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01-04-2020

Albergo dei Poveri di Napoli: il Comune lo apra ai senza fissa dimora. Intervista a Luigi De Falco

Nei giorni scorsi è tornata alla ribalta dell’opinione pubblica la richiesta di riaprire le aree all’accoglienza dell’Albergo dei Poveri su istanza di Italia Nostra Napoli. Un appello accompagnato da una sottoscrizione condivisa sulla piattaforma change.org (http://chng.it/k6prXXhC8N),  poi rilanciato a gran voce dai media. Per chiarire meglio gli aspetti legati alla dismissione di questa struttura e all’attuale necessità di destinare alcuni spazi ai senza fissa dimora, abbiamo rivolto un’intervista a Luigi De Falco, Vice Presidente nazionale di Italia Nostra.

D.) La storia recente dell’Albergo dei Poveri di Napoli è lunga e dolorosa. Puo’ evidenziare brevemente la cronologia degli interventi realizzati sulla struttura negli ultimi anni?

R.) Il tema del recupero dell’Albergo dei Poveri è annoso. La struttura versa in condizioni di abbandono dal 1980 allorquando fu soggetta a numerosi dissesti che provocarono il crollo dei solai. Un fatto drammatico  in quanto alcuni dei residenti dell’epoca perirono sotto le macerie. Sino a quella data, all’ultimo piano si trovavano ancora diverse abitazioni. Da quel momento in poi si sono succedute tantissime amministrazioni in città e l’Albergo dei Poveri, puntualmente ad ogni campagna elettorale, si trovava ad essere ricompreso tra le strutture sulle quali intervenire prioritariamente. Anni fa fu prodotto un finanziamento derivante da una lotteria nazionale con destinazione di fondi ad opere di recupero strutturale o artistico. Le somme stanziate servirono per restaurare la facciata. Attualmente per il completamento del restauro integrale dell’intero edificio occorrerebbe una cifra pari a 20 milioni di euro.

D.) Si idearono nel tempo altre soluzioni volte alla riqualificazione?

R.) Posso parlare di un progetto che elaborai personalmente, coinvolgendo Cassa Depositi e Prestiti, e che prevedeva la destinazione a funzione sociale dell’edificio. Il ritorno economico dell’operazione si configurava nella possibilità di allocare uno studentato all’ultimo piano. Contestualmente a questa iniziativa si verificava l’incendio della città della scienza e quindi l’attenzione delle istituzioni si concentrò sull’area di Bagnoli. Anche in quel caso l’Albergo dei Poveri sembrava essere destinato ad un nuovo momentaneo oblio.

Qualche anno fa però il Rotary Club ha finanziato un servizio volto a dare assistenza diurna ai senza tetto. Per un pochino di tempo ha funzionato, ma da poco il comune ha dismesso questa attività.

D.) A Napoli pero’ i senza tetto sono moltissimi. E ora c’è bisogno più che mai di assistenza per queste persone.

R.) Sì, se ne contano circa 2000. E da qui, proprio in un momento in cui e’ necessario porre attenzione alla condizione degli ultimi, dei disagiati e degli emarginati, e’ nata l’idea di portare nuovamente alla ribalta la questione della possibile riapertura al servizio diurno dei locali dell’Albergo dei Poveri. D’altronde, data la quantità di persone in stato di bisogno, la struttura potrebbe essere utile proprio a sostenere una rete solidale insieme ad altre.

D.) I tempi sarebbero strettissimi dunque. Per questo motivo avete lanciato l’appello al Sindaco nei giorni scorsi?

R.) Sì, perche’ quanto si richiede non e’ una cosa astratta o di difficile attuazione. Si tratta infatti di effettuare banali operazioni di pulizia e igienizzazione nell’area aperta fino a poco tempo fa. Utilizziamo quello che c’è senza grandi interventi; in questo modo si riuscirà a dare risposte in tempi brevi e soprattutto efficaci. Tutto ciò che è possibile mettere a disposizione della collettività, e di coloro i quali sono più svantaggiati, è un elemento di grande concretezza estremamente utile in questi nostri giorni difficili.

per informazioni sulla petizione:

Italia Nostra Napoli: si riaprano gli spazi di accoglienza nell’Albergo dei poveri.

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