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10-01-2019

A Fuscaldo si è svolta una speciale “serata a teatro” con “Sogno di una notte di mezza sbornia”

Carissimi, a sipario chiuso, è giusto dare, con un comunicato stampa, notizie del successo tributato alla compagnia “I Cardi” di Solofra, della provincia di Avellino che ha appresentato a Fuscaldo la commedia di Eduardo De Filippo: “Sogno di una notte di mezza sbornia”, una scommessa che la locale sezione di Italia Nostra ha inteso “giocare”, fiduciosa di intercettare l’apprezzamento del pubblico, ma non nella misura che ha alla fine riscontrato.

Nella serata del 29 Dicembre 2018, nell’auditorium cittadino, che contende al Convento di San Francesco di Paola dei Padri Passionisti la visione di un panorama mozzafiato che si “perde” nell’infinito, ad un pubblico entusiasta sono state riproposte le vicende familiari di Pasquale Grifone, personaggio principale della commedia, replicate sapientemente dal capocomico della compagnia Aniello Pisano, che della commedia ha curato anche la regia, il quale sin dalle prime battute, ha saputo instaurare una profonda empatia con gli spettatori presenti in sala, manifestata in più occasioni, con applausi a scena aperta.

Ma l’arte sapiente del capocomico avrebbe raccolto ben poco se non avesse trovato corrispondenza negli altri attori, che hanno espresso magistrali capacità e potenzialità, contribuendo a ricreare sia quella vis comica, ch’è propria del teatro di Eduardo, sia quel crescendo e quell’incalzare degli accadimenti tessuti con abilità e maestria fino alla chiusura del sipario.

Sostenere che a Fuscaldo, nella serata del 29 dicembre, si sia trasferito il teatro San Ferdinando, per quanto esagerato, non appare fuori luogo.

La sera del 29 dicembre, il palcoscenico dell’auditorium fuscaldese ha ospitato vicende portate in scena al San Ferdinando offrendo al numeroso pubblico presente una “realtà” intrisa di amara comicità, cristallizzata sulla scena dalla bravura degli attori, dove il vero-simile e l’indigenza del quotidiano della famiglia Grifone prorompendo dai “bassi” dei vicoli della Napoli del dopoguerra, si mescola e si confonde, alterando i confini tra privato e pubblico in un contagioso conformismo che allontana il riscatto del cambiamento, peculiarità questa, più vera ed autentica del teatro di Eduardo, che non ha mai guardato alla sua Napoli né con commiserevole paternalismo, né col cipiglio del fustigatore, ma neanche con complice benevolenza.

Italia Nostra Onlus