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Stop alla tramvia nel cuore di Firenze

sede nazionale
Mobilità urbana e tutela: l’unica soluzione al conflitto
Di fronte ad una scelta all’apparenza virtuosa che affida la soluzione dei problemi della mobilità urbana (in una città specialissima come Firenze) al mezzo pubblico e, tra i mezzi pubblici, a quello meno inquinante, su ferro e in sede propria, perché la fermissima opposizione di Italia Nostra?
Perché, diremo subito, in una città come Firenze non è dato affidarsi a soluzioni standard, sui modelli che vengono insistentemente richiamati come i più avanzati e innovativi delle principali città europee. Perché Firenze impone una soluzione alla sua, specialissima appunto e sublime, misura.
Il luogo urbano che si vuole attraversare con il convoglio “Sirio” è l’ambiente monumentale nel quale si identifica, si può ben dire, l’Italia storica e artistica, lo spazio esterno di Santa Maria del Fiore, del Battistero, del Palazzo Medici Riccardi, un bene culturale per eccellenza, rappresentativo al più alto livello di qualità di quella speciale categoria di beni culturali espressamente riconosciuta nell’art. 10 del recente Codice dei beni culturali e del paesaggio: “Le pubbliche piazze, vie e strade e altri spazi aperti urbani d’interesse artistico e storico”.
E non può perciò costituire argomento di per sé dirimente quello che valorizza, con la soppressione degli inquinanti autobus tradizionali, gli effetti benefici sui circostanti monumenti, liberati finalmente dalle deteriori condizioni ambientali.
Dunque la prima verifica di compatibilità deve essere attuata con riguardo allo speciale bene culturale che ne risulterebbe fisicamente modificato con opere stabili e irreversibili come la posa del doppio binario con scasso profondo del suolo per le sue fondazioni. Un mezzo di trasporto che tiene delle caratteristiche più di una moderna ferrovia (vera e propria metropolitana di superficie) che non del domestico tram tradizionale.
Certo l’affanno degli autobus inquinanti non può dirsi rispettoso dell’ambiente monumentale, ma possiamo e dobbiamo considerarlo come una soluzione transitoria e agevolmente, poiché non si affida ad opere permanenti, rimovibile. Italia Nostra non si piega alla conservazione di questo assetto organizzativo del trasporto pubblico come servitù passiva di transito pesante subita dal luogo monumentale. Propone invece l’alternativa, questa si radicalmente innovativa, di sopprimere quella indebita servitù con la pedonalizzazione del quadrante centrale del non vasto centro storico di Firenze.
La organizzazione razionale della mobilità non esige, funzionalmente, l’attraversamento del nucleo centrale della città storica e la città storica non tollera soluzioni di astratta geometria per linee rette in funzione della più veloce comunicazione.
L’ambiente di Santa Maria del Fiore e del Battistero è un luogo di cui neppure i fiorentini hanno la disponibilità perché ha un rilievo assoluto nel patrimonio storico e artistico della nazione e la sua tutela è responsabilità della comunità nazionale e anzi investe una dimensione che la supera (Firenze è patrimonio dell’umanità) e che oggi è qui testimoniata da Europa Nostra.
Le complesse e profonde opere di fondazione per la posa dei binari con gli accorgimenti tecnologici necessari a ridurre a valori sopportabili la trasmissione delle vibrazioni agli edifici monumentali sfiorati, rendono irreversibile l’opera i cui elevati costi esigono peraltro lunghi tempi di ammortamento. L’ingombro visivo del convoglio, il Sirio con 32 metri di sviluppo lineare, interferisce, nella prevista frequenza delle corse, con la percezione degli edifici monumentali ed è aggravato dall’accorgimento suggerito per contenere ulteriormente la propagazione delle vibrazioni e cioè la drastica riduzione della velocità in quell’attraversamento.
