10-04-2018

Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo detta Badia a Settimo (Scandicci): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: via San Lorenzo, 15 – Badia a Settimo Scandicci (Firenze)

Tipologia generale: Edificio di culto

Tipologia specifica: Abbazia

Configurazione strutturale: Complesso badiale

Epoca di costruzione: sec. X – completamento sec. XVII

Uso attuale: in abbandono e in rischio di rovina per la porzione di proprietà privata. Metà dell’Abbazia è già stata restaurata da parte della Curia ed affidata alla Parrocchia di San Lorenzo che ne è responsabile

Condizione giuridica: l’Abbazia per metà è proprietà della Curia e per metà di proprietà privata

Segnalazione: Sezione di Firenze di Italia Nostra – firenze@italianostra.org

Motivazione della scelta: Il bene è di rilevanza Nazionale per la Storia di Firenze e dell’Europa. È un documento pressoché unico e integro della civiltà Monastica in tutta la sua evoluzione storica. Il rischio di perdita irreparabile di strutture fondamentali per l’architettura benedettina e cistercense è ormai costante e progressivo. Il costo della riacquisizione è molto meno basso – meno di un terzo – di quello che fu necessario per salvare la reggia di Carditello, che comunque, anche grazie all’azione e all’intervento di Italia Nostra è stata fortunatamente acquisita dallo Stato.

La Badia di Settimo è già stata salvata e perfettamente restaurata dalla Parrocchia di San Lorenzo nella parte di proprietà della Curia e si avvale del supporto di Associazioni culturali e Associazioni di cittadini già dediti alla sua cura e valorizzazione.

I due terzi del complesso monastico nel 1783 furono cedute a privati, insieme alle terre appartenenti un tempo al grande feudo del monastero, dal granduca Pietro Leopoldo di Toscana. Due sono state le famiglie che hanno ereditato questa parte dell’abbazia, la famiglia Nencini fino ai primi del ‘900 e la famiglia Tanini, che ne detengono la proprietà fino ad oggi. Alla soglia degli anni ‘70 del XX secolo si è conservata integra la fisionomia dei vari ambienti del complesso, utilizzati a fattoria a servizio delle zone coltivate adiacenti. Poi ci fu un’improvvisa corsa a cedere quasi tutti i terreni per l’edificazione dei nuovi quartieri residenziali e, negli anni ’90 furono effettuati diversi interventi sugli edifici abbaziali finalizzati al cambiamento di destinazione d’uso dell’immobile. Varie ordinanze del Ministero dei Beni Culturali hanno reso possibili alcuni ripristini di interventi del tutto negativi, consentendo così il parziale mantenimento dei corpi originali, in attesa di un prossimo recupero e restauro da tutti auspicato.

Nel giugno del 2017 è stata lanciata una petizione su change.org per richiedere l’intervento dei massimi organi istituzionali per il recupero, mediante acquisto da parte dello Stato della porzione del complesso tuttora di proprietà privata. Si veda: https://www.italianostra.org/firma-la-petizione-per-la-riacquisizione-della-parte-in-abbandono-della-abbazia-di-s-salvatore-a-settimo/

Per maggiori informazioni breve storia della Badia tratta da “Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo. Patrimonio Europeo da salvare” a cura di Don Carlo Maurizi (Melarancio Tipografia).

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Italia Nostra Onlus