News dal territorio

22-03-2011

Miniera di Pasquasia: si ipotizza il reato di disastro ambientale. Italia Nostra si costituirà parte civile

Il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e gli assessori regionali alle Infrastrutture Piercarmelo Russo e all’Energia Giosuè Marino sono indagati dalla Procura della Repubblica di Enna, nell’ambito dell’inchiesta sulla miniera di Pasquasia, ridotta ad una discarica di rifiuti speciali pericolosi. Una vera e propria “bomba ecologica”, come abbiamo sostenuto noi di Italia Nostra (in diversi esposti) e come viene riconosciuto dalla Procura della Repubblica di Enna. Nell’inchiesta sulla miniera di Pasquasia si ipotizza anche il reato di disastro ambientale, tra le accuse contestate a Raffaele Lombardo – nella sua duplice veste di presidente della Regione e di commissario delegato in materia di bonifica e risanamento ambientale -, all’assessore Piercarmelo Russo per il periodo in cui era assessore all’Energia e all’attuale assessore all’Energia Giosuè Marino. Il procuratore della Repubblica di Enna Calogero Ferrotti ha parlato di “9 mila quintali di amianto, abbandonati all’interno del sito e di oltre 15 milioni di chili di terreno per 70 mila metri quadri di area, che risultano contaminati” – secondo le indagini svolte dall’Arpa, dall’Asp di Enna e Palermo e dai vigili del fuoco. Sull’ipotesi che la miniera possa contenere scorie radioattive, il procuratore Ferrotti ha affermato che si valuterà, eventualmente in un secondo tempo, se procedere alle analisi del sottosuolo.
La Procura di Enna sta valutando anche la posizione di alcuni soggetti che potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di concorso in omissione di atti di ufficio. Si tratterebbe di titolari e funzionari di numerosi enti ai quali il consegnatario della miniera di Pasquasia, Pasquale La Rosa, nel novembre del 2010 aveva inviato una nota per comunicare l’avvenuta contaminazione di una vasta area dopo il sabotaggio di una cabina elettrica con lo sversamento di 8 tonnellate di olio dialettrico. Il sequestro preventivo dell’area, effettuato ieri dai Carabinieri, dalla Digos e dalla Guardia forestale, ha sottolineato il pubblico ministero Marina Ingoglia, non impedisce al tutore giudiziario nominato dalla Procura, Dario Ticali, di procedere agli interventi di bonifica.

Come annunciato nei giorni scorsi, Italia Nostra si costituirà parte civile, anche perché, tra l’altro, risulterebbero contaminate le falde acquifere e il vicino fiume Morello, affluente di sinistra dell’Imera Meridionale, nel quale confluisce in prossimità del  ponte Capodarso. Qui, siamo nel cuore della Riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale, di cui Italia Nostra è ente gestore dal 1999.

Non possiamo che esprimere un caloroso plauso alla Procura della Repubblica di Enna che, attraverso queste indagini, restituisce dignità e centralità ai nostri territori, troppo a lungo sfruttati, dequalificati, “depotenziati” dalle mafie e dal malaffare locale. Restituisce speranza, fiducia e volontà di fare ai cittadini, alle forze sane e operose di questa nostra terra di Sicilia.

Arch. Leandro Janni

Consigliere nazionale di Italia Nostra

Mercoledì 16 febbraio 2011, alle ore 11, avrà luogo un Consiglio provinciale congiunto tra le province di Caltanissetta, Enna e Agrigento, per discutere del presente e del futuro del distretto minerario di Pasquasia. La riunione si svolgerà presso l’Auditorium del Liceo linguistico  “Lincoln” di Enna Bassa. Noi di Italia Nostra parteciperemo alla riunione del Consiglio provinciale congiunto.

