Nazionale

02-04-2020

Ampliate le tutele al porto vecchio di Trieste

Si è concluso nel migliore dei modi il sopralluogo congiunto, richiesto dalla sezione triestina di Italia Nostra, alla rimessa storica ferroviaria, alla vecchia stazione, al magazzino 27b e al quartiere Ford del Porto vecchio tra la Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi, l’assessore del Comune di Trieste Giorgio Rossi, i dirigenti di settore arch. Enrico Conte e l’ing. Giulio Bernetti, affiancati da altri tecnici, la presidente di Italia Nostra sezione di Trieste Antonella Caroli e il segretario della sezione Bruno Ricamo.

Gli edifici, per cui Italia Nostra aveva richiesto la verifica già nell’ottobre 2019, sono emersi dalle sterpaglie e dalla folta vegetazione spontanea, in un’area in passato interdetta e ora oggetto di un intervento per la costruzione di un Centro congressi. Si tratta della rimessa storica ferroviaria, della vecchia stazione, del magazzino 27b e del quartiere Ford (edifici n.133 e magazzini n.32 e n.33). Nel corso del sopralluogo sono stati ritrovati tra gli scarti di cantiere anche la colonna d’acqua di alimentazione ferroviaria e i due pali della prima linea elettrica di Trieste.

 

 

rimessa storica Porto Vecchio Trieste

 

magazzino 27b

foto rimessa ferroviaria interno

foto palazzina Ford

 

Italia Nostra, nel corso degli anni ha sempre cercato la collaborazione tra gli enti, maturando una visione d’insieme per la riqualificazione del Porto vecchio, tanto da presentare anche al Mibact di Roma, nel 2013 e nel 2018, un proprio masterplan; ma questa è la prima volta che avviene, nella storia del Porto vecchio, un sopralluogo congiunto che segna per questo sito un momento propedeutico alla sua valorizzazione, in stretta collaborazione tra le istituzioni e l’associazione, che ormai da un triennio ha attivato sul tema un coordinamento cittadino.

 

A Trieste, nell’agosto 2001, malgrado il ritardo culturale nella conoscenza del valore del Porto vecchio, 21 edifici storici sono stati tutelati con vincoli diretti dalla Soprintendenza per i BAAAS e altri 32 edifici sono stati sottoposti a vincolo indiretto (art.2 del D. Lgs. 490/1999). Gli studi e le ricerche di Italia Nostra sul patrimonio del distretto storico portuale si erano rivelati determinanti per la tutela e l’assentimento dei vincoli grazie all’allora sottosegretario ai beni culturali Vittorio Sgarbi.

Si era trattato di un provvedimento urgente e importante dato che le numerose vicissitudini sul riuso dell’area e le proposte progettuali vanificate ne avevano condizionato e messo in pericolo la “conservazione e la valorizzazione” e avevano reso più difficile la comprensione del valore del sito.

All’epoca anche gli studi non erano stati ancora completati ed alcuni edifici storici minori, presenti in aree interdette e coperti da una folta vegetazione, erano sfuggiti all’attenzione e non erano stati vincolati, come nel caso degli edifici del quartiere Ford, della rimessa storica, della vecchia stazione e del magazzino 27 b; infatti procedure amministrative e percorsi alternativi alla tutela, non sempre conosciuti, avevano impedito a Italia Nostra di proseguire nello studio di alcune aree e di agire con completezza. Ora invece questi edifici, messi a nudo dalle pulizie di cantiere e visitati all’interno, sono stati riconosciuti come edifici meritevoli del massimo interesse.

Questo è uno dei casi in cui si dimostra come in qualsiasi intervento su un sito storico si possa ancora scoprire edifici e manufatti importanti e quindi, prima di una demolizione o trasformazione, bisogna conoscerne la storia e capire con “quale edificio si ha a che fare”.

La rimessa storica delle locomotive e la vecchia stazione di smistamento ferroviario, sono state nascoste per moltissimi anni ed ora sono riapparse nel sito dove si stanno realizzando le opere di nuova viabilità del Porto Vecchio. Italia Nostra ha presentato una proposta per un futuro riutilizzo.

foto rimessa interno

Il silenzio del magazzino 27 b, così discreto e nascosto, è stato interrotto dal suo forte linguaggio architettonico, ormai palese come la sua forma semplice e importante fra le costruzioni del Porto vecchio. In questa costruzione si riconoscono all’interno l’applicazione del sistema Hennebique e, nella facciata posteriore (poco conosciuta), i caratteri stilistici della Wagnerschule. L’attuale degrado dell’edificio (come per tutti gli altri dell’area monumentale) è dovuto, più che ai comportamenti strutturali, all’enorme tempo trascorso in attesa che si decidesse sulla sua sorte, come tra l’altro per gli edifici dell’area monumentale.

Il distretto storico portuale di Trieste, per il suo alto valore, non può essere trattato come un’area liberabile dove si può fare di tutto, generando un effetto domino in cui un intervento tira l’altro, alterando gravemente l’identità del luogo tanto da renderlo irriconoscibile. Prima di tutto viene il rispetto della storia, come già accaduto a Londra, Amburgo e in tante altre città porto e poi, a seguire, gli interventi di riqualificazione.

Il quartiere operativo della FORD MOTOR COMPANY D’ITALIA in Porto vecchio originariamente è costituito dai magazzini 27, 27b, 28, 31, 32, 33, edificio 133 e pertinenze. Gli edifici in questione si riferiscono a un periodo storico in cui si stanno ultimando le costruzioni in Porto vecchio e si stanno avviando i lavori per il nuovo porto.

foto d’epoca Magazzino Ford

La complessità del quadro generale, entro il quale si articola il quartiere Ford, porta alla trasformazione di un luogo prettamente portuale in uno dal “significato” industriale: la fabbrica Ford. Nel 1923 Henry Ford, presidente del colosso americano, dalla sede di Detroit, scelse il porto di Trieste per insediare il primo stabilimento italiano della Ford Motor Company dove avveniva il montaggio di autovetture e trattori. Il sito era particolarmente idoneo in quanto già dotato di reti ferroviarie interne e piattaforme girevoli, che permettevano più facilmente la movimentazione e la distribuzione dei componenti e degli accessori dei mezzi. Lo stabilimento Ford Motor Company d’Italia a Trieste venne chiuso d’autorità dal Prefetto il 26 ottobre 1929, in seguito a un telegramma del Duce, “per superiori motivi d’interesse nazionale”, anche se l’attività cessò definitivamente nel 1931.

A Farra d’Isonzo (Gorizia), su iniziativa nel 1987 del concessionario Ford Paolo Gratton, si trova un museo Ford, con la tipica facciata (la più conosciuta) riprodotta da quella del magazzino 27 del Porto vecchio; il museo ospita numerosi veicoli originali e la ricostruzione della linea di montaggio della Ford T (la prima vettura ad essere costruita con questa tecnica nel nostro Paese).

 

ITALIA NOSTRA – TRIESTE

Antonella Caroli – Presidente

Consigliere nazionale

 

Per approfondire:

la storia del Porto Vecchio di Trieste: https://archeologiaindustriale.net/5242_il-porto-vecchio-di-trieste-storia-e-futuro/

l’apposizione dei vincoli sull’area – articolo pubblicato da “Il Piccolo” di Trieste in data 6 marzo 2020: 

 

pubblicazione con il masterplan – ex rimessa

 

per scaricare le tavole del masterplan:

https://www.italianostra.org/wp-content/uploads/ExRimessaPV_book-8_Page_2.jpeg

https://www.italianostra.org/wp-content/uploads/ExRimessaPV_book-8_Page_4.jpeg

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