20-06-2018

Villa Zamboni a Valleggio sul Mincio (Verona): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Via Zamboni, 35 – Valeggio sul Mincio (Verona)

Tipologia generale: villa

Tipologia specifica: villa per la villeggiatura

Configurazione strutturale: la villa è molto particolare nella sua struttura: incastonata in una collina, si trova tra il castello scaligero e la città di Valeggio sul Mincio che domina dall’alto

Epoca di costruzione: sec. XVIII

Comprende: villa con parco e giardino pensile

Uso attuale: proprietà pubblica dagli anni Settanta del ‘900, la villa fu trasformata in asilo statale che rimase in funzione fino al 2003. Da allora la villa è stata completamente abbandonata e versa in uno stato di degrado preoccupante. Al momento un gruppo di associazioni, cittadini e imprenditori sta sostenendo il progetto di una fondazione di partecipazione che restituisca la villa alla cittadinanza facendola diventare un luogo di cultura, ma anche fonte di lavoro soprattutto per i giovani. Italia Nostra sezione di Verona è stata tra i primi sottoscrittori del progetto.

Uso storico: villa nata come casa di villeggiatura dei nobili conti Bernardi amboni

Condizione giuridica: proprietà pubblica, del comune di Valleggio sul Mincio

Segnalazione: del 12 aprile 2018 – segnalazione Sezione di Verona di Italia Nostra – verona@italianostra.org

Motivazione della scelta: Villa Zamboni ha avuto la sua principale trasformazione nella seconda metà del Settecento in cui fu trasformata in casa di villeggiatura dei nobili conti Bernardi. Tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, passò in proprietà alla famiglia Zamboni, ricchi borghesi ben inseriti politicamente, che ammodernarono la villa in modo innovativo, senza tuttavia compromettere la preesistente struttura. Divenuta di proprietà pubblica, negli anni Settanta dello scorso secolo la villa fu trasformata in asilo statale che rimase in funzione fino al 2003. Da allora la villa è stata completamente abbandonata e versa in uno stato di degrado preoccupante.

La villa è molto particolare nella sua struttura: incastonata in una collina, si trova tra il castello scaligero e la città di Valeggio sul Mincio che domina dall’alto. Circondata dal verde, ha la particolarità di un giardino con un asse alberato perpendicolare alla villa e un giardino pensile che conduce a una loggia dipinta e appartata, luogo privilegiato per gli incontri letterari e la stesura di libri e poesie, attività principale del primo proprietario, il conte Alessandro Bernardi. L’importanza di questa villa non risiede solo nella sua valenza storica artistica, ma soprattutto nell’attaccamento di una comunità che si riconosce nel lascito testamentario di Giuseppe Zamboni. A fronte di numerosi tentativi dell’amministrazione di cedere la villa a privati, la comunità si è mossa raccogliendo in breve tempo i fondi necessari al restauro di un importante dipinto settecentesco che decora la loggia della villa.

Al momento un gruppo di associazioni, cittadini e imprenditori sta sostenendo il progetto di una fondazione di partecipazione che restituisca la villa alla cittadinanza facendola diventare un luogo di cultura, ma anche fonte di lavoro soprattutto per i giovani. Italia Nostra sezione di Verona è stata tra i primi sottoscrittori del progetto. La villa al momento non è accessibile. Villa Zamboni ha bisogno d’interventi urgenti per la sua messa in sicurezza. Serve soprattutto il restauro del tetto e la sistemazione di un muro crollato al termine del giardino pensile. Purtroppo l’Amministrazione comunale non è interessata al ripristino del bene, nonostante ci siano dei cittadini disponibili ad attivarsi in tal senso: serve una forte pressione pubblica affinché la villa sia restituita alla sua originaria bellezza e, soprattutto, alla cittadinanza che alla villa è profondamente legata.

Villa Zamboni risale nella sua forma attuale alla seconda metà del Settecento. Adattata a villa di villeggiatura dai conti Bernardi, come risulta dai documenti di recente scoperti, era un luogo di studio e  probabilmente radunava nei periodi estivi il circolo letterario che aveva sede a Verona nella casa dei conti. Dopo varie vicende, nella seconda metà dell’Ottocento la villa divenne proprietà della famiglia Gandini Morelli Bugna, importante esponente della ricca borghesia di Villafranca. Tramite il matrimonio di Giuseppina Gandini con Gustavo Zamboni (che fu anche sindaco di Valeggio), la villa passò a questa famiglia. L’ultimo proprietario, Giuseppe Zamboni, nel 1929 fece testamento lasciando la villa alla comunità valeggiana, soprattutto per aiutare le mamme e i bambini. Oltre al lascito della villa, il testamento è importante anche per i lasciti che il benefattore fece per incrementare la cultura e le arti nei giovani di Valeggio.

Dal 2016 alcune associazioni si stanno prefiggendo di dare vita ad una fondazione di partecipazione che restauri e gestisca il bene in funzione di una fruizione pubblica. Tramite la fondazione si intende procedere al progetto e restauro del tetto attraverso donazioni di imprenditori locali, raccolte fondi, partecipazione a bandi. Sta terminando il restauro del dipinto della loggia che ha visto coinvolgere l’intera cittadinanza che ha raccolto i fondi per il salvataggio del dipinto. È in corso un progetto finanziato con fondi europei indiretti per mezzo della regione Veneto che vede coinvolte le scuole di Valeggio. Si tratta di laboratori che, all’interno del progetto “Cooperiamo per l’Economia del Buon Vivere Comune” di MAG che ha ottenuto i fondi, sono finalizzati alla formazione di orti che contengano anche piante tintorie da inserire nel giardino pensile della villa per consentire il suo ripristino. Tali orti saranno gestiti dalle scuole e dai cittadini e costituiranno una prima riappropriazione della villa.

È in corso un progetto con Slow Food Veneto per portare nel giardino la manifestazione periodica “il mercato della Terra”, si prevedono anche altri eventi dedicati all’arte e all’artigianato di qualità: lo scopo è di iniziare fin da subito a fa vivere la villa e raccogliere una parte dei fondi per il suo restauro. Gli usi previsti per la villa sono un insieme di progetti culturali (dall’Accademia di musica allo spazio di raccolta dei documenti), sociali (sala civica che manca nella nostra città e spazi a disposizione delle associazioni) e imprenditoriali (possibilità di accogliere manifestazioni, congressi, ricezione turistica e ostello per cicloturisti).

 

Italia Nostra Onlus