Nazionale

12-05-2020

Ancora un tentativo di “sanatoria” in Sicilia

Uno spettro si aggira per la Sicilia: lo spettro del condono edilizio. Spettro che, inesorabilmente, ritorna ad essere presente innanzitutto nelle opache stanze del potere regionale. E negli insidiosi “anfratti” di certi disegni di legge. Ma andiamo al dunque. L’articolo 18 del disegno di legge governativo sull’edilizia, in discussione presso l’Assemblea regionale siciliana, è, a parere di Italia Nostra, un vero e proprio condono: checché ne dicano l’assessore regionale al Territorio e ambiente Cordaro, che ha proposto il ddl, e il presidente della Regione Siciliana Musumeci, che lo ha presentato. Nei giorni scorsi l’assessore Cordaro ha reagito in modo piuttosto scomposto alle condivisibili, veementi critiche – al citato articolo – sollevate dai deputati 5stelle della Commissione Ambiente dell’Ars.
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Art. 18: Compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo
1.    Dopo l’articolo 25 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 è aggiunto il seguente articolo: “25-bis Norme di interpretazione autentica.
2.    Con l’articolo 24 della Legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 sono stati recepiti i termini e le forme di presentazione delle istanze presentate ai sensi dall’art. 32 del Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326.
3.    In forza del predetto recepimento resta salva l’ammissibilità delle istanze presentate, ai sensi del precedente comma l, per la regolarizzazione delle opere realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta nel rispetto di tutte le altre condizioni prescritte dalla legge vigente.”
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L’assessore Cordaro, quindi, nega non solo il tentativo di sanatoria nelle “zone a inedificabilità relativa”, ma, da quanto apprendiamo dalle sue dichiarazioni, nega anche l’esistenza stessa della “inedificabilità relativa”. In sostanza, con questa proposta di legge si vorrebbe estendere la sanatoria del “terzo condono edilizio” del 2003 anche a quelle istanze relative a immobili costruiti in aree vincolate. Insomma: se questa manovra andasse a buon fine, si allargherebbe la maglia degli abusi condonabili anche a quelli commessi in aree vincolate, come ad esempio nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici. Contraddicendo, dunque, i ripetuti proclami del presidente della Regione Siciliana Musumeci, in ordine alla sicurezza dei cittadini e alla tutela-valorizzazione del territorio e del paesaggio dell’Isola. Ancora una volta, noi di Italia Nostra, siamo costretti a denunciare l’ennesimo tentativo di sanatoria proveniente dall’Assemblea regionale siciliana. Ma anche in ambito nazionale siano costretti a denunciare i tentativi di sanatoria – in corso – provenienti dall’attuale Governo e contenuti nel cosiddetto “Decreto Rilancio”. L’urbanistica si trasformerà nel mercato delle vacche? La politica mercanteggerà le sanatorie oggi e in futuro? La corruzione avrà più ampio spazio? È questa la sburocratizzazione di cui avrebbe bisogno una Nazione moderna, post Covid-19?

 

Ebe Giacometti – Presidente nazionale di Italia Nostra

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

 

 

Ecco il video del servizio realizzato dalla testata del TGR Sicilia e andato in onda oggi 12 maggio 2020:

 

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