Come sappiamo, la Procura della Repubblica di Enna indaga sull’inquinamento ambientale della miniera di Pasquasia e sulla catena di responsabilità che avrebbero determinato un elevatissimo rischio per il territorio e la salute dei cittadini. Una fascicolo sulla cui esistenza gli inquirenti hanno dato notizia solo dopo che è già stata effettuata una ispezione, alla quale hanno partecipato il sostituto procuratore Marina Ingoglia e gli uomini della Digos e del Nucleo operativo del Corpo forestale di Enna, delegati delle indagini. L’ipotesi è inquinamento e omessi interventi di bonifica a tutela della salute. Durante il sopralluogo, protrattosi per una intera giornata, gli uomini del Gabinetto di Polizia scientifica della Questura di Enna hanno raccolto una ingente documentazione fotografica e hanno filmato i luoghi. L’inchiesta sarebbe partita dopo che il 28 dicembre scorso, prima le agenzie di stampa e poi il quotidiano “La Sicilia” avevano riportato la notizia di un sabotaggio che aveva determinato la perdita di migliaia di litri di olio dielettrico, cancerogeno. Malgrado la segnalazione tempestiva, a distanza di un mese nessuno degli enti allertati – quali Provincia, Arpa regionale, Azienda sanitaria, Prefettura, Comune di Enna, Assessorato per l’Energia e Distretto minerario – aveva avviato i dovuti accertamenti. La dispersione risaliva al 3 dicembre 2010, quando il responsabile della miniera aveva sporto denuncia ai Carabinieri che, a loro volta, avevano trasmesso la segnalazione alla Procura della Repubblica.

L’inchiesta potrebbe avere sviluppi clamorosi, anche per le responsabilità derivanti dalla presenza di diverse tonnellate di amianto mai bonificato e di altre sostanze altamente tossiche. Il sostituto procuratore Ingoglia ha disposto prelievi di campioni nei terreni e nelle acque, nelle zone interne ed esterne della miniera, per accertare il livello di contaminazione e il tipo di sostanze che hanno determinato l’inquinamento. Intanto, la Procura della Repubblica di Enna ha chiesto il rinvio a giudizio del’ingegnere Pasquale La Rosa, consegnatario dei siti minerari dismessi, e quindi anche di Pasquasia, funzionario del Dipartimento dell’Energia dell’assessorato regionale all’Energia. Al funzionario, che ha denunciato la dispersione dell’olio segnalandola alle autorità che a tutt’oggi non sono intervenute, la Procura contesta di non avere provveduto alla rimozione e allo smaltimento dell’eternit e dei rifiuti speciali pericolosi quali fusti, bidoni e sacchi. Le ipotesi di reato contestate al funzionario regionale sono omissione di atti d’ufficio, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e crollo colposo di costruzioni.

Come annunciato in un precedente esposto-comunicato, la nostra associazione intende costituirsi parte civile: risulterebbero contaminate le falde acquifere e il vicino fiume Morello, affluente di sinistra dell’Imera Meridionale, nel quale confluisce in prossimità del  ponte Capodarso. Qui, siamo nel cuore della Riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell’Imera Meridionale, di cui Italia Nostra è ente gestore dal 1999. A Pasquasia, auspichiamo l’attivazione di in’inchiesta anche da parte della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Leandro Janni

Consigliere nazionale di Italia Nostra

Michele Lombardo

Presidente della Sezione Italia Nostra Caltanissetta

Rassegna stampa sul caso Pasquasia

“MINIERA DI PASQUASIA, VELENI DENTRO E FUORI” di Patrizia Penna da “Il Quotidiano di Sicilia” (del 23.03.2011 – pag. 4)

“ITALIA NOSTRA SARÀ PARTE CIVILE NEL CASO PASQUASIA” di Enrico De Cristoforo da “La Sicilia – Enna” (del 23.03.2011)

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/22-marzo-2011/pasquasia-lombardo-dal-governo-misure-intervenire-impedire-illeciti-190279087549.shtml

http://www.vivienna.it/2011/03/23/novecentodieci-mila-chili-di-amianto-cinque-mila-litri-di-olio-dielettrico-sversato/

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=413282&IDCategoria=2685

http://www.blitzquotidiano.it/italia/sicilia/palermo/quotidiano-di-sicilia/giallo-della-miniera-pasquasia-1519187/

http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=42030&Edizione=12&A=20110323

Italia Nostra Onlus