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VENEZIA, LO SVILUPPO INSOSTENIBILE
Programmi distruttivi e possibili rimedi
ITALIA NOSTRA denuncia la gestione della città e del suo ambiente che in questi anni ha portato all’esplodere di problemi e contraddizioni di gravità crescente:
lo spopolamento inarrestabile; il turismo fuori controllo; la cattiva manutenzione del tessuto urbano; le alterazioni del sistema lagunare; l’investimento per opere costose e dannose come il MoSE, capolavoro di spesa pubblic; la speculazione edilizia selvaggia al Lido, i collegamenti inappropriati, l’allontanamento di funzioni essenziali di carattere amministrativo e medico-sanitario; le scelte urbanistiche che tendono a trasformare Venezia in un parco tematico; la svendita dell’immagine stessa della realtà veneziana.
Occorre riesaminare le recenti prospettive per il futuro
e la sopravvivenza stessa della città.
2 marzo 2010 ore 11.00
Triennale di Milano - Via Alemagna 6 - Milano
Interventi:
Alessandra Mottola Molfino, Presidente Nazionale Italia Nostra
Luca Carra, Presidente Italia Nostra – Sezione di Milano
Lidia Fersuoch, Presidente Italia Nostra – Sezione di Venezia
Gherardo Ortalli, ex Consigliere Nazionale Italia Nostra
Cristiano Gasparetto, Consigliere Italia Nostra – Sezione di Venezia
ITALIA NOSTRA - Ufficio stampa nazionale
Maria Grazia Vernuccio
cell. 335.1282864 - mariagrazia.vernuccio@gmail.com
Milano, 2 marzo 2010 - Venezia, una città in agonia. Italia Nostra denuncia la gestione della città e del suo ambiente che in questi anni ha portato all’esplodere di problemi e contraddizioni di gravità crescente:
lo spopolamento inarrestabile; il turismo fuori controllo; la cattiva manutenzione del tessuto urbano; le alterazioni del sistema lagunare; le scelte urbanistiche che tendono a trasformare Venezia in un parco tematico; la svendita dell’immagine stessa della realtà veneziana. Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, il quadro attuale è quello di uno sviluppo insostenibile che rischia di farsi ancora più grave se avranno seguito i programmi relativi al porto, alla zona di Tessera, a Marghera, al Lido (dove è in corso una speculazione edilizia selvaggia), ai collegamenti che rischiano di stringere la città in una morsa di interessi che non le sono propri, all’allontanamento di funzioni essenziali di carattere amministrativo e medico-sanitario.
La stanchezza e l’insoddisfazione paiono ormai i sentimenti più diffusi proprio mentre si deve pensare con drammatica urgenza ai possibili rimedi: quelli che devono essere la base di un efficace progetto per il futuro. Italia Nostra intende affrontare con la fermezza di sempre la pesantissima congiuntura attuale e ad una franca discussione ha invitato formalmente i candidati sindaci della città lagunare.
Un patrimonio dell’Umanità unico al mondo: Venezia. Una città che vive la sua bellezza e la sua unicità come una condanna: i turisti che la visitano minano ogni giorno la sua sopravvivenza. A ciò si aggiunge la colposa cecità delle istituzioni rispetto al progetto Mose: una grande opera inutile per la città, dannosa per l’ambiente della laguna, che ha l’unico merito di canalizzare a Venezia un enorme flusso di denaro e il potere politico che ne consegue. “Venezia, dicono gli innovatori; senza industrie, senza nuove isole e impaludamenti (Petrolchimico, Tronchetto,Seconda zona Industriale, tombamento di canali e canale dei petroli), senza moderna architettura (come l’ultimo ponte, pericoloso, costoso e inutile),senza nuovi interramenti e restringimenti lagunari: diventa peggio di Disneyland. S’investe però poco per restauri e molto per opere costose e dannose per la permanenza della sua specificità e unicità (il MoSE, il sistema di difesa dall’acqua alta, è un capolavoro di spesa pubblica, con la consapevolezza degli stessi sostenitori che non proteggerà un bel nulla, mancano persino i progetti esecutivi di alcune componenti strutturali, ed è uno scempio ambientale). Nessuno ormai si scandalizza”. Questa l’analisi di Pier Luigi Cervellati, tra i più grandi urbanisti italiani e membro di Italia Nostra.
L’associazione combatte a Venezia una delle sue battaglie più dure: impegnata da sempre sul fronte legale e giudiziario, si è opposta alla costruzione del sistema di dighe mobili in tutte le sedi deputate e lavora alla sensibilizzazione della popolazione veneziana, italiana e internazionale sullo scempio che il progetto rappresenterebbe per la città. Venezia è bisognosa di cure e di attenzioni: Italia Nostra le dedicata da anni tutta la passione e l’impegno degli studiosi e degli specialisti che collaborano con l’associazione. Ma non basta: le istituzioni pubbliche devono fare la loro parte cessando lo sfruttamento economico del potenziale turistico della città, spremuta fino in fondo da un modello di turismo che la sta trasformando in un distributore di esperienze preconfezionate, per un pubblico a cui non si chiede di conoscerne la storia, e le bellezze nascoste, ma solo fotografare vedute da cartolina. La responsabilità di un modello di sfruttamento che non prevede una prospettiva di lungo termine incentrata sulla conservazione e sulla salvaguardia dell’ambiente urbano per le generazioni future è delle istituzioni che hanno abdicato alla funzione di difendere la città, mantenendola viva e tutelando i cittadini che la abitano.
Italia Nostra denuncia questa situazione, diffondendo dati e ricerche che già da tempo avrebbero dovuto far scattare un campanello d’allarme, ma che sono stati colpevolmente trascurati da chi decide per il futuro della città. Un confronto di idee di cui possa tenere conto chi dovrà assumersi il compito di governare la città per aprire una nuova, migliore e più felice stagione per Venezia.
Il turismo a Venezia: un’opportunità o una condanna? (pdf)
Italia Nostra contro il progetto Mose: una battaglia di civiltà … senza fine (pdf)



