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Italia Nostra - Sede Nazionale
Roma, 27 giugno 2008

                       
Dott. Stefano De Caro
Direttore Generale per i beni archeologici
Ministero per i beni e le attività culturali
Via di San Michele 22
00153 ROMA  

CrotoneCrotone, antica città della Magna Grecia, sede della scuola di Pitagora, della scuola medica con Alcmeone, patria di atleti vincitori di Olimpiadi, primo tra tutti Milone, rischia di vedere cancellate per sempre le tracce del suo illustre passato.
L’antica Kroton nel  periodo aureo, V e IV sec. a.C., si estendeva su oltre 600 ettari mentre quella moderna occupa metà della superficie. Nonostante questa dimensione più ridotta, non si è riusciti a conciliare la presenza del patrimonio archeologico con l’espansione edilizia.
Ma non solo la parte più antica, anche il centro storico medievale con imponenti mura di fortificazione ed il castello-fortezza di Carlo V hanno subìto nel tempo duri colpi dovuti alla manomissione ed aggressione edilizia.
A partire dai primi anni ‘70, comincia il “sacco” della città. Avviene così la costruzione di una cintura di palazzoni nell’area intorno al Castello di Carlo V, talmente alti da coprire la vista del promontorio di Capo Colonna,  e di edifici intorno alle mura di cinta della città medievale, antica proprietà del demanio.
Sempre gestita dalle amministrazioni comunali dell’epoca, la speculazione edilizia ha fatto sì che  interi settori della città moderna si sono sovrapposti ai resti della città greca, distruggendoli.

Negli anni ‘80 si è continuato a costruire con minore densificazione, ma con altrettanti danni al patrimonio archeologico e culturale della città: in quel periodo nessuna attenzione alla tutela del centro storico, nessuna attuazione degli strumenti urbanistici. Viene consentita la sopraelevazione di edifici antichi e la trasformazione in chiave moderna delle antiche facciate sei-settecentesche.

Negli anni ‘90 è stato inferto un nuovo, durissimo colpo al patrimonio archeologico per gli interventi di ampliamento dello stadio comunale, che insiste in una zona di “rispetto”, per la presenza dell’Ospedale Civile: sono stati distrutti reperti archeologici monumentali risalenti al V- IV sec. a.C. (edificio con poderoso colonnato, presumibilmente un tempio all’interno di un’area sacra).
La densificazione continua fino ai giorni nostri.                                                       

Con il PIC Urban 2 Crotone, in pieno centro urbano, viene eseguito un intervento di “riqualificazione” del vecchio ospedale dei Cavalieri Ospitalieri di san Giovanni di Dio, che  è stato inglobato nel nuovo teatro comunale. La struttura originaria, del XVIII secolo, poggiava su resti ancora più antichi, romani e medievali,  ed era situata nella collina di Poggio Reale. Tutta la monumentale area archeologica era ben conosciuta da tempo, come testimoniato da “Gli Avanzi di Crotone” dello storico Nicola Sculco, edito nel 1903.

Sappiamo che altri lavori di "riqualificazione" sono stati attuati con il "PIC Urban 2 Crotone" nel Centro Storico, senza alcun coinvolgimento dei cittadini, abitanti dei luoghi, nelle scelte urbanistiche. Il Comitato di Sorveglianza del “PIC Urban” ha visto come membri effettivi (quasi dei “convitati di pietra”) le Soprintendenze territoriali, e come membro “consultivo” (mai consultato e senza alcuna voce in capitolo e potere di dissentire) il rappresentante di Italia Nostra.

Sono in corso - in queste settimane - interventi in Piazza Albani, Via Media, Via Milone: sono state asportate le originali lastre di basalto etneo, che erano perfettamente conservate in più punti. Poiché i lavori prevedono interventi di scavo per i sottoservizi (fogne, acqua, linee elettriche etc.) dovrebbero essere preceduti, ai sensi degli artt. 95-96 del D.Lgs. 163/2006 da indagini archeologiche preventive. A piazzetta Arco Varano, su via Milone, è stato messo in luce – dai lavori di demolizione - un muro monumentale di un edificio di età romana, con molti frammenti di vasi ed anfore.
Sono previsti interventi anche a piazza Castello: ci sono grandi rischi per il patrimonio, poiché è noto che tutti gli edifici che circondano l’antica piazza d’armi, fulcro dell’acropoli della pòlis greca, hanno restituito importanti materiali archeologici.
Anche attualmente si nota un’assenza di controllo da parte della Soprintendenza preposta alla tutela di questi rilevanti beni culturali.

Ma non tutto il patrimonio archeologico è andato perduto.
Le mura della città greca per ampi tratti sono ancora visibili. Si propone che esse vengano conservate all’interno di un parco archeologico urbano, che potrebbe diventare il fiore all’occhiello della città. La sommità delle colline, dove affiorano ampi tratti di mura di epoca greca, è situata nell’area SIC “Colline di Crotone” collegandosi ad un’altra area protetta da vincolo archeologico ai sensi della L. 1089/1939 (lo stratotipo internazionale di Vrica e Stuni). Anche queste aree sono in pericolo, per la costruzione di una nuova strada comunale verso il mare che le taglia e dall’altra per le nuove lottizzazioni recentemente approvate dall’attuale Amministrazione Comunale.

Riteniamo che qualunque processo di sviluppo e di crescita debba essere armonizzato con la tutela e salvaguardia delle rilevanti e diffuse preesistenze archeologiche e storico-artistiche della città, tutela che costituisce di per sé anche un sicuro apporto economico derivante da costanti flussi turistici, presenti nelle città ricche di beni culturali anche del meridione, una su tutte Siracusa, anch’essa antica città della Magna Grecia.

Giovanni Losavio, Presidente dell’associazione nazionale Italia Nostra
Teresa Liguori, Consigliere nazionale di Italia Nostra
Mariacamilla Marchiori, Presidente della sezione di Crotone di Italia Nostra


 
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