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10-07-2018

“Urban Center”: Presentazione dell’intervento su Piazza d’Armi, 3 Luglio 2018

3 Luglio 2018, Urban Center:
Presentazione del progetto di “valorizzazione” della Piazza d’Armi della ex Caserma “G. Abela”.

Parliamo dello straordinario complesso di architetture militari che va dal Medioevo all’Ottocento, situato sulla punta estrema dell’isola di Ortigia che
costituiva (l’imperfetto è d’obbligo) un unicum  senza soluzione di continuità suggestivo ed intangibile che nessun’altra città poteva vantare.
In successione: la Caserma “G. Abela”, ora sede di Architettura, la sua (ormai ex) Piazza d’Armi di oltre 5.000 mq dalla quale, attraversando il camminamento stabile sul fossato, si accede  alla Piazza d’Armi di Castel Maniace che si erge severo ed imponente con le sue quattro torri angolari; chiude il complesso il Forte della Vignazza che alloggiava i cannoni a difesa dell’entrata del Porto Grande.

L’operazione che coinvolge più Uffici (Agenzia del Demanio, Soprintendenza, Comune) viene presentata alla città a lavori già abbondantemente avanti (escavazioni fatte, piattaforma in ca pronta, componenti verticali in via di posizionamento, ecc.) con immagini che poco o nulla “dicono” di quello che è il progetto.
Solo “fughe visive” per dimostrare che il manufatto in via di edificazione non interferisce con il Maniace, nessuna immagine del volume in metallo, vetro e specchi che incomberà a  breve sull’ampio spazio, prima libero ed arioso, su cui aleggiava il respiro della Storia brutalmente soffocato dala dilagante mercificazione di ogni metro quadrato di Ortigia; un pò di grafica per illustrare le suggestioni archimedee ispiratrici della costruzione (un rompicapo a due dimensioni -Stomachion- quale modello per un fabrricato che essendo un volume -geometrico e burocratico- di dimensioni ne ha tre?); niente numeri (metrature, cubature), nulla sui materiali e su eventuali valutazioni di impatto sul sito e sul paesaggio colà definito nell’arco di molti secoli; nulla sulla congruenza col PPO i cui dubbi sorgono spontanei per la durata della concessione e per il peso degli interventi edilizi; nessuna informativa sul verde d’alto fusto (forse palmizi in stile tropicale?); qualche aiuola di forma irregolare qua e là.
Tirati in ballo anche i bambini per fare giocare i quali non bastano certo le asimmetriche aiuole. Magari poi spuntano i giochi in plastica colorata.
Quello che ci è stato presentato sembra solo l’inizio. Anche perché per un investimento di circa 300.000 euro,  la somministrazione di caffè, cappuccini e brioche non sembra un moltiplicatore economico sufficiente a consentire il rientro, la copertura delle spese di gestione e un guadagno adeguato.

Chi ha detto che cosa. Il Demanio, per togliersi dall’imbarazzo, non si è presentato.
La Soprintendenza si è limitata a dire che le carte sono tutte a posto ed a sottolineare con enfasi degna di miglior causa il “pessimo” uso finora fatto della vasta area. Nessun cenno al carattere storico-artistico dello straordinario complesso di cui la Piazza d’Armi è parte.
Il Sindaco ha ovviamente tessuto gli elogi di tale “operazione di valorizzazione” (valore a vantaggio di chi?). Viene da chiedersi come mai tale magnifico progetto non sia stato speso in campagna elettorale.
Siamo proprio sicuri che trattare un’area prestigiosa di grande suggestione come un banale “spazio libero di un punto qualunque della città” sia stata una buona scelta?

Non è più rinviabile un confronto serio e rigoroso con la società civile organizzata su ciò che è valorizzazione del Patrimonio culturale e su ciò che è pura e semplice mercificazione.
In fatto di tutela e valorizzazione  ITALIA NOSTRA ha lasciato in città un segno indelebile nella decennale gestione della Latomia dei Cappuccini (2004 – 2014) tenuta come una bomboniera, sempre aperta ai visitatori  e con le numerose manifestazioni culturali ivi organizzate. Tutti ricordano le serate di LATOMIARTE, le PASSIO CRUCIS della Settimana Santa e, per ultimo, il suggestivo Presepe allestito con le sagome ricavate dalle foto delle statuine custodite a Palazzo Bellomo.
Oltre all’impegno per il restauro del Monumento a Mazzini e del Busto di Archimede che il suggestivo sito archeologico custodisce.
Tutto questo fino al 2014, quando il Comune ha deciso di privatizzarla. Ora tocca all’ultimo scampolo di Ortigia!

Liliana Gissara ITALIA NOSTRA

Da dx: il massiccio edificio a pianta quadrata è l’ottocentesca Caserma “Abela”, ora sede della Facoltà di Architettura dell’UNICT. L’ampio spazio che segue è la Piazza d’Armi  della Caserma. La concessione riguarda l’affaccio del piazzale sul Porto Grande che, a suo tempo la Soprintendenza aveva voluto liberato dai magazzini (l’edificato a dx con le tegole rosse) perché ostruivano la veduta del mare. Segue l’accesso alla Piazza d’Armi del federiciano Castello Maniace
e il Castello stesso, sempre a pianta quadrata, con i torrioni ai 4 angoli.
Sulla punta dell’isola, attaccato al Castello, a completamento delle strutture difensive sorge il Forte della Vignazza con relativa corte.

Italia Nostra Onlus