Già si è detto che la salvaguardia degli spazi che fasciano, se così si può dire, Santa Maria del Fiore, il Battistero, il Palazzo Medici Riccardi, San Marco, supera la responsabilità dei fiorentini e della loro amministrazione comunale e chiama in causa innanzitutto le istituzioni della tutela dello Stato, gli organi non solo periferici del Ministero dei beni culturali (quindi le più alte istanze consultive del Ministero, Consiglio Superiore e Comitati tecnico-scientifici). La cui voce è apparsa timida, come se si trattasse di una interferenza non diciamo indebita, ma subordinata alla scelta politica, rimessa all’autonomia comunale, di strategia della mobilità urbana, come tale incensurabile. E alla “soprintendenza”, quindi (già è avvenuto così per il parcheggio sotterraneo che lambisce le fondazioni del Sant’Ambrogio a Milano) non rimane che dare prescrizioni di attenuazione-mitigazione dell’impatto. Con l’incontro di oggi Italia Nostra ed Europa Nostra intendono richiamare le istituzioni della tutela all’esercizio pieno del compito che ad esse è principalmente affidato (come ha confermato il recente codice): la salvaguardia del cuore di Firenze, esigenza che per precetto dell’art. 9 della Costituzione deve prevalere su ogni altro interesse e pure di rilevanza pubblica.
Roma, 5 febbraio 2008
Giovanni Losavio, presidente nazionale di Italia Nostra
Consiglio Regionale Toscano
Via G. Paolo Orsini, 44
Firenze 11 febbraio 2008
COMUNICATO STAMPA
REFERENDUM TRAMVIA – “BARONTI ASSESSORE ALTRAFFICO E TRAMVIA”,
IRONICA PROPOSTA AL SINDACO DOMENICI.
“LEGAMBIENTE SI SOTTRAE AL CONFRONTO CON ITALIA NOSTRA SNOBBANDO IL DIBATTITO DI QUESTO POMERIGGIO PROPOSTO DA FIRENZEINBICI”.
«Il presidente di Legambiente Piero Baronti è un ottimo candidato all’assessorato al traffico e alla tramvia, perché sta dimostrando una grande sicurezza sull’efficacia della tramvia e sulla possibilità di ridurre il traffico e l’inquinamento, perché nella sua foga ambientalista ‘del fare’ Baronti potrebbe rendere pedonale e ciclabile il centro storico e limitare l’invadenza dei motorini e dei furgoni merci, a differenza del vicesindaco Matulli che ancora oggi continua a navigare a vista». Questa è la proposta ironica al sindaco Domenici per il possibile rimpasto di Giunta, avanzata da Mariarita Signorini e dal Direttivo d’Italia Nostra di Firenze che insieme ai Comitati dei Cittadini sono per i due Sì all’abrogazione delle linee 2 e 3 della Tramvia nel referendum del 17 febbraio.
«L’ineffabile Baronti però, che non lesina continui attacchi indebiti a Italia Nostra nello stesso tempo sbaglia a sottrarsi al confronto diretto - aggiunge ancora Mariarita Signorini - perché snobba il dibattito di questo pomeriggio alle ore 18 presso la sede delle associazioni Ambientaliste sala Elsa Morante in via Giampaolo Orsini 44. L’incontro, promosso dall’associazione FirenzeInBici era in agenda da quasi un mese. Baronti diserta l’incontro, sostituito pare da Sergio Gatteschi degli Amici della Terra. Legambiente dunque sfugge ad un civile confronto con Italia Nostra, forse Baronti non ha argomenti nel merito del progetto della tramvia e non gli resta che far polemica fine a se stessa?».
Mariarita Signorini gruppo di lavoro Mobilità Italia Nostra nazionale
Per ulteriori informazioni contattare
Cell.334-1162259
Italia Nostra |
Associazione |
Associazione Linea 3 |
Coordinamento |
DUE Sì Alla moratoria
PER LE LINEE 2 E 3 DELLA TRAMVIA
A Firenze dal 2004 è stata avviata la costruzione di una linea tranviaria, la Linea 1, che collegherà la Stazione di S.M. Novella con Scandicci. La linea 2 – per l’Aeroporto - e la Linea 3 – per Careggi - sono in via di progettazione definitiva e se ne sono già avviati i lavori preliminari.
Con il Referendum consultivo indetto per il 17 febbraio dovremo dire sì o no alla sospensione delle linee 2 e 3. Lo scopo è quello di avviare un ripensamento complessivo sia del sistema tranviario che del trasporto pubblico a Firenze.
