Nazionale

06-03-2020

Ampliate le tutele al quartiere Ford in  Porto vecchio – Trieste     

Si è concluso nel migliore dei modi il sopralluogo congiunto al quartiere Ford del Porto vecchio tra la Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi, l’assessore del Comune di Trieste Giorgio Rossi, i dirigenti di settore Enrico Conte e Giulio Bernetti, affiancati da altri tecnici, la presidente di Italia Nostra sezione di Trieste Antonella Caroli e il segretario della sezione Bruno Ricamo.

“Gli edifici, per cui Italia Nostra aveva richiesto la verifica già nell’ottobre 2019, sono emersi dalle sterpaglie e dalla folta vegetazione spontanea in un’area in passato interdetta e ora oggetto di un intervento  per la costruzione del Centro congressi e della nuova viabilità.  – si legge nella nota della Presidente di Italia Nostra sezione di Trieste Antonella Caroli ripresa nell’articolo pubblicato oggi 6 marzo sulle pagine de ‘Il Piccolo’  a firma di Massimo Greco e che si allega in calce – Si tratta della rimessa storica ferroviaria, della vecchia stazione, del  magazzino 27b e  del quartiere Ford (edifici n.133 e magazzini n.32 e n.33). Nel corso del sopralluogo sono stati ritrovati tra gli scarti di cantiere anche la colonna d’acqua di alimentazione ferroviaria e i due pali della prima linea elettrica di Trieste. Italia Nostra, nel corso degli anni ha sempre cercato la collaborazione tra gli enti, maturando una visione d’insieme per la riqualificazione del Porto vecchio, tanto da presentare anche al Mibact di Roma, nel 2013 e nel 2018, un proprio masterplan; ma questa è la prima volta che avviene, nella storia del Porto vecchio, un sopralluogo congiunto che segna per questo sito un momento propedeutico alla sua valorizzazione in stretta collaborazione tra le istituzioni e l’associazione, che ormai da un triennio ha attivato sul tema un coordinamento cittadino.

 A Trieste, nell’agosto 2001, malgrado il ritardo culturale nella conoscenza del valore del Porto vecchio, 21 edifici storici sono stati tutelati con vincoli diretti dalla Soprintendenza per i BAAAS e altri 32 edifici sono stati sottoposti a vincolo indiretto (art.2 del D. Lgs. 490/1999). Gli studi e le ricerche di Italia Nostra sul patrimonio del distretto storico portuale si erano rivelati determinanti per la tutela, anche se non erano stati ancora completati.  Si era trattato allora di un provvedimento urgente e importante dato che le numerose vicissitudini sul riuso dell’area e le proposte progettuali vanificate ne avevano condizionato e messo in pericolo la “conservazione e la valorizzazione” e avevano reso più difficile la comprensione del valore del sito.  All’epoca alcuni edifici storici minori, presenti in aree interdette e coperti da una folta vegetazione, erano sfuggiti all’attenzione e non erano stati vincolati, come nel caso degli edifici del quartiere Ford, del magazzino 27 b, della rimessa storica e della vecchia stazione; infatti procedure amministrative e percorsi alternativi alla tutela, non sempre conosciuti, avevano impedito a Italia Nostra di proseguire nello studio di alcune aree e di agire con completezza. Ora invece questi edifici, messi a nudo dalle pulizie di cantiere e visitati all’interno, sono stati riconosciuti come edifici meritevoli del massimo interesse culturale.

            Questo è uno dei casi in cui si dimostra come in qualsiasi intervento su un sito storico si possa ancora scoprire edifici e manufatti importanti e quindi, prima di una demolizione o trasformazione, bisogna conoscerne la storia e capire con “quale edificio si ha a che fare”.

 Il silenzio del magazzino 27 b, così discreto e nascosto, è stato interrotto dal suo forte linguaggio architettonico, ormai palese come la sua forma semplice e importante fra le costruzioni del Porto vecchio. In questa costruzione si riconoscono all’interno l’applicazione del sistema Hennebique e, nella facciata posteriore (poco conosciuta), i caratteri stilistici della Wagnerschule. L’attuale degrado dell’edificio (come per tutti gli altri dell’area monumentale) è dovuto, più che ai comportamenti strutturali, all’enorme tempo trascorso in attesa che si decidesse sulla sua sorte, come tra l’altro per gli edifici dell’area monumentale.

Il distretto storico portuale di Trieste, per il suo alto valore, non può essere trattato come un’area liberabile dove si può fare di tutto, generando un effetto domino in cui un intervento tira l’altro, alterando gravemente l’identità del luogo tanto da renderlo irriconoscibile. Prima di tutto viene il rispetto della storia, come  già accaduto a Londra, Amburgo e in tante altre città porto e poi, a seguire, gli interventi di riqualificazione. Il quartiere operativo della FORD MOTOR COMPANY D’ITALIA in Porto vecchio originariamente è costituito dai magazzini 27, 27b, 28, 31, 32, 33, edificio 133 e pertinenze. Gli edifici in questione si riferiscono a un periodo storico in cui si stanno ultimando le costruzioni in Porto vecchio e si stanno avviando i lavori per il nuovo porto. La complessità del quadro generale, entro il quale si articola il quartiere Ford, porta alla trasformazione di un luogo prettamente portuale in uno dal “significato” industriale: la fabbrica Ford. Nel 1923 Henry Ford, presidente del colosso americano, dalla sede di Detroit, scelse il porto di Trieste per insediare il primo stabilimento italiano della Ford Motor Company  dove avveniva il montaggio di autovetture e trattori (magazzini 27 e 28). Il sito era particolarmente idoneo in quanto già dotato di reti ferroviarie interne e piattaforme girevoli, che permettevano più facilmente la movimentazione e la distribuzione dei componenti e degli accessori dei mezzi. Lo stabilimento Ford Motor Company d’Italia a Trieste venne chiuso d’autorità dal Prefetto il 26 ottobre 1929, in seguito a un telegramma del Duce, “per superiori motivi d’interesse nazionale”, anche se l’attività cessò definitivamente nel 1931.

 A Farra d’Isonzo (Gorizia), su iniziativa nel 1987 del concessionario Ford Paolo Gratton, si trova un museo Ford, con la tipica facciata (la più conosciuta) riprodotta da quella del magazzino 27 del Porto  vecchio; il museo ospita numerosi veicoli originali e la ricostruzione della linea di montaggio della Ford T (la prima vettura ad essere costruita con questa tecnica nel nostro Paese). Alcune di queste importanti testimonianze potrebbero essere trasferite in Porto vecchio.”

 

 

 

 

 

 

 

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