoltre, l’incipit della Relazione tecnica elaborata dai servizi della Giunta (pagina 5), dove si illustra la trasformazione dell’Ente Museo Castello del Buonconsiglio in Agenzia “con l’assorbimento dei compiti di Soprintendenza per i beni archeologici”.
Chi conosce la legislazione italiana dei beni culturali – alla quale non può sottrarsi neppure l’autonomo Trentino – sa che un Museo non può esercitare funzioni di tutela del patrimonio culturale, affidate agli organi periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenze), regolati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio ( D. Lgs. N. 42 del 2004). Non è quindi il Museo che ingloba la Soprintendenza, ma è il contrario e la cosa non è di poco conto.
Passando all'esame dell’articolato va innanzitutto sottolineato ciò che lo stesso Servizio Legislativo del Consiglio Provinciale ha evidenziato nelle proprie osservazioni tecniche: “quanto disposto con l’articolo 25 dovrebbe raccordarsi con la normativa già vigente, prevedendo modificazioni della stessa”, ovvero con la L.P. 17 febbraio 2003, n. 1 (Nuove disposizioni in materia di beni culturali) - di cui nel presente ddl non viene mai fatta menzione e che non appare tra i documenti tecnici messi a disposizione della Prima Commissione permanente - e non certo con la L.P. 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino).
Una significativa contraddizione si registra nell’articolo 27, anch’essa correttamente indicata dal Sevizio Legislativo al punto 4: l’elencazione dell’Agenzia tra i “Musei della Provincia” (articolo 24 della L.P. 3 ottobre 2007, n. 15), benché l’Agenzia sia altra cosa da un’ istituzione museale. Casomai sembrerebbe più giustificato l’inserimento dell’Agenzia nell’elenco delle Soprintendenze istituite nel 2003 (articolo 2, comma 2). Il Servizio Legislativo parla di rischi di “problemi di coordinamento con quant’altro previsto” dalla Disciplina delle attività culturali del 2007 e specifica come appaia “dubbia la perfetta corrispondenza con i compiti affidati” all’Agenzia nell’articolo che ne prevede l’istituzione.
Va poi osservato che la creazione di un’Agenzia con lo scopo di gestire contemporaneamente un delicato settore come quello della tutela e valorizzazione archeologica e un sistema museale articolato sul territorio in quattro castelli di straordinaria importanza storica, monumentale e artistica, non può non avere impatti significativi sotto il profilo dell’efficienza organizzativa, pur considerando gli eventuali benefici derivati dalla formula “agenzia”.
Sono esplicitamente esclusi, infatti, incrementi del personale (si veda la Relazione tecnica sulla copertura finanziaria e amministrativa), che viceversa dovrebbe essere potenziato, viste le evidenti fragilità oggi riscontrabili:
- l’apparato amministrativo dell’ex Soprintendenza per i Beni archeologici risultava inadeguato, come del resto viene riconosciuto dal presidente Dellai nella risposta – datata 21 aprile 2009 - all’interrogazione n. 216 presentata dal consigliere Roberto Bombarda (quesito 3);
- la componente storico-artistica nel sistema museale del Buonconsiglio è palesemente sottodimensionata in relazione ai compiti gravosi e delicati di gestione e valorizzazione dei quattro monumenti, degli apparati decorativi e delle collezioni, che presentano, come noto, uno straordinario interesse storico-artistico.
C’è il rischio, fondato, di un depotenziamento del sistema museale che ha il suo perno nel Castello del Buonconsiglio. La stessa infelice e discutibile denominazione dell’Agenzia mette in secondo piano i cosiddetti “musei del Buonconsiglio”, per eccellenza “musei” d’arte e non di archeologia, anche con la conseguenza di una perdita d’identità del sistema museale, sia in ambito locale che in relazione con gli altri Musei di carattere storico-artistico presenti su tutto il territorio nazionale.
Sotto questo profilo va osservato che, una volta approvato questo disegno di legge, il complesso museale del Castello del Buonconsiglio non potrà mai più avere alla Direzione uno storico dell’arte, in quanto la componente prevalente – anche sotto il profilo giuridico – risulterà quella archeologica.