Questa Amministrazione comunale non ha mai attuato un vero confronto con i cittadini sull’opportunità o meno di costruire una tramvia, non ne ha mai discusso i tracciati e non ha mai cercato di affrontare e risolvere i disagi e i problemi prodotti da un’opera del genere.
L’assenza del confronto con la città genera mostri: infatti è possibile verificare che le sistemazioni preliminari già realizzate sono di una desolante modestia progettuale e di un devastante impatto territoriale e ambientale. A monte di qualsiasi progetto esistono invece dei vincoli inevitabili di natura ambientale, storico-artistica, urbanistica che qui non sono stati preventivamente individuati o “considerati”. Una volta che i problemi, i gravi danni al centro storico e al verde consolidato emergeranno non ci sarà più alcuna possibilità di recupero con soluzioni alternative valide.
Questo modo di procedere ha acutizzato il conflitto con una parte rilevante della cittadinanza. I nostri amministratori hanno trasformato il confronto sui fatti, da noi più volte sollecitato, in rissa ideologica che favorisce la logica degli schieramenti (destra o sinistra?) e impedisce qualsiasi sereno e serio confronto.
Gli amministratori ingenuamente attribuiscono alla sola presenza del tram il potere miracoloso di ridurre il traffico privato su gomma, senza effettuare alcuna verifica del progetto e senza affrontare il problema della mobilità nel suo complesso.
RIBADIAMO: la forte politicizzazione che ha assunto il dibattito rischia di impedire la conoscenza ed una seria discussione dei progetti.
Per tutto ciò, pur non avendo promosso noi il Referendum, partecipiamo alla campagna referendaria a favore del Sì considerandola comunque un’importante occasione data ai cittadini per esprimersi.
Noi siamo per il completamento della Linea 1 e per una moratoria delle Linee 2 e 3 in modo da ripensare tutto il sistema del trasporto pubblico.
A Firenze la congestione cronica da traffico è aggravata da un’alta domanda di mobilità, ben al di là della dimensione della città, sia per la presenza di un turismo globale invasivo e poco governato, sia per un’espansione edilizia incontrollata che ha disseminato abitanti e attività a grande distanza tra loro.
Noi sosteniamo il potenziamento del trasporto pubblico, ma siamo anche per la riduzione del bisogno di mobilità indotto dalla speculazione immobiliare che sta svuotando la città e condannando i suoi ex cittadini ad una vita da pendolari.
Per creare vere alternative al mezzo privato però bisogna rinunciare all’idea che esista un rimedio unico ed evitare infatuazioni o demonizzazioni per questa o quella soluzione. Non c’è esempio europeo che valga se non si parte da un’approfondita conoscenza delle esigenze della propria città.
La nostra opposizione non è alla tramvia in sé ma a questo progetto che riteniamo sbagliato, oneroso e imposto alla citta’.
ECCO 10 RAGIONI PER RIMETTERE IN DISCUSSIONE LE LINEE 2 E 3
- IL SISTEMA TRANVIARIO CHE SI VUOLE REALIZZARE È COSTITUITO DA TRACCIATI CONCEPITI 15 ANNI FA PER UNA METROPOLITANA. È UN TRASPORTO DI SUPERFICIE PESANTE E INADEGUATO PER LA CITTÀ DI FIRENZE
- IL PROGETTO E’ LIMITATO ALLO SPAZIO ADIACENTE AI BINARI SENZA RIQUALIFICARE LO SPAZIO PUBBLICO CIRCOSTANTE. MANCANO INTERVENTI CONTESTUALI SUL SISTEMA DELLA CIRCOLAZIONE, SUL SISTEMA DELLA SOSTA E SULLA RETE DI AUTOLINEE
- AD OPERA FINITA AVREMO TRE LINEE RADIALI IMPERNIATE SUL NODO S.M. NOVELLA – FORTEZZA CHE AUMENTERANNO LA CONGESTIONE DELL’AREA CENTRALE, SENZA DECENTRARE IMPORTANTI FUNZIONI METROPOLITANE E SENZA SODDISFARE I COLLEGAMENTI INTERCOMUNALI DIRETTI
- STIAMO VERIFICANDO CHE OVUNQUE PASSI QUESTA TRAMVIA GLI ALBERI, ANCHE ADULTI, VENGONO ABBATTUTI. IL PATRIMONIO ARBOREO ESISTENTE DEVE ESSERE UN’INVARIANTE DI PROGETTO, NON LA PRIMA COSA DA ELIMINARE. IL PROLUNGAMENTO FINO AL MEYER PRODURRÀ L’ ULTERIORE TAGLIO DI UN CENTINAIO DI ALBERI
- L’ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI, ANCHE DI QUELLI DIFESI DA VINCOLO DI LEGGE, E I NUMEROSI SOTTOPASSI, COMPROMETTONO L’IMPIANTO STORICO DEI VIALI DEL POGGI E DEI LORO PROLUNGAMENTI MODERNI.
