22-11-2018

Abbazia di Santa Maria di Kalena a Peschici (Foggia): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Strada Statale 89 Garganica  –  Peschici (Foggia)

Tipologia generale: edificio di culto

Tipologia specifica: abbazia

Configurazione strutturale: Complesso badiale

Epoca di costruzione: sec. IX/XI

Uso attuale: il bene è in completo stato di abbandono e pessimo stato di manutenzione, inaccessibile

Uso storico: complesso benedettino a servizio dei pellegrini diretti in Terra Santa e al Monte dell’Angelo

Condizione giuridica: proprietà privata

Segnalazione: del 15 settembre 2016 – segnalazione di un cittadino – listarossa@italianostra.org

Motivazione della scelta: L’Abbazia di Santa Maria di Kàlena, sita a nelle campagne di Peschici, è da annoverare fra le più antiche d’Italia. Sarebbe stata eretta nell’872, probabilmente dai monaci basiliani. Un edificio sacro, di una certa importanza, esisteva sicuramente nell’XI secolo, come testimonia un atto di donazione del 1023 all’abbazia di Tremiti, fornendo tutte le necessarie pertinenze: un orto, una vigna, terreni da coltivare che permettessero ai monaci benedettini di poter vivere senza problemi, trasferendosi in terraferma.

Il 1058 il cenobio divenne una potente e ricca abbazia con numerosi terreni estesi in tutta l’area garganica. Contesa dai potenti monasteri di Tremiti e Montecassino, riuscì a restare indipendente fino al 1445, quando fu inglobata definitivamente a Tremiti, sotto i Canonici Lateranensi. E’ certo che l’Abbazia di Santa Maria di Kàlena accolse molti pellegrini, famosi e non, che sbarcavano sui litorali del Gargano Nord per recarsi al Monte dell’Angelo. I redditi derivanti dalle numerose donazioni dei fedeli le servirono indubbiamente per assolvere degnamente a questa funzione di ospitalità.

Con il sussidio della fotografia aerea, si possono individuare una fitta rete di strade mulattiere che sin dall’antichità collegavano i centri abitati della costa settentrionale al porto di Siponto e il cui utilizzo dovette intensificarsi con lo sviluppo del Santuario di Monte Sant’Angelo, e l’Abbazia si trovava strategicamente lungo questo percorso di pellegrinaggio.

Intorno all’Abbazia di Kàlena, luogo-simbolo dell’immaginario collettivo di Peschici, non mancano suggestioni e leggende. Si dice che dall’abbazia, un camminamento sotterraneo portava alla caletta dello Jalillo e serviva ai frati per sfuggire alle frequenti scorribande saracene. Inoltre, si dice che, da un’acquasantiera, posta in fondo alla navata sinistra della chiesa nuova, giungerebbe il rumore della risacca marina. Si racconta anche di un antico tesoro di Barbarossa. Forse, era l’ammiraglio turco Khair ad-Din, attendente di Solimano I, che assediò Tremiti. Oppure, una leggenda popolare narra che il Barbarossa, in cammino verso la grotta dell’Angelo, vi fece una sosta dolorosa: seppellì nella cripta la sua figlia prediletta, ammalatasi durante il viaggio e le pose, come singolare cuscino, un vitello d’oro. Questo tesoro prezioso gli abitanti di Peschici lo hanno cercato, invano per anni.

Oggi, questo prezioso gioiello è completamente abbandonato all’incuria e condannato all’abbandono.

Italia Nostra Onlus