Osserviamo che gli ormai numerosi provvedimenti legislativi e normativi prodotti negli ultimi 10 anni relativi al Museo “Castello del Buonconsiglio” non hanno mai portato, a nostro avviso, ad un compiuto potenziamento del più importante sistema museale del Trentino, anche perché mai è stata riconosciuta una vera autonomia alla struttura e, in molte situazioni, nemmeno una garanzia di dotazione finanziaria adeguata e tempestiva, in grado di consentire all’Ente una programmazione articolata e su un esteso arco temporale in grado di colmare i vuoti che si sono avuti negli intervalli fra le grandi mostre estive, che pure hanno registrato consistenti presenze di visitatori. Ciò appare preoccupante in considerazione della valenza territoriale del Museo del Buonconsiglio, che, proprio in questa fase, viene accresciuta in maniera considerevole dall’imminente apertura di Castel Thun. Una delle conseguenze è la limitata rispondenza, soprattutto delle sedi periferiche, alle richieste del mondo culturale, che si attende continuità di iniziative e di significative proposte culturali, sia in relazione alle aspettative del turismo culturale che in rapporto alle altre attività economiche indotte; tale aspetto è particolarmente evidente nel caso del castello di Stenico che dopo l’esemplare riallestimento compiuto in tempi recenti non ha ancora conosciuto il “rilancio” che gli compete.
Evidenziamo inoltre come l’obiettivo - indicato nella Relazione tecnica sulla copertura finanziaria e amministrativa - di riunire “sotto un’unica responsabilità gestionale tutta la materia dell’archeologia” non risulta raggiungibile: importanti siti (Palafitte di Ledro, ecc..) e collezioni archeologiche, ad esempio dei Musei Civici di Rovereto e di Riva del Garda, continueranno ad essere affidati agli Enti attualmente responsabili, rimanendo di fatto esclusi da una regia unica come quella proposta dalla Giunta provinciale in questo disegno di legge.
Contestiamo, infine, l’ampio rinvio a regolamenti attuativi e a deliberazioni della Giunta provinciale – certo consentito dalla legislazione provinciale vigente – non per la definizione di piccoli dettagli, ma per la definizione di molti aspetti sostanziali e cruciali per quantificare gli effetti finali del provvedimento, quali gli organi della nuova Agenzia (composizione, funzionamento e attribuzioni), la struttura organizzativa (saranno costituiti gli Uffici per i Beni archeologici e quelli storico-artistici per i Musei???), gli strumenti di programmazione dell’attività e di verifica dei risultati, i poteri di indirizzo e di controllo della Giunta provinciale, l’inquadramento del personale, i rapporti con le altre strutture provinciali e non operative nel settore culturale (in primis le altre Soprintendenze, tra l’altro prive della stessa autonomia finanziaria della nuova Agenzia), ecc…
Conclusioni
Per affrontare in modo organico e possibilmente con effetti efficaci, duraturi e condivisi le questioni oggi sul tappeto, che per noi devono rimanere distinte –- la riorganizzazione delle soprintendenze e il potenziamento del sistema museale del Castello del Buonconsiglio – la sezione trentina propone quanto segue:
- lo stralcio dal disegno di legge n. 90 degli articoli 25, 27 e 28;
- la vera riorganizzazione del comparto dei beni culturali con la predisposizione di uno specifico disegno di legge, in seguito ad un confronto con il personale del settore, con le associazioni di categoria e sindacali, con il mondo scientifico ed universitario, con le associazioni culturali impegnate nel campo della tutela e della promozione del patrimonio culturale trentino, con le amministrazioni locali;
- il ripristino immediato della Soprintendenza per i Beni archeologici così come istituita dalla L.P. 17 febbraio 2003, n. 1 in attesa dell’eventuale ed auspicabile riordino complessivo del Settore Beni Culturali;
- il potenziamento del sistema museale che ha il suo cuore nel Castello del Buonconsiglio, che tenga conto della sua specifica valenza storico-artistica;
- in una logica di razionalità della gestione e della valorizzazione dei beni culturali rientra una forma definitiva di gestione di un bene da 30 anni di proprietà provinciale e di grande rilevanza storica, artistica ed architettonica, quale Castel Caldes in Val di Sole, che potrebbe, e a nostro avviso dovrebbe, entrare a far parte del sistema museale provinciale del Castello del Buonconsiglio, d’intesa con le amministrazioni pubbliche e il mondo culturale della Val di Sole.
Trento, 26 febbraio 2010
La Direzione della sezione trentina di Italia Nostra