IL PAESAGGIO URBANO DI FIRENZE NE USCIRÀ STRAVOLTO, COME GIÀ AVVENUTO NELLA ZONA DI PORTA AL PRATO E DELLE CASCINE
- IL TRAM “SIRIO” DI 32 M. E’ FUORI SCALA PER LA CITTÀ STORICA. L’IMPATTO SARÀ DATO SIA DALLA LINEA AEREA (4 KM. DI FILI E CENTINAIA DI PALI) SIA DALL’INGOMBRO E DALLA FREQUENZA DEI CONVOGLI. LA POSA DEI BINARI, COSTOSA E CON SPESSE FONDAZIONI, È DA CONSIDERARSI IRREVERSIBILE PER IL CENTRO STORICO DI FIRENZE, PATRIMONIO DELL’UNESCO
- IL TRATTO DELLA LINEA 2 CHE TRANSITA DAL DUOMO È DANNOSO ANCHE PERCHÉ FINISCE IN MODO IRRAGIONEVOLE IN PIAZZA DELLA LIBERTÀ, DOVE METTERÀ IN CRISI UN NODO DELICATISSIMO DELLA VIABILITÀ CITTADINA, COMPROMETTENDO UNA DELLE PIAZZE PIÙ SIGNIFICATIVE DEL POGGI
- LA DIMINUZIONE DELL’INQUINAMENTO E DEL TRAFFICO AUTOMOBILISTICO, CHE COMUNQUE ALLA FINE NON SUPERERÀ L’8-10%, AVVERRÀ SOLO SE TUTTO IL SISTEMA DELLA MOBILITÀ FUNZIONERÀ.
È DA CONSIDERARE CHE GLI ABITANTI DELLA ZONA CURE, DEI QUARTIERI A SUD E AD EST NON SARANNO SERVITI DALLA TRAMVIA
- LA COSTRUZIONE DELLA LINEA 1 CON I COSTI RADDOPPIATI E CON BEN 63 VARIANTI DIMOSTRA CHE I PROGETTI VENGONO ELABORATI IN MODO SOMMARIO. QUESTA “NAVIGAZIONE A VISTA” E’ ILLEGITTIMA, PRIVA DI QUALSIASI STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE E TALE DA VANIFICARE OGNI TRASPARENZA
- L’AVER AFFIDATO AD UN “PROJECT FINANCING” LA DELICATA PROGETTAZIONE DELLE LINEE 2 E 3 SIGNIFICA ADDOSSARNE IL DEBITO ALLA COLLETTIVITÀ, ANCHE PER LE GENERAZIONI FUTURE.
IN PRATICA SI CONSEGNA ALLA SOCIETÀ FRANCESE DI GESTIONE RATP IL DESTINO DI FIRENZE
ed ecco alcune proposte alternative
- elaborare un Piano organico della mobilità di tutta l’area, anche mettendo in discussione scelte urbanistiche centralizzatrici ed invasive recentemente riconfermate dagli strumenti di pianificazione adottati
- mettere in atto una migliore utilizzazione dell’infrastruttura stradale e una razionalizzazione dei sistemi e dei servizi esistenti a scala metropolitana, da definirsi prima e non dopo la costruzione della tramvia
- liberare il centro storico dal traffico FIN da subito, limitando al massimo il suo attraversamento da parte delle linee di autobus e rinnovando profondamente il sistema di TPL. Pretendiamo inoltre il rispetto della ztl
- prevedere il potenziamento di servizi di bus ecologici per il centro con penetrazione a staffa
- attuaRE contemporaneamente tutte le misure utili al rafforzamento della mobilità elementare, in particolare di quella ciclabile, INDIVIDUANDO UNA RETE DI AREE E DI CORRIDOI CICLOPEDONALI PROTETTI
- verificare la necessità delle linee 2 e 3 valutando ipotesi diverse di collegamento metropolitano, basandosi sull’esteso sistema ferroviario in parte inutilizzato (si pensi solo al tratto Cascine - Leopolda), eventualmente completato da rami tranviari o utilizzando altri mezzi o infrastrutture adatte alle caratteristiche della città
- aprire il confronto con la cittadinanza su progetti di tramvia, anche alternativi tra loro, fatti conoscere in modo semplice e comprensibile
anche la tramvia, da mezzo di trasporto pubblico, puo’ trasformarsi in strumento di declino ulteriore.
La parola d’ordine di chi sostiene questo progetto, “cambiare o declinare”, la facciamo nostra:
cominciamo a cambiare il progetto di tramvia, le sue modalità di costruzione e di finanziamento.
Nel xxi secolo modernità vuol dire rispetto dell’ambiente e qualità della vita
votiamo sì per fermare le linee 2 e 3!
votiamo sì per garantirsi le scelte, per garantirsi il futuro, per una vera partecipazione!
L'elenco firme dell'appello
1) Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze, ordinario di Geografia, Facoltà di Lettere - Univ. di Firenze
2) MariarRita Signorini, Consiglio nazionale Italia Nostra
3) Giorgio Pizziolo, Comitati dei cittadini, ordinario di Urbanistica, Facoltà di Architettura - Univ. di Firenze
4) Mariella Zoppi, ordinario di Urbanistica, Facoltà di Architettura - Univ. di Firenze
5) Luciano Ghinoi, Presidente Associazione Piazza Vittoria
6) Maria Rita Monaco, Associazione Linea 3
7) Paolo Celebre, architetto, Comitati dei Cittadini
8) Mario Bencivenni, insegnante, Comitati dei Cittadini
9) Domenico De Martino, co.co.co, Comitati dei Cittadini
10) Tiziano Cardosi, Comitato NoTAV Firenze
11) Luigi Zangheri, docente universitario, Facoltà di Architettura - Univ. di Firenze
12) Mauro Cozzi, docente universitario, Facoltà di Ingegneria - Univ. di Firenze
13) Gabriella Carapelli, architetto e storica dei giardini
14) Rinaldo Hoffmann, architetto
15) Romano Romoli, Casa dei Tessuti (via dei Pecori)
16) Marco Dezzi Bardeschi, ordinario di Restauro, Facoltà di architettura civile - Politecnico di Milano
17) Lara Vinca Masini, critica e storica dell’arte contemporanea
18) Rosetta Ragghianti, docente universitaria, Facoltà di Architettura – Univ. di Firenze
19) Carlo Carbone, docente univeristario, Facoltà di Architettura – Univ. di Firenze
20) Francesco Pardi, docente universitario, Facoltà di Architettura - Univ. di Firenze
21) Gian Franco Di Pietro, docente universitario, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze
22) Tullio Marini
23) Alma Raffi, insegnante
24) Piero Sarti, insegnante
25) Anna Maria Manetti Piccinini, giornalista-pubblicista
26) Luigi Alberto Leoni, insegnante
27) Ugo Cianchi, vice presidente Italia Nostra Firenze
28) Lorenzo De Luca
29) Renzo Ricchi, giornalista
30) Antonio Fiorentino, architetto
31) Roberto Pratesi, insegnante
32) Mariangela Sirca, artigiana
33) Silvano Recati, pensionato
34) Angelo Baracca, docente universitario, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali – Univ. di Firenze
35) Marco Nestucci, architetto
36) Giuseppe Cruciani-Fabozzi, architetto, docente universitario di Restauro
37) Tiziana Volta, assistente di redazione
38) Mariapia Passigli, redazione di “Fuoribinario”
39) Sonia Coppoli, insegnante
40) Gianni Donzelli, consigliere comunale - Firenze
41) Carlo Simoncini, ingegnere
42) Emily Rosner Panichi, commerciante Centro storico
43) Patrizia Bertocci, casalinga
44) Beatrice Sica, studentessa
45) Chiara Calderani, consulente del lavoro
46) Simonetta Paloscia, primo ricercatore CNR
47) Riccardo Della Valle, operaio
48) Luca Facchini, architetto
49) Francesca Brunori, impiegata
50) Claudia Corti, docente universitaria, Facoltà di Lettere – Univ. di Firenze
51) Margherita Pascucci, ricercatrice
52) Daniela Pasini, pensionata
53) Claudia Maria Bucelli, architetto
54) Francesca Petrucci, docente universitaria
55) Giulia Lumini, casalinga pensionata
56) Maria Chiara Torricelli, docente universitario, Facoltà di Architettura – Univ. di Firenze
57) Giovanni Cappelli, dirigente
58) Carlo Carlotti, pensionato ex-tecnico ENEL
59) Angelica Filippini, studente
60) Jacopo Cappadona, operaio
61) Irma D’Arpino, pensionata ex-insegnante
62) Grazia Gobbi Sica, architetto
63) Jana Eder, receptionist
64) Donatella Cimboli, operaia tessile
65) Alessio Montanari, impiegato Meyer
66) Maria Teresa Vogel, pensionata
67) Niccolò Talenti, impiegato
68) Elena Romoli, impiegata
69) Carlo Cipriani, medico specialista Angiologia Medica, ASL FI
70) Roberto Fallani, libero professionista
71) Corrado Guidi, insegnante
72) Giampaolo Nuti, docente
73) Patrizia Massetti, architetto
74) Valentina Tacchini, impiegata
75) Luigi Chezzi, pensionato
76) Elena Comparini, docente universitaria, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali – Univ. di Firenze
77) Andrea Raffaelli, pensionato
78) Fabrizio Frosini, medico
79) Flora Fontana, casalinga
80) Fabrizio Bastianoni, agente di commercio
81) Caterina Benelli, ricercatrice universitaria
82) Maria Lina Landi, psicoperapeuta
83) Gino Sannino, disoccupato
84) Zionela Belgrave, casalinga
85) Anna Porcinai, libera professionista
86) Sandro Carlotti, impiegato metalmeccanico
87) Patrizia Proietti, ricercatrice universitaria,
88) Renato Pellegrini
89) Valentina Fratoni, biologa
90) Giuseppina Carla Romby, docente universitaria, Facoltà di Architettura – Univ. di Firenze
91) Donatella Lari, studentessa
92) Silena Guidi, impiegata
93) Silvia Simoncini, impiegata
94) Loretta Baldi, impiegata
95) Eva Martelli, studentessa
96) Franco Paradisi, ordinario di Malattie infettive - Univ. di Firenze
97) Consalvo Fontani, geometra
98) Saida Grifoni, archeologa
99) Sara Bellandi, ingegnere
100) Giorgio Gasperi Campani, consigliere comunale – Fiesole
101) Giuseppe Bartolini, insegnante
102) Gaia-Kim Bartolini, studentessa universitaria
103) Brigitte Mancini, violinista
104) Piero Mancini, insegnante
105) Marta Donati, agronomo catalogatrice di giardini storici
106) Margherita Gacci, studente
107) Paolo Romagnoli, libero professionista
108) Cristina Ciofini, impiegata
109) Beatrice Cifuentes, direttore della comunicazione
110) Maria Susanna Gherardini, casalinga
111) Maria Adele Bigagli, casalinga
112) Mirko Manitta, impiegato
113) Vanni Bellucci, impiegato
114) Gabriella Paolucci, docente universitaria, Facoltà di Scienze della Formazione – Univ. di Firenze
115) Lia Madorski, pensionata
116) Paolo della Bella, artista
117) David Poggesi, imprenditore
118) Rossella Poggesi, operatore del turismo
119) Laura Lodigiani, giornalista
120) Luigi Bellini, antiquario,
121) Violante Bellini, imprenditrice
122) Francesca Mazzi, libera professionista
123) Alessandro Dini, impiegato
124) Sonia Perini, architetto
125) Nicla Gelli, fisico nucleare
126) Francesco Travisi, studente
127) Chiara Cappelli, architetto
128) Giovanni Magnolfi, imprenditore
129) Piero Degl'Innocenti, architetto
130) Maria Mares, funzionario statale
131) Roberto Cinotti, ingegnere
132) Marino Marunti, dirigente Servizio Sanitario Nazionale
133) Paolo Degl'Innocenti, imprenditore
134) Anna Baldi
135) Paolo Blasi, docente universitario, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali – Univ. di Firenze
136) Federica Lugli, studentessa
137) Guido Grossi, impiegato
138) Lorenzo Della Corte, dirigente industria
139) Maria Carmela Ghionda, insegnante Centro La Pira
140) Marina Maltoni , informatica
141) Argeo Pasqui, ingegnere
142) Giovanni Pasqui, ingegnere
143) Maria Eloisa Pasqui, insegnante
144) Stefania Fuscagni, consigliera regionale
145) Tim Pollak, commerciante
146) Alessandro Olmi, dir. di ricerca dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
147) Gabriella Volpi, pensionata
148) Odette Ranfagni, impiegata
149) Liana Borghi, insegnante
150) Anna Maria Mannino, insegnante
151) Leonardo Mastragostino, insegnante/giornalista
152) Maurizio Tarantelli, medico
153) Nicoletta Gullace Tarantelli, insegnante
154) Giuliana Profeti, libero professionista
155) Oreste Rutigliano, segr. gen. del Comitato nazionale del Paesaggio
156) Matteo Mordini, impiegato
157) Silvia Ugnelli, impiegata
158) Roberto Vannini, impiegato
159) Filippo Ariani, impiegato
160) Roberto Olivieri, imprenditore
161) Carlo Spagnolo, docente universitario, Dipartimento di scienze storiche e sociali – Univ. di Bari
162) Paola Porcinai, forestale paesaggista
163) Gianpiero Maone, libero professionista
164) Chiara Baldi, insegnante
165) Maria Gabriella Ferrini, impiegata – Univ. di Firenze
166) Claudia Poggiali, impiegata
167) Vittorio Maschietto, architetto
168) Ilva Palchetti, pensionata
169) Gianna Gullace, casalinga
170) Nicola Piana Agostinetti, ricercatore
171) Ines Bertoncini
172) Giovanna Benedetti, lavoratrice teatrale
173) Kristel Campaert, Comitato spontaneo Via Crispi
174) Doretta Cocchi, impiegata
175) Andrea Sanseverino, impiegato tecnico
176) Stefania Zamboni, architetto
177) Paola Crivelli, insegnante
178) Massimo Ariani, operatore
179) Loise Palloni Picchi, antiquaria
180) M. Vittoria Colonna Rimbotti, presidente regionale FAI Toscana
181) Martina Fortini, chimico
182) Paolo Fortini, ingegnere
183) Jacopo Fortini, operatore turistico
184) Fiorenza Alterini, insegnante
185) Daniele Spini, insegnante
186) Raniero Casini, segreteria nazionale SdL Sindacato dei Lavoratori
187) Fernando Vannini, ingegnere
188) Luca Giannoni, ricercatore
189) Gianni Baldassini, imprenditore
190) Paola Volpi, pensionata
191) Daniele Brunelli, ragioniere commercialista
192) Fiorenza Casini, casalinga
193) Luca Nencetti, addetto concessionaria auto
194) Alessandro Picchi, imprenditore
195) Marzia Marroncini, insegnante
196) Giovanna Angeli, docente universitaria, Facoltà di Lettere – Univ. di Firenze
197) Gianni Cavallina, architetto, docente universitario, Facoltà di Architettura – Univ. di Firenze
198) Giovanni Losavio, presidente nazionale Italia Nostra
199) Carlo Ripa di Meana, presidente Comitato nazionale del Paesaggio
200) Antonio Paolucci, storico dell'arte, Direttore musei vaticani,
201) Antonello Alici, Segretario generale Italia Nostra nazionale,
202) Mina Gregori, storica dell'arte e presidente della Fondazione Roberto Longhi
203) Marco Mancini, geologo
204) Marta Fagioli, cultore esterno interfacoltà di Geografia – Univ. di Firenze
205) Paolo Franzese, storico dell'